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Foa verso la presidenza: “Sarò garante del pluralismo”. FI: “Ci ha rassicurato, lo votiamo”



Il candidato alla presidenza della tv pubblica commette una gaffe su Twitter: “Sono emozionato, non è una giornata come tutte le altre”. Il voto della commissione è atteso in serata


ROMA – “Non ho mai militato in partiti, sarò garante del pluralismo”. Lo afferma Marcello Foa, candidato alla presidenza Rai dal Cda di Viale Mazzini, nel corso dell’audizione in commissione Vigilanza. Il voto finale è atteso in serata. Ma già Forza Italia ha fatto trapelare l’intenzione di votare a favore, come si evince dalle parole del deputato forzista Giorgio Mulé: “Foa ha rassicurato sul tema del pluralismo. Sulla scorta di questo l’orientamento è votare a favore”.

“Nel gruppo del Corriere del Ticino – afferma Foa – c’erano testate di diverso orientamento politico. Il mio ruolo non era di incidere sui contenuti delle testate ma di far sì che potessero svolgere nel modo migliore e con le risorse adeguate, senza alcuna intromissione”.

‘AUDIZIONE
Foa ricorda di aver voluto lui la collaborazione di De Bortoli nel gruppo che dirigeva. “Sono abituato a discernere tra le mie opinioni e i doveri del mio ruolo di garante del pluralismo e della qualità del giornalismo, principi a cui mi ispirerò se mi sceglierete. Non ho mai militato in un partito politico, non ho mai preso una tessera, non ho mai cercato appoggi politici per far carriera. Sono stato sempre coerente con me stesso, cercando di fare con umiltà il mio mestiere in base agli insegnamenti dei maestri, da Montanelli e Cervi”. E aggiunge: “Il mandato che ho ricevuto dal governo non è politico, ma professionale”, “fa appello al mio percorso professionale, e io intendo onorarlo in nome dei valori del giornalismo”.

Rai, il presidente Foa: “Mandato governo e professionale, non politico. Sarò garante del pluralismo”

“Il mio obiettivo è far crescere la Rai – chiarisce ancora Foa –  sviluppare un’informazione corretta, oggettiva, premiare la professionalità e la meritocrazia, promuovere e ampliare la straordinaria missione culturale della Rai: obiettivo che condivido con l’ad Fabrizio Salini che ho avuto modo di apprezzare per rigore morale, professionalità e serietà”. E puntualizza: “So bene che il ruolo di presidente è diverso da quello di ad: non mi permetterò di andare oltre le mie competenze, al mandato di presidente mi atterrò scrupolosamente”.

Poi assicura: “Se mi accorderete l’incarico di presidente, uno degli obiettivi sarà anche recuperare il terreno perso dalla Rai sul web”.

• LE DOMANDE DELL’OPPOSIZIONE
Dure le critiche del Pd in commissione. Davide Faraone dice che Foa non può dirigere la Rai “perchè non ne ha le competenze”. “Suo figlio lavora con il vicepremier salvini- aggiunge il parlamentare del pd- per il quale gestisce i social. È un altro elemento di inopportunità. Noi in tutte le sedi faremo valere la legge che lei non ha rispettato”.

Salvatore Margiotta aggiunge: “Pensa di trasformare gli studi rai in quelli di Russia Today?” anche Francesco Verducci boccia l’ipotesi che foa possa essere votato presidente dalla commissione di vigilanza. “Ha commesso uno sfregio quando anzichè ritirare la candidatura ha pensato di andare avanti”, dice il senatore dem.

• LA REPLICA
“Non è stata mai e mai sarà mia intenzione offendere e mancare di rispetto al presidente Mattarella, non è nel mio costume”, precisa Foa riferendosi a un suo tweet di qualche tempo fa, antecedente alla nomina nel Cda Rai, che ha innescato polemiche e che è stato richiamato oggi dalle opposizioni in commissione.

• LA GAFFE SU TWITTER
Il candidato alla presidenza si è reso inoltre protagonista di una gaffe su Twitter. Nell’annunciare l’inizio dell’audizione, ha utilizzato erroneamente la parola ‘deposizione’:

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