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Frosinone – “Viaggio nel tempo” per i tabelloni del Matusa

FROSINONE – I tabelloni al Matusa sfidano lo scorrere incessante del tempo: countdown resettato dall’Amministrazione. È quanto accaduto in questi giorni nel luogo in cui, una volta, sorgeva il vecchio e glorioso stadio del Frosinone Calcio – che lascerà ora il posto ad un altrettanto glorioso parco verde cittadino – e più precisamente in piazza Caduti di via Fani. È proprio qui che a giugno scorso è stato montato uno dei due pannelli elettronici a led – l’altro si trova in piazza Martiri di Valle Rotonda, vicino l’ex curva Nord – che mostra in tempo reale il conteggio alla rovescia per l’inizio dei lavori al futuro parco verde. Dal giorno alla notte, però, la cittadinanza si è trovata davanti ad un fatto alquanto misterioso: il countdown segnato su uno dei tabelloni è tornato indietro nel tempo e, dai 14 giorni che mancavano «all’ingresso nel parco», si è passati a poco meno di 90 giorni. In un sol colpo. Visto che i viaggi nel tempo rimangono ancora un’utopia, anche per gli scienziati più acclamati di mezzo mondo, l’unica spiegazione plausibile a questa vicenda è il “reset” degli orologi voluto per mano dell’Amministrazione. Dai banchi dell’opposizione, che già in passato aveva criticato i costi delle due installazioni in questione, giudicandoli troppo salati – l’importo impegnato per le strutture ammonta complessivamente a 38.308euro – non sono mancate nuove polemiche. «I famosi pannelli del Matusa sono stati resettati – ha dichiarato il consigliere di “Frosinone in Comune”, Stefano Pizzutelli – Del resto, da quando sono stati installati il Comune al Matusa non ha fatto nulla, tranne appunto installare i pannelli. I lavori di smantellamento delle tribune sono stati fatti dalla Clarin, che già da un anno ne era proprietaria. Pannelli finanziati con gli oneri concessori – ha continuato – cioè con importi che per legge potevano essere utilizzati per la manutenzione del patrimonio comunale, e quindi, per le scuole. E invece i pannelli sono lì dai tempi della campagna elettorale a fare il countdown del nulla e alla De Luca e alla Calvosa (due plessi che necessitano di interventi urgenti,ndr) l’anno scolastico è partito, ma i lavori no. Questione di priorità». Sul caso, è intervenuta anche Alessandra Sardellitti, consigliere d’opposizione nelle schiere del Partito Democratico. «Sono stati spesi 40.000euro fino ad ora – ha detto – per due pannelli completamente inutili di cui la cittadinanza poteva fare a meno e che, anzi, confondono il cittadino visto che periodicamente si trova dinanzi ai cambiamenti numerici del countdown. È evidente, come già denunciato in campagna elettorale, l’uso strumentale dei pannelli volti unicamente ad una captatio benevolentiae». «Accattivarsi la simpatia» è la traduzione dalla lingua magistra all’italiano semplice, ma il messaggio della Sardellitti rimane invariato. «L’amministrazione ha incaricato gli operatori presenti nel cantiere di ripristinare la corretta efficienza di uno dei due timer presenti in prossimità dell’area – informano dall’Ente – che scandiranno anche per il futuro i momenti più importanti delle lavorazioni». Inoltre aggiungono che «in linea con la tabella di marcia indicata dal sindaco Nicola Ottaviani, stanno procedendo i lavori per il Parco del Matusa» e che «nella prima settimana di ottobre sarà permesso, dopo la prima partita di calcio al Benito Stirpe e la Festa dei Nonni del 2 ottobre e, dunque, nel weekend successivo, l’accesso ai cittadini e alle famiglie, per verificare direttamente lo stato dei lavori, attraverso un “Green day” in cui saranno illustrati gli step delle successive lavorazioni. Naturalmente – concludono da piazza VI Dicembre – dopo l’evento di ottobre, per motivi di sicurezza e di pubblica incolumità, sarà necessario continuare le lavorazioni senza l’afflusso dei cittadini all’interno dell’area di cantiere, per arrivare in tempo con l’apertura definitiva al pubblico, come terzo step, fissata per la prossima primavera».

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