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Germania, il governo vuole bandire la carne a basso prezzo

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Guerra alla carne a basso prezzo, perché “porta le imprese agricole alla rovina, va contro il benessere degli animali, promuove l’estinzione delle specie e grava sul clima”. Ha le idee chiare e non usa giri di parole Cem Yozdemir, il nuovo ministro dell’Agricoltura tedesco ed esponente dei Verdi. Il prezzo della carne, come di altri alimenti, dovrebbe riflettere “il loro vero costo ecologico”. Il ministro, vegetariano, ha spiegato che, oltre la sostenibilità, vanno messa al centro anche le condizioni di lavoro di chi opera nell’agro-alimentare, che dipendono dai mega-macelli e dalle grandi catene di distribuzione, che mantengono bassi i prezzi della carne soprattutto grazie alla manodopera sottopagata dell’Europa dell’Est. Catena che finisce per danneggiare anche gli allevatori tedeschi, in ginocchio a causa di una competizione iniqua. Questa nuova politica, attenta all’ambiente e alle condizioni dei lavoratori, determinerà però un aumento dei prezzi. Christoph Minhoff, capo della Food Federation Germany, ha commentato: quello che chiede il ministro “sarebbe bello”, ma “chi ne pagherà il prezzo”? Dalla Bavaria, patria della Simmenthal, il governatore Markus Soder attacca: “il ministro Yozdemir non è al governo per dire alle persone cosa o quanto dovrebbero mangiare”. Ma per il neo ministro dell’Agricoltura è giusto che il prezzo del cibo rifletta la “verità ambientale”. Del resto, ridurre i consumi di carne fa parte della strategia Farm to fork con cui la Commissione Ue vuole rivoluzionare il settore.

Photo by Diego San on Unsplash

Come cambieranno le regole in Germania? Ci sta lavorando, già dall’estate scorsa, ancor prima dell’elezione del nuovo governo, una commissione ad hoc, che ha i seguenti obiettivi: ridurre il consumo di carne e rafforzare le misure per proteggere il clima e il benessere degli animali. Secondo i loro calcoli, un chilo di carne bovina dovrebbe costare 5-6 volte di più del costo attuale. I tedeschi, in altre parole, troveranno presto un prezzo medio al chilo di 80 euro, contro gli attuali 13. I prodotti lattiero-caseari salirebbero di 2-4 volte. Alla base di queste scelte indubbiamente difficili, i dati in mano agli esperti: l’agricoltura industriale causa circa 90 milioni di euro di danni ambientali ogni anno. La proposta del governo è investire tra i 7 e gli 11 miliardi di euro all’anno per convertire l’agricoltura industriale in biologica. Il piano, che sarà sottoposto a breve alla Commissione europea, è portare l’agricoltura biologica al 30% entro il 2027, contro l’obiettivo minimo fissato dall’Ue al 25%. E alcuni agricoltori non hanno fatto fatica a recepire gli aspetti positivi della questione, ovvero che se ci sarà più produzione e consumo di prodotti di qualità, anche i ricavi per agricoltori e allevatori aumenteranno. Ma i consumatori disposti a mangiare meglio e pagare di più, teme il governo, rappresentano solo una piccola parte della popolazione, ovvero chi può permetterselo. Per questo, l’Associazione degli agricoltori tedeschi propone passi meno ambiziosi, inserendo bonus di Stato agli agricoltori e allevatori disposti a migliorare il benessere animale e la protezione dell’ambiente. Nel frattempo, il numero di suini d’allevamento in Germania è in picchiata, a seguito di un crescente numero di agricoltori che decidono di abbandonare l’allevamento di maiali. Secondo i dati dell’Ufficio nazionale di statistica di Wiesbaden il numero di maiali del Paese è al livello più basso degli ultimi 25 anni. Il numero di aziende e fattorie è diminuito di quasi l’8% nel 2021. Cifre impressionanti, che preoccupano l’associazione degli agricoltori, che ha recentemente dichiarato che è proprio “il continuo abbassamento dei prezzi della carne a minacciare la loro esistenza”. Ma secondo l’agenzia AFP, oltre all’abbassamento dei prezzi, tra le cause c’è anche un abbassamento spontaneo della domanda. I tedeschi mangiano sempre meno carne di maiale, e non aiuta la cancellazione dei grandi eventi – causa Covid – dove tipicamente si consumava birra e bratwurst. Infine la Cina, il più grande acquirente tedesco, che ha fermato i suoi acquisti a causa della peste suina africana. Fatto sta che la caduta pare inarrestabile. A novembre 2021 si è toccato il livello più basso dal 1996, con il numero di maiali sceso del 9.4% in un solo anno. Analizzando i dati sull’ultimo decennio, il numero di maiali è diminuito di circa il 14%, mentre le aziende che allevano maiali sono vicine a un taglio della metà (-40%).

L’articolo Germania, il governo vuole bandire la carne a basso prezzo proviene da The Map Report.

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