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Fiorenzo Fraioli: Istituto Luce – Storia d’Italia 08 – Dalla Caduta del Fascismo alla Repubblica 1943 1946  

Istituto Luce – Storia d’Italia 08 – Dalla Caduta del Fascismo alla Repubblica 1943 1946

Questo è quello che è già successo….

E questo è per ricordare con chi abbiamo a che fare.

De bello gallico – libro IV-1

Gli Svevi, tra tutti i Germani, sono il popolo più numeroso ed agguerrito in assoluto. Si racconta che siano formati da cento tribù: ognuna fornisce annualmente mille soldati, che vengono portati a combattere fuori dai loro territori contro i popoli limitrofi. Chi è rimasto a casa, provvede a mantenere sé e gli altri; l’anno seguente si avvicendano: quest’ultimi vanno a combattere, i primi rimangono in patria. Così non tralasciano né l’agricoltura, né la teoria e la pratica delle armi. E non hanno terreni privati oppure divisi, nessuno può rimanere più di un anno nello stesso luogo per praticare l’agricoltura. Si cibano poco di frumento, vivono soprattutto di latte e carne ovina, praticano molto la caccia. Il tipo di alimentazione, l’esercizio giornaliero e la vita libera che conducono (fin da piccoli, difatti, non sono sottoposti ad alcun dovere oppure disciplina e non fanno assolutamente nulla contro la propria volontà) accrescono le loro forze e li rendono uomini dal fisico imponente. Sono abituati a lavarsi nei fiumi e a portare come vestito, in quelle regioni freddissime, solo delle pelli che, piccole come sono, lasciano scoperta gran parte del corpo.

De bello gallico – libro IV-3

Reputano vanto principale per la propria nazione che le regioni di confine, per il tratto più ampio possibile, siano disabitate: è segno che una moltitudine popoli non sono in grado di resistere alla loro brutalità militare. A tal proposito corre voce che, in una zona di confine degli Svevi, le campagne siano spopolate per seicento miglia. Un’altra parte del loro territorio confina con gli Ubi, popolo un tempo numeroso e fiorente, per quanto possano esserlo i Germani. Gli Ubi sono un po’ più civili riguardo alle altre genti della loro razza perché, vivendo lungo il Reno, sono visitati di frequente dai mercanti e, per ragioni di vicinanza, hanno assorbito i costumi dei Galli. Gli Svevi li avevano spesso affrontati in ostilità, ma non erano riusciti a scacciarli dalle loro terre per via del loro numero e della loro importanza; ciononostante, li avevano costretti a versare tributi, rendendoli molto meno potenti e forti.

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