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Gerry Scotti promette di farlo e svela il motivo del gran rifiuto: un gesto d’applausi

Per anni il popolare conduttore ha chiesto di rinunciare al vitalizio da ex deputato, il suo desiderio più grande commuove.

Gerry Scotti e il figlio Edoardo
Gerry Scotti e il figlio Edoardo (Foto dal web)

Volto noto di programmi di successo sulla rete Mediaset, Gerry Scotti è uno dei conduttori più amati di sempre. Alla guida di fortunati show come “Passaparola” e “Chi vuol essere milionario”, è sempre stato apprezzato per la sua schiettezza nel raccontarsi, aspetto che lo ha sempre fatto ben volere da tutti.

Lo ha fatto anche nell’intervista rilasciata nel 2017 a Maurizio Costanzo che lo ha interrogato sulla sua passata esperienza come deputato. Ha fatto infatti parte del PSI dal 2 luglio 1987 al 22 aprile 1992, ma con esiti molto negativi secondo il suo parere.

Gerry Scotti incalza Costanzo: “Non mi ha lasciato nulla”

L’intervista a Costanzo è stata l’ennesima occasione per ribadire quanto svolto e ottenuto durante la sua parentesi come deputato nella circoscrizione di Milano. 33 proposte di Legge di cui accolte 26 in totale, ma tanto rammarico nelle parole del conduttore.

Dovevo lavorare ai problemi del mondo giovanile. Ma mi accorsi subito che erano solo sogni che si infrangevano contro interessi di altro ordine. (…) La politica non mi ha dato nulla e io non ho dato nulla alla politica.

L’esperienza non fu particolarmente gratificante soprattutto perché nell’ultima parte del suo mandato scoppiò come una bomba Tangentopoli e il PSI di cui faceva parte con Bettino Craxi venne travolto dalle inchieste.

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Una brutta esperienza che lo ha anche maturare l’idea di rinunciare al vitalizio maturato: “Non credo sia giusto averlo. Non sono contrario ai vitalizi, sono contrario al mio perché sono un conduttore televisivo Ma chi fa seriamente politica nelle istituzioni parlamentari è giusto che abbia una pensione adeguata”.

Al momento però, ha spiegato Gerry, non esiste nessun automatismo che gli consenta di rinunciarci. Ha confessato però che, non appena compirà 67 anni, devolverà tutto in beneficienza ad un’associazione che collabora con le famiglie dei caduti nell’adempimento al servizio dello Stato.

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