HOME

Gang Stalking il vero crimine

GANG STALKING E MIND CONTROL

Giorgio è una vittima del Gang Stalking.

Nessuno gli crede. La sua famiglia lo ha supplicato di chiedere aiuto, sua moglie lo ha accompagnato da uno psichiatra, il quale gli ha prescritto venti gocce di Xanax.

Ma Giorgio, un ingegnere idraulico in pensione di 60 anni, è sicuro di essere pedinato, e non da una sola persona, ma da decine.

Vede gli agenti, travestiti da gente comune, appostati intorno alla sua abitazione. A piedi, oppure su furgoni con scritte che alludono a eventi del suo passato. A volte lo urtano e gli sussurrano frasi senza senso in un orecchio.

“Ora vedrai come funziona”, gli hanno detto.

Il mese scorso qualcuno gli ha sabotato la macchina:

L’auto era dotata di “servosterzo” però, nel fare le curve, durante la sterzata vi erano dei punti dove lo sterzo “aveva momenti di vuoto”. Me ne accorsi subito e quindi non mi successe niente di grave.

In un’altra occasione, mi tagliarono la ruota posteriore sinistra dell’auto, però lo fecero in modo che il taglio non provocasse la rottura immediata del pneumatico, ma si rompesse gradualmente in autostrada. Quel giorno, infatti, avevo pianificato la mia partenza per andare fuori regione. Era inverno e c’era la neve. Dopo circa una trentina di chilometri in autostrada, sento la macchina sbandare e procedere in maniera anomala. Anche in questo caso, fortunatamente, riuscii a mantenere il controllo della macchina e a non farla sbandare. Ero vicino a una uscita e la imboccai senza incidenti. Cambiai la ruota e, una volta giunto a destinazione, mi recai dal gommista e gli mostrai il pneumatico. Lui mi disse, appunto, che con molta probabilità si trattava di un taglio fatto con un coltello o qualcosa di simile, anche se sarebbe stato difficile dimostrarlo al 100%.

La notte sente i loro passi sul tetto di casa, suppone che calino per mezzo di fili delle micro telecamere-spia che registrino ogni suo movimento e ogni cosa che dice.

Racconta che tempo fa, nel terreno del vicino, un uomo stava spruzzando una sostanza tossica, forse psicotropa, per avvelenarlo o drogarlo. L’ho affrontato e mi ha mostrato il flacone, apparentemente un innocuo anticrittogamico, ma probabilmente la vera etichetta era camuffata, mi dice.

Una volta hanno spruzzato sul mio pantalone nero preferito (ovviamente senza che me ne accorgessi, sulla parte posteriore) una sorta di gomma filamentosa, tipo quelle che si usano per gli scherzi a Carnevale (peccato che non fossimo affatto a febbraio). Inoltre era impossibile pulirla e quindi, alla fine, ho dovuto buttare il pantalone.

Passa una moto smarmittata, lo vedo sussultare: succede spesso da queste parti? mi chiede preoccupato.

Giorgio sta male. La notte non riesce a dormire.

Ha comprato un costoso software che protegge il suo computer e non usa più cellulari di ultima generazione, solo un vecchio telefonino obsoleto.

In un primo momento, Giorgio ha pensato che fosse tutto nella sua testa.

Del resto, anche da ragazzo vedeva delle facce strane intorno a lui, a scuola o al lavoro. Persone che volevano fregarlo gli hanno rivolto sorrisi falsi.

Poi su internet ha incontrato una grande comunità di persone che la pensano come lui e che si definiscono “individui target”, o I.T., persone che raccontano di stare vivendo, da anni, esattamente il suo stesso incubo: il Gang Stalking.

Il gruppo è organizzato attorno alla convinzione che i suoi membri siano vittime di una cospirazione tentacolare organizzata allo scopo di molestare migliaia di persone, tutti i giorni, con le armi del controllo mentale, grazie ad eserciti di cosiddetti Gruppi Stalker.
L’obiettivo di questi Gruppi, come è scritto sul sito web, è quello di “distruggere ogni aspetto della vita dell’individuo target.”

Una tribù di menti turbate.

Il Gang Stalking o Stalking Organizzato è molto diffuso anche in Italia, spesso accompagnato da mezzi di tortura a distanza con armi a energia diretta e sistemi psicotronici, per pressare e intimorire la vittima. Nella parte iniziale del programma la persona viene monitorata al fine di conoscerne le abitudini, il carattere, l’indole, le fragilità per poter creare uno schema personalizzato di stalking. 

I professionisti della salute mentale ritengono che questa narrazione abbia preso piede grazie a un gruppo di persone affette da alcuni disturbi psicotici. La mania di persecuzione è uno di questi.
Questo disturbo paranoide della personalità è caratterizzato dalla presenza di pensieri che possono avere tratti deliranti, dominati dalla paura di essere vittime di un complotto da parte di amici o parenti.

Solo che adesso le persone affette da questi disturbi si connettono a internet, si organizzano, e sfidano le diagnosi mediche che potrebbero spiegare quello che gli succede, inventando il Gang Stalking.

Come succede di solito, è negli USA che la comunità, prudenzialmente stimata in oltre 10.000 membri, ha proliferato, dapprima grazie all’undici settembre, alle voci sui super poteri conferiti all’Nsa, alle notizie su Echelon e, poi, sull’onda della paura dello spionaggio elettronico cui tutti saremmo soggetti attraverso internet e i nostri smart-phone. Cullata da Internet e alimentata da autentiche preoccupazioni sulla sorveglianza invasiva di governi e aziende private, ha raggiunto numeri ragguardevoli in tutto il mondo, inclusa l’Italia.

Il Gang Stalking potrebbe essere liquidato come un caso di delirio o schizofrenia di massa, sostengono gli psichiatri.

Rimane, però, un fenomeno praticamente tutto da analizzare.

Per i pochi specialisti che lo hanno esaminato da vicino, questi individui che credono di essere vittime del Gang Stalking rappresentano un’evoluzione allarmante nella storia delle malattie mentali: migliaia di malati, uniti, che chiedono un riconoscimento sociale sulla base di paranoie condivise.

Essi raccolgono fondi, organizzano campagne di sensibilizzazione, ospitano conferenze internazionali e forniscono appoggio alle cause in tribunale.

Negli Stati Uniti la loro più grande vittoria l’hanno ottenuta lo scorso anno, quando gli I.T. di Richmond, California., hanno convinto il Consiglio comunale ad approvare una risoluzione volta al divieto delle armi spaziali, che ritengono potrebbero essere utilizzate per il controllo mentale.

Un simile sforzo di lobbying è in corso anche a Tucson.

Una “cassa di risonanza” per la paranoia.

La Dottoressa Lorraine Sheridan, psicologa e co-autrice di quello che forse è l’unico studio sul Gang stalking mai realizzato, ritiene che la comunità rappresenti un pericolo maggiore rispetto ai tanti gruppi che, sul web, propagandano idee “pericolose” come l’anoressia, il suicidio o l’autolesionismo.
Su questi argomenti, Internet e altri media come i giornali e la tv ormai abbondano di informazioni mediche e terapie, gruppi di aiuto, forum di persone che sono guarite o stanno affrontando un percorso di guarigione, interviste a specialisti.

Ma una ricerca in Rete sul “gang stalking” dà, come risultato, solo alcuni siti che ne parlano come se fosse un fatto reale, e non una psicosi.
Non ci sono ancora siti che cerchino di convincere i “soggetti target” del fatto che stanno delirando, o che gli suggeriscano un percorso terapeutico, o quanto meno di chiedere aiuto.

La mancanza di informazioni oggettive fa sì che queste persone finiscano dentro la cassa di risonanza di una ideologia chiusa.

Istruzioni contro il Gang Stalking.

Non entrare in contatto con le voci nella tua testa.

Se riesci a sentire cosa dicono di te i tuoi parenti,  anche loro potrebbero farne parte.

Non andare dallo psichiatra.

Ecco un estratto del manuale Come combattere il Gang Stalking, pubblicato sul sito italiaparla.wordpress.com.

Dal punto di vista delle agenzie di intelligence e delle aziende che usano organizzare stalking come arma illegale segreta per la sovversione, il perfetto risultato si ha quando l’obiettivo diventa progressivamente isolato, impoverito, emotivamente degradato, e alla fine si suicida.

 

Il tallone d’Achille delle bande di stalking è l’esposizione. Condurre una guerra allo stalking organizzato deve avere due fronti: dobbiamo agire a livello locale per esporre le molestie ai vicini e agli altri, e dobbiamo esporre ciò che sta accadendo a livello nazionale. Entrambi gli obiettivi sono critici. Per quanto possibile, si dovrebbero impiegare tattiche che sono imprevedibili, creative, economiche, semplici e audaci. Abbiamo bisogno di cambiare tutto il gioco e agire sui nostri termini. Dare ai criminali e ai loro capi alcune ragioni per essere a disagio. Il modo per inceppare la macchina della Stasi è quello di esporre i suoi crimini al pubblico, e questo a volte richiede un passo al di fuori della nostra comfort zone.

Se ci si può permettere di acquistare attrezzature di sicurezza e contro-sorveglianza (telecamere, sistemi di allarme, serrature, cassette di sicurezza, armi da fuoco, rilevatori di bug, disturbatori di segnale, etc.), si dovrebbe procedere così: essere il più discreto possibile circa l’acquisizione e l’attuazione di tali misure, in modo da renderle più difficili da neutralizzare per i vostri stalker. Se possibile, contattare amici o parenti per le modalità di acquisto, dal momento che, con una certa probabilità, sono sottoposti a una minore sorveglianza.

L’utilizzo di misure tecniche di sicurezza per combattere lo stalking organizzato ha, però, due limiti importanti. Uno è il costo, e le persone con notevoli risorse e connessioni sono probabilmente scelte meno spesso dalle bande come obiettivi, in quanto possono più facilmente reagire. L’altro problema è che ci si impegna in una sorta di “corsa agli armamenti” contro persone che hanno una conoscenza più approfondita di tali questioni, così come tasche più profonde.

Uno degli obiettivi delle gang stalking è quello di isolare il singolo bersaglio, creando l’impressione che tutta la società sia contro di lui o di lei. Non fare l’errore di credere a questa falsa impressione.
Bisogna unire le forze con le altre vittime, concentrandosi su poche piattaforme online per condividere informazioni ed esporre. Spesso siti web, marginalmente utili a cui rivolgersi per informazioni, si mescolano tra i risultati di ricerca con numerosi siti web di disinformazione, creati dai tirapiedi del governo (…).

Un guazzabuglio di teorie cospirative.

Il Gang Stalking è praticato e coordinato da organizzazioni di intelligence statali e parastatali per perseguire le motivazioni suddette. Esistono anche fenomeni spontanei di Gang Stalking, probabilmente formati da gruppi che hanno precedentemente lavorato per lo stato o da organizzazioni che l’hanno praticato; si tratta di “organizzazioni canaglia” che operano secondo criteri del tutto arbitrari. Questi gruppi si possono attivare per divertimento, fanatismo religioso o settario, persecuzione di genere, di razza, appartenenza politica, ecc. Probabilmente si servono anche della pratica del malocchio e di magia nera  per ottenere efficacia sulle sue vittime.

Chi tira i fili di questa congiura?
Alcuni credono che sia l’élite finanziaria, altri incolpano gli stranieri, i vicini, i massoni o una combinazione di tutte queste cose.

Alcune voci più importanti del movimento, tuttavia, tendono a ritenere che la sorveglianza faccia parte di un test sul controllo mentale, messo in opera nella previsione di una sorta di governo globale.
L’establishment militare, in teoria, non ha mai rinunciato all’MK-Ultra, il programma super segreto della Cia iniziato negli anni cinquanta e sessanta, per mettere a punto tecniche di controllo mentale.

Del resto, alcune teorie cospirative molto diffuse negli ultimi anni fanno da sfondo a queste specifiche manie di massa, tanto di massa da essere diventate, in alcuni casi, elemento o soggetto di dibattito politico.

Le scie chimiche, vaccini che provocano l’autismo, la cura per il cancro tenuta nascosta, l’11/9, il signoraggio, il gruppo Bilderberg, le fake news che imperversano: le teorie cospirative sono diventate uno strumento politico, quasi un programma di governo. Sono utilizzate per inoculare la paura nella mente dell’elettore e farlo cadere tra le braccia di colui che sa come difenderlo dal Grande Complotto.
Un’allucinazione collettiva, sapientemente coltivata con sofisticate tecniche di marketing sociale, supportata da studi di psicologia di massa e da tecniche di programmazione neurolinguistica che sono il pane quotidiano di spin doctor, politici e venditori di ogni risma, che sui social trova poi modo di proliferare, virale come un virus.

 

Testimonianze

Sono Elena di Firenze, sono vittima da molto tempo di gang stalking e molestie elettroniche con armi a energia diretta, in una maniera bestiale e atroce, da vedere la morte con gli occhi. Iniziò nel 2007, come conseguenza a un diverbio con la condomina di origine russa che abita nell’appartamento di sopra. In Italia il 25% dei casi di stalking riguardano lo stalking condominiale, è ciò che ho letto nel sito della polizia. Seguo la procedura. Vado alla Polizia nel febbraio 2011, dove spariscono la mia denuncia e la chiavetta con le prove. Dopo un mese mi chiama una psichiatra, che cerca di costruirmi un profilo schizofrenico. Della sua terapia ho preso una sola pasticca, mi sono resa conto subito che si trattava di una ridicola messinscena . Ho saputo all’estero del mio nuovo profilo montato dalla Polizia italiana… “Devo andare immediatamente dal dottore”, anche questa è una procedura…

Covert harassement conference,  Bruxelles, 20 novembre 2014: intervento di Paolo Dorigo per ACOFOINMENEF (ex AVae-m) Associazione vittime armi elettroniche-mentali.

Breve sintesi del caso di tortura tecnologica su Paolo Dorigo e della nascita e sviluppo della AVae-m, fondata con Maurizio Bassetti, e attuale situazione della Associazione:
In Italia, la riflessione che portiamo a questa conferenza non vuole soffermarsi sulle caratteristiche dei metodi utilizzati, controllo mentale con impianti sottocutaneimanipolazione mentale oniricamanipolazione mentale massivamanipolazione mentale tramite trasmissioni televisive e telefoniche e la pubblicità, e ancora, attacchi elettromagnetici a microondefinalizzati all’uccisione delle persone, o alla loro neutralizzazione sociale, e strutture che agiscono di concerto per tacere e coprire questi sistemi di morte.
Vogliamo soffermarci sui moventi SOCIALI di questi trattamenti “inumani e degradanti”. Parliamo del fatto che non è una nuova legge quello che manca, manca invece la VOLONTÀ di perseguire questo crimine sociale e istituzionale che è la tortura tecnologica in Italia. Lo faremo parlando dell’origine dei trattamenti, da dove iniziano, come, chi copre il tutto. Giungeremo brevemente e sinteticamente a ipotizzare una terribile realtà: in Italia tutti sanno, e tacciono. Questo è un sistema tecnologico di controllo e di repressione del popolo. (Proiezione e spiegazione Tabella Statistica per regioni in Italia e Tabella Moventi del Crimine della tortura tecnologica).

 

Nel 2010 la vita di A.G., 48 anni, si è trasformata in un incubo, in quanto sarebbe vittima di un controllo mentale a distanza. Sostiene che, attraverso l’utilizzo di una sofisticata e segreta tecnologia, qualcuno riesce a collegarsi con il suo sistema nervoso per influenzarne il comportamento.

Una voce mi dava ordini dentro la mia testa, ricorda l’insegnante. Se non li eseguivo, iniziavano delle torture a livello neurologico: crampi dolorosissimi, tachicardie o altri effetti che servono per piegare la vittima ai comportamenti desiderati. Questa voce voleva che io compiessi degli atti contro la mia stessa personalità, allo scopo di farmi diventare una sorta di robot sfruttabile per qualsiasi obiettivo. All’inizio ho avuto delle grosse difficoltà a capire che cosa mi stesse accadendo, poteva sembrare una comune patologia psichiatrica. Solo che c’erano troppi sintomi anomali. Quando ho considerato la possibilità che venisse utilizzato su di me questo tipo di tecnologie, tutto si è chiarito e ogni sintomo ha trovato la sua spiegazione. Si tratta di una forma di telepatia artificiale basata su una nuova tecnologia messa in atto dall’agenzia di sicurezza nazionale americana.

Violenza

Nel corso del tempo molte “vittime” del Gang-Stalking finiscono per essere emarginate. Perdono il lavoro, vengono prese in giro dai colleghi, sono mal tollerate dalla famiglia, amici e coniugi fuggono.
La disperazione che ne deriva li spinge talvolta a comportamenti violenti.
Negli USA, Aaron Alexis ha ucciso 12 persone al Washington Navy Yard, nel 2013.
Alexis, un ex marinaio, ha lasciato un biglietto che accusa la Marina di attaccare il suo cervello con “onde elettromagnetiche a bassissima frequenza”.
Sul calcio del suo fucile da caccia erano incise le parole “la mia arma elfa”.

Per fortuna, la stragrande maggioranza delle persone affette da questa psicosi non ricorrere mai alla violenza. Ma alcuni studi suggeriscono che un certo numero di persone affette da questi episodi psicotici – soprattutto pensieri paranoici, accompagnati da voci che impartiscono loro dei comandi – sono più soggetti a impulsi ostili rispetto alle persone che non soffrono di una malattia mentale.

Un bisogno di “senso”

Le persone che credono di essere state rapite dagli alieni, come i I.T., sono soggetti difficili da dissuadere perché credono fermamente di aver capito da cosa derivi il loro disagio.
Dietro c’è un bisogno di senso, un bisogno di capire la vita e i problemi che stanno vivendo. Non sei più un signor nessuno se ti pedina la C.I.A.
E, come per la fede religiosa, abbandonarla sarebbe un ribaltamento troppo violento.

La speranza è che la società si svegli e ponga fine a tutto ciò, offrendo loro un aiuto psichiatrico.
In alcuni casi i deliri regrediscono. Ma solitamente la prognosi non è buona. Molti tentano il suicidio.

Giorgio mi dice che è stato sul punto di preparare un cappio e impiccarsi.

Seduti in un bar, il mese scorso, mi ha detto che i suoi persecutori ultimamente si sono calmati. Ma che gli hanno inoculato il Morgellons, un morbo. Cerco su Google e scopro che si tratta di una presunta patologia caratterizzata da una serie di sintomi cutanei quali prurito, fitte dolorose, apparente presenza di fibre sulla o sotto la pelle, lesioni permanenti alla cute, generalmente collegate a disturbi mentali: una forma di parassitosi allucinatoria.

Giorgio è dimagrito, i suoi occhi sono tristi e stanchi. Sono passati otto anni da quando è cominciato tutto, dice. Non riesce a fare nulla. I suoi amici si sono allontanati.
La comunità online è stata un supporto fondamentale, si sfoga. Ma la verità è che non sappiamo esattamente cosa sta succedendo, dice. Forse stiamo credendo in qualcosa di falso. Non lo so. È per questo che cerco di mantenere la mia mente aperta su chi e che cosa e perché e come.

Leave a Reply

%d bloggers like this: