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Francesca Marchionni: Attaccamento e relazione di coppia, i risultati della ricerca evidence-based



Nel mio elaborato di tesi specialistica universitaria ho presentato una review bibliografica, in cui ho analizzato il rapporto tra lo stile di attaccamento stabilito nell’infanzia con il caregiver ed i legami di coppia che l’individuo stabilirà da adulto. La rassegna bibliografica che ho presentato mi consente di affermare che le esperienze relazionali infantili incidono in modo considerevole nei rapporti futuri. Per sostenere ciò, sono partita dalla teoria dell’attaccamento di Bowlby, specificando appunto cosa sia il legame di attaccamento, ossia la tendenza innata ed autonoma dell’essere umano a ricercare la vicinanza protettiva di una figura ogni volta che si vivano situazioni particolarmente stressanti, traumi o pericoli. Il bambino da questa primissima esperienza infantile formerà i propri schemi cognitivi, che gli consentiranno di rapportarsi con il mondo e relazionarsi con differenti modalità. Questi schemi sono definiti modelli operativi interni, ed hanno un’influenza determinante per la struttura psichica dell’individuo.

L’attaccamento é un legame che si protrae per tutta la vita, ma mi sono concentrata nell’aspetto inerente la costruzione dei legami di coppia e l’influenza che questo ha nella loro formazione e durata. La ricerca sull’amore romantico si avvale di numerosi strumenti di valutazione, principalmente interviste semi-strutturate, come l’AAI, la CRI, l’ASI e l’ISAC, questionari self-report, come ad esempio l’AAS, RQ, ASQ, CA-MIR e QAA; ed infine altri strumenti di valutazione molto validi come l’AMT, la RFF, l’AABQ, l’ECR ed il Marital Q-Sort. Dai dati analizzati, è stato interessante constatare come si formino le coppie. Infatti, gli individui tendono a ristabilire i propri modelli relazionali, secondo una scelta “tra simili” per i soggetti sicuri, ed una scelta “tra opposti” per i soggetti insicuri. I vari matching di coppia a cui potremmo assistere sono: sicuro/sicuro, sicuro/insicuro, insicuro/insicuro, con varie combinazioni all’interno, di cui la più ricorrente è quella che vede il matching distanziante/preoccupato.

Gli individui sicuri sono quelli che mostrano di avere relazioni maggiormente soddisfacenti e gratificanti, in cui è presente fiducia reciproca, maggiore negoziazione e complementarietà e, nel caso di rottura del legame, sono fiduciosi di poter trovare un altro partner che li renda felici. Gli individui insicuri, invece, hanno rappresentazioni tendenzialmente negative nei confronti degli altri e tendono a persistere in relazioni problematiche ed insoddisfacenti, poiché adattati all’interno di dinamiche “collusive”, dalle quali non riescono a fuoriuscire. Gli insicuri evitanti manifestano una paura dell’intimità che li renda troppo legati al partner, hanno poca fiducia nella relazione, stentano a credere che possa durare e tendono di più rispetto agli ambivalenti/preoccupati ad una promiscuità sessuale. Infine gli ansiosi/ambivalenti vivono rapporti molto intensi e tormentati, ricchi di controversie, in cui spesso manipolano il partner mediante una gelosia ossessiva e morbosa, che si ripercuote ovviamente sulla relazione in modo negativo. Temendo eccessivamente l’abbandono mettono in atto una serie di comportamenti disadattivi che effettivamente porteranno fine al legame.

Ma cosa determina la soddisfazione all’interno di una coppia?! Un costrutto definito adjustment, il quale valuta la felicità o infelicità percepita all’interno della coppia. I parametri che lo definiscono sono: le risorse personali e sociali, come la salute fisica di entrambi, i fattori sociali ed economici, il livello di educazione, le abilità comunicative, una rete sociale di riferimento; le gratificazioni provenienti dalle interazioni con il partner, ovvero l’attrazione fisica, sessuale, mentale, l’adattamento nella relazione; ed infine la soddisfazione per il proprio stile di vita, cioé le risorse materiali ed il reddito finanziario.

Le ricerche sull’interazione tra rappresentazioni dell’attaccamento e processi di regolazione affettiva possono essere distinte in variabili relative ai processi cognitivi e variabili relative ai processi affettivo-emotivi. Le variabili relative ai processi cognitivi sono: i processi di attribuzione e valutazione, la percezione del supporto e del conflitto, le credenze e gli standard. Le variabili relative ai processi affettivo-emotivi sono: la vicinanza, l’intimità e l’apertura all’altro, i livelli di impegno e coinvolgimento nella relazione e gli indicatori di buon funzionamento individuale. Sembra che gli stili di attaccamento condizionino non soltanto l’adattamento individuale, ma anche la durata ed il funzionamento di una relazione di coppia.

Dalle ricerche emerge che i soggetti sicuri hanno una probabilità maggiore di quelli insicuri di arrivare a strategie di compromesso, hanno relazioni più durature rispetto ai soggetti insicuri e sono maggiormente in grado di fronteggiare periodi stressanti con il partner o affrontare insieme le difficoltà. Ciò emerge soprattutto nell’espressione delle emozioni: sembra che gli individui insicuri tendano ad esprimere maggiormente la rabbia disfunzionale ed inappropriata quando si trovano in conflitto con il partner, esasperando le emozioni negative in modo disfunzionale e disadattivo. Gli insicuri ansiosi/ambivalenti inoltre tendono più di tutti a provare un’eccessiva gelosia nei confronti del partner, a sperimentare una sorta di amore “patologico”, comportandosi in modo soffocante e morboso, offrendo più cure di quelle che effettivamente il partner richiede.

Sarebbe interessante, per le prospettive future, poter constatare se lo stile di attaccamento di uno dei due partner possa incidere sullo stile di attaccamento dell’altro, a prescindere dagli stili di attaccamento individuali di cui ognuno dei due é portatore.

In conclusione, suggerisco di analizzare il legame presente fra padre e figlia e figlia e partner, per vedere quali dinamiche intervengono nella scelta di coppia a partire dal rapporto instaurato con il padre durante l’infanzia. Talvolta infatti si tende a cercare una figura “sostitutiva” del padre oppure qualcuno che sia l’esatto opposto. Inoltre, secondo me sarebbe molto interessante vedere se lo stile di attaccamento di una persona insicura possa mutare in stile di attaccamento sicuro dopo l’instaurarsi di una relazione molto positiva e soddisfacente con un partner sicuro o viceversa; cioé se una persona sicura può diventare insicura a seguito di una relazione molto sofferta e problematica.

 

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