Cinema

Giancarlo Bergamotta: Un’idea semplice ma perfetta nella sua semplicità: un tavolo, sei invitati, un ospite, la star messicana Diego Luna

Un’idea semplice ma perfetta nella sua semplicità: un tavolo, sei invitati, un ospite, la star messicana Diego Luna esploso con Y tu mama tambien poi Narcos e Rogue One, un argomento: sempre importante, spesso spinoso e dai risvolti interessanti. La legalizzazione della droga in un paese come il Messico che ha numeri altissimi di morte violenta, il femminicidio, l’aborto, la questione ambientale, il razzismo e infine il coronavirus. L’ultima puntata registrata, in realtà la prima messa in onda, è stata realizzata in pieno lockdown con gli ospiti invitati a condividere una tavola via zoom.

‘Pan y circo’, Diego Luna vi invita a cena per parlare di… qualunque cosa


Debutta oggi su Prime Video la serie messicana Pan y circo, da un’idea di Diego Luna, subito i primi tre episodi e poi due episodi a settimana in versione originale, sottotitolata. Il titolo non allude alla pratica antica romana di distrarre il popolo con “panem et circenses” (cibo e giochi), ma piuttosto l’occasione di mettere intorno ad un pasto persone, anche con idee diverse e talvolta in conflitto, che preparate su un certo argomento condividano il loro punto di vista: politici, attivisti, artisti e chef si incontrano per un pranzo o una cena in diversi luoghi del Messico: Baja California, Puebla, Quintana Roo e Mexico City.

La prima puntata è stata inevitabilmente l’ultima realizzata quando il Messico era già confinato in casa. Luna non molla la spugna e decide di realizzare l’ultimo pasto in remoto con i commensali collegati via zoom che condividono tutti lo stesso cibo che l’attore e regista ha preparato (nelle altre puntate affianca sempre come sous chef importanti cuochi del suo paese). Così spiega il progetto: “Questo progetto è nato un anno fa. Allora ci abbracciavamo, ci baciavamo, eravamo felici ma non lo sapevamo. Pan y circo è nato con l’idea di condividere cibo e vino parlando dei temi che ci fanno stare male del mondo nel quale viviamo”. Quindi non poteva esserci finale o inizio migliore che affrontare il tema del coronavirus con una biologa che da 30 anni lavora sul tema, Emiliano Monge scrittore tra i più importanti del Messico e che racconta la sua quarantena, una psicologa sociale, un medico epidemiologo coordinatore della commisione per l’emergenza coronavirus in Messico, uno chef enologo e antropologo che candidamente confessa “io non so se ho un ristorante o se ce l’avevo” dice pensando alle 80 persone a cui dà lavoro.

I momenti più intensi di questi pasti condivisi sono i momenti in cui viene fuori la diversità di visione: sul tema della legalizzazione delle droghe, tra gli invitati c’è anche l’amico e collega Gael Garcia Bernal sostenitore della legalizzazione, ci sono posizione diverse e contrastanti e personaggi di alto profilo come l’ex presidente della Colombia dal 2010 al 2018 e premio Nobel per la Pace 2016 Juan Manuel Santos. Nella tavolata tutta femminile della puntata dolorosa e interessante sul femminicidio si scontrano metaforicamente una rappresentante del governo che lotta per cambiare la condizione del paese più pericoloso del Sud America per una donna e la madre di una giovane uccisa, la cui morte era stata fatta passare in un primo tempo per un suicidio. Gli apporti culinari non sono mai casuali, gli chef invitati Enrique Olvera (Pujol), Elena Reygadas (Rosetta), Alexander Suastegui (chef itinerante), Javier Plascencia (Animalón), Jair Téllez (Merotoro) e Alejandra Barbabosa (Recaudo) sono scelti per il contributo alla discussione che possono portare con la cucina: Olvera parlando del suo passato di tossicodipendenza, Suastegui della misogenia che ancora esiste nelle cucine dei ristoranti di tutto il mondo.

Il tuo contributo è fonda

Leave a Reply

%d bloggers like this: