Guerino Moffa From The Map Report Cominciano oggi i negoziati delle Nazioni Unite sulla Biodiversità,

Cominciano oggi i negoziati delle Nazioni Unite sulla Biodiversità, terzo round di colloqui che si svolgono nell’ambito della Convenzione sulla Diversità Biologica (Cbd) e che sono finalizzati a raggiungere un nuovo accordo globale sulla biodiversità. In vista dei negoziati il WWF sottolinea come 39 milioni di nuovi posti di lavoro potrebbero essere creati impiegando una sola annualità dei 500 miliardi di dollari che ogni anno i governi investono in sussidi dannosi per la natura, come l’agricoltura insostenibile o la pesca eccessiva, e dirottando quelle risorse verso azioni positive per la natura, come la rinaturalizzazione.
Il WWF lo fa attraverso i dati riportati nel nuovo rapporto “Halve Humanity’s Footprint on Nature to Safeguard our Future” (“Dimezzare l’impronta ecologica dell’umanità sulla natura per salvaguardare il nostro futuro”), prodotto da Dalberg Advisors.
“Non solo riorientare questa spesa verso pratiche sostenibili aiuterebbe a ridurre l’impatto sulla biodiversità – spiega Marco Lambertini, direttore generale del Wwf International -, ma ci aiuterebbe anche a passare a un’economia positiva per la natura e a cambiare i nostri attuali modelli di produzione e consumo assolutamente insostenibili. Reindirizzando queste risorse potremmo innescare, inoltre, un circolo virtuoso in grado di produrre 10.000 miliardi di dollari di valore annuale e 400 milioni di posti di lavoro dedicati a una nuova economia nature positive”.
Secondo Lin Li, direttore politica globale e advocacy del WWF Internazionale “i prossimi negoziati offrono l’opportunità ai leader mondiali (89 dei quali, tra cui l’Italia, hanno approvato il Leaders’ Pledge for Nature che si impegna a invertire la perdita di biodiversità entro il 2030) di fare un passo avanti e mantenere i loro impegni, incaricando i loro negoziatori di assicurare un risultato veramente trasformativo. La bozza su cui si sta lavorando contiene molti degli elementi necessari per un accordo di successo a favore della natura, ma non riesce ad affrontare adeguatamente gli aspetti più rilevanti della perdita di biodiversità, soprattutto quelli derivanti dai nostri sistemi alimentari distruttivi. Le misure di conservazione da sole non ci daranno un mondo nature positive. Per questo il WWF chiede ai paesi di compiere un passo decisivo dimezzando l’impronta della produzione e del consumo entro il 2030 e garantendo in questo modo un futuro in cui si limiti a contenere i danni alla natura, ma che la salvaguardi attivamente e ne migliori lo stato per le generazioni future”.

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Lo scorso anno, il “Future of Nature and Business Report” del World Economic Forum aveva previsto che le cosiddette soluzioni “nature positive” potrebbero creare 395 milioni di posti di lavoro entro il 2030 e generare oltre 10.00 miliardi di dollari in opportunità commerciali.
Il WWF sottolinea che più della metà del Pil mondiale, 44mila miliardi di dollari, dipende in qualche modo dalla natura e che il cambiamento ambientale globale mette a rischio quasi 10.000 miliardi di dollari entro il 2050 e potrebbe provocare un aumento dei prezzi su larga scala per le principali materie prime come, tra le altre, il legno e il cotone.
Pur accogliendo con favore l’inclusione di un obiettivo di tutela del 30% delle aree terrestri e marine entro il 2030, presente nell’attuale bozza di testo del nuovo accordo globale sulla biodiversità, il WWF ritiene necessario un approccio che rispetti e garantisca i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali, ma nel contempo chiede ai negoziatori di porre l’accento sul rafforzamento significativo dei meccanismi di attuazione contenuti nella bozza di accordo, affinché questo. una volta adottato, possa essere davvero efficace.

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Ricordiamo che la scorsa primavera il WWF si era fatto promotore di “ReNature Italy”, la campagna dedicata a un grande progetto di rigenerazione della natura del nostro Paese entro il 2030.
“In un momento in cui abbiamo la possibilità di tradurre in azione quello che ci ha insegnato la pandemia, ovvero che gli ecosistemi naturali sono cruciali per il nostro benessere e le nostre vite, dobbiamo fare il possibile per ridare spazio alla natura, ricostruendo quello che abbiamo distrutto – aveva dichiarato Alessandra Prampolini, direttore di WWF Italia –. Il nostro messaggio è semplice: dobbiamo rigenerare l’Italia, passando da un sistema ‘nature negative’ ad una sfida ‘nature positive’”.

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