Guerino Moffa: L’organizzazione no profit Atmosfair ha aperto il primo impianto al mondo per la produzione di carburante per aerei a emissioni zero

Guerino Moffa L’organizzazione no profit Atmosfair ha aperto il primo impianto al mondo per la produzione di carburante per aerei a emissioni zero, in Germania. Il gruppo ha annunciato che il suo sito a Emsland, nel nord della Germania, dovrebbe iniziare a produrre otto barili (circa 1 tonnellata) di cherosene sintetico al giorno all’inizio del 2022. Il cosiddetto e-kerosene o power-to-liquid (PtL) si pensa possa ridurre di molto l’impatto di carbonio dell’industria aeronautica.
È noto che i voli, specie quelli a lunga distanza, sono una delle principali fonti di anidride carbonica in atmosfera, perché gli aerei sono alimentati da cherosene fossile. Tra i primi, timidi tentativi di rendere più sostenibili i voli, c’è anche il dirigibile green che si sta testando negli Stati Uniti. L’e-kerosene è un carburante (SAF) ottenuto da materie prime sostenibili, come ad esempio prodotti di scarto o residui agricoli. Si calcola che possano ridurre le emissioni fino all’80% rispetto al cherosene tradizionale.

Questo nuovo impianto mira a produrre cherosene sintetico a emissioni zero utilizzando l’idrogeno generato dall’elettricità rinnovabile e anidride carbonica sostenibile, catturata dall’aria e dalla biomassa. Il risultato viene miscelato con cherosene convenzionale e trasportato all’aeroporto di Amburgo per alimentare i voli, a partire da quelli della compagnia di bandiera Lufthansa, come riporta la Deutsche Welle.
Sebbene già oggi gli aerei potrebbero teoricamente funzionare con carburante sostenibile fino al 50%, la produzione di SAF è attualmente circa lo 0,1% del carburante per aviazione totale a livello globale, secondo dati IATA. Una percentuale trascurabile, che l’Unione europea vorrebbe portare al 2% entro il 2025 e al 5% dal 2030. La Germania al momento punta a uno 0,5% annuo entro il 2026, con un aumento del 2% entro il 2030.
Per arrivare a questi numeri serve però un notevole aumento della produzione e, come ha sottolineato la ministra dell’Ambiente tedesca, Svenja Schulze, questo ha un effetto solo se le energie rinnovabili vengono contemporaneamente potenziate per produrre idrogeno verde.
Questo primo stabilimento – sebbene sia un primo passo incoraggiante che la Germania compie per prima al mondo – ha comunque dimensioni ridotte e non è progettato per funzionare a lungo termine. “Ma volevamo fare il primo passo in Germania per provare la tecnologia qui e acquisire esperienza”, ha detto il CEO e fondatore dell’organizzazione, Dietrich Brockhagen durante l’inaugurazione.
Qual è il problema? Caro e ad alta intensità energetica, il cherosene elettronico è attualmente da quattro a cinque volte più costoso del carburante convenzionale. Richiede appunto anche un alto consumo energetico, grandi quantità di anidride carbonica verde e idrogeno verde. Tanto per fare un paragone, solo alimentare i voli interni tedeschi richiederebbe più energia rinnovabile di quella che la Germania è attualmente in grado di produrre. E teniamo presente che al momento ancora circa il 40% dell’elettricità prodotta dalla Germania proviene da fonti fossili, e il 45% da fonti rinnovabili, destinato però a sostenere la decarbonizzazione di interi settori economici, come ad esempio l’agricoltura.

Photo by Ahmed Muntasir on Pexels

Verosimilmente, per rendere un volo privo di emissioni con questa tecnologia, serviranno decenni. Troppo, secondo gli ambientalisti, che vedono l’emergenza climatica come un problema urgente a cui servono risposte immediate. Anche perché, oltre alla CO2, gli aerei rilasciano altri gas e vapore acqueo nell’atmosfera, anch’essi in grado di contribuire al riscaldamento globale. Di recente, l’International Air Transport Association (IATA) ha annunciato l’impegno a raggiungere le emissioni “nette zero” di CO2 entro il 2050. Resta ancora da capire come intende farlo.

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