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I 5 momenti di Candy Candy che ancora non siamo riusciti a superare

La “Signorina tutte lentiggini” e il “Principe della collina”: ignorare chi siano corrisponde all’aver perso una parte fondamentale dell’infanzia di una generazione, quella cresciuta negli anni ’80, influenzata dai cartoni giapponesi in modo che, in un’epoca nella quale la cultura popolare è veicolata principalmente da Internet, ci appare impensabile. L’anime di Candy Candy esordisce in patria portata dai venti di ottobre, il primo del mese del 1976, per sbarcare anche in Italia, con sensazionale successo, quattro anni dopo. Ispirata allo shojo manga scritto da Kyoko Mizuki e disegnata col suo tratto elegante e inconfondibile da Yumiko Igarashi, Candy Candy era la versione a fumetti dei rocamboleschi feuilloton europei ottocenteschi, la storia dickensiana dell’orfana adottata dalla nobiltà e diventata una giovane donna realizzata negli anni della Grande Guerra.

Candy Candy era un romanzo di formazione, sociale, storico e d’avventura, nonché la storia d’amore di una fanciulla contesa dall’affetto di tre figure maschili archetipiche. Al netto delle differenze tra manga e cartone e tra versione originale e adattamento italiano (di cui ricordiamo la bella sigla dei Rocking Horse seguita quella orrida e zuccherosa cantata da Cristina D’Avena), questa figura femminile pura, positiva e resiliente anche rispetto alle più aspre avversità è un’eroina sacra, e questi sono i momenti più sconvolgenti della sua vita che ci lasciano ancora oggi basiti.

1. L’incidente di Anthony

https://www.youtube.com/watch?v=AJMM87_Wkrw

Il trauma che ha provocato in orde di ragazzini la fine improvvisa e violenta dell’innocente e dolce Anthony lo custodiamo ancora. La piccola Candy, prelevata dalle cure amorevoli dell’orfanotrofio Casa di Pony per finire nelle grinfie degli aristocratici Logan, rimaneva vittima delle angherie dei due rampolli, il pavido Neal e l’invidiosa Iriza, fino alla seconda adozione da parte dei Andrew, la famiglia nobile con lo stemma dell’aquila indossata dal misterioso principe della collina, il ragazzo con la cornamusa che la consolava assicurando “Sei più carina quando ridi che quando piangi“. Anthony, etereo erede degli Andrew e primo amore di Candy, muore cadendo da cavallo durante una battuta di caccia, gettando nella disperazione i suoi cari, la protagonista e tutti i piccoli spettatori dei cartoni del mondo.

2. Le tragedie di Terence

https://www.youtube.com/watch?v=LMH8pkZ7qWE

Per i/le preadolescenti che di lì a poco avrebbero preso le prime cotte per i ragazzi, Candy Candy è la rivelazione: per il resto della loro vita avrebbero vissuto il dilemma lancinante di innamorarsi del bravo giovanotto per finire tentati dal cattivo ragazzo. Candy venera Anthony, la sua grazia e bontà, ma finirà per sentirsi follemente attratta da Terence, ricco, arrogante ribelle – e fumatore incallito – dalla chioma fluente che sogna di affermarsi come attore teatrale. Ci riesce, ma la sua vita è più turbolenta e beffata dal fato delle tragedie shakesperiane in cui recita. Il momento in cui Candy scopriva che la compagna di vita dell’amato sarebbe stata la collega Susanna, la ricostruzione dell’incidente sul palco nel quale l’attrice perdeva un arto per salvare l’amato (anche la signora Tsukikage, de Il grande sogno di Maya rimane menomata dalla caduta di un riflettore: possibile che i teatri di posa siano più pericolosi del fronte?) e quando tenta il suicidio formano un insieme di scossoni emotivi e di momenti di smarrimento indelebili.

3. L’amnesia di Albert

https://www.youtube.com/watch?v=OYvjCpaaDMc

Quante possibilità ci sono che il giovane vagabondo che viveva nelle foreste di Albione e nel quale Candy si imbatte magicamente nei momenti di maggiore prostrazione sia proprio il missionario che ha perso la memoria, ricoverato nello stesso ospedale di Chicago dove lei lavora come infermiera durante la Prima guerra mondiale all’indomani dell’abbandono del collegio londinese? Poche, ma alle proporzioni dell’improbabilità di questo incontro fortuito da bambini non facevamo tanto caso. Come non facevamo caso all’ilarità del ricorso all’implacabile – ma sempre temporanea e opportunamente selettiva – amnesia che colpisce immancabilmente un personaggio a caso dei romanzi d’appendice (e delle telenovela moderne).

4. L’identità segreta

https://www.youtube.com/watch?v=gwbbVTN24J8

Ebbene, il fantomatico Principe della collina altri non era che Albert. Il bucolico abitante dei boschi, il mistico principe della collina, il veterinario smemorato, il fantomatico signor William, patriarca della dinastia degli Andrew: sempre lui. Albert è il primo, emblematico “WTF” televisivo per una distesa infinita di giovanissimi seguaci dei cartoni animati che già erano abituati ai momenti assurdi dispensati dalla mente perversa di mangaka e animatori nipponici. La sua identità multipla erano più spiazzanti degli allenamenti di pallavolo con le catene ai polsi di Mimì e i campi di calcio dall’orizzonte infinito di Holly e Benji. Nelle ultime battute del cartone si scopre che l’attuale Signor William era proprio Albert, benefattore, amico di sempre e angelo custode di Candy per buona parte della sua vita e che diventerà – altro WTF – probabilmente suo partner (il mirabolante ri-doppiaggio italiano insinuava invece che Terence avrebbe abbandonato al suo destino la povera Susanna per ricongiungersi con la sua signorina tutte lentiggini.)

5. Kyoko Mizuki Vs Yumiko Igarashi

https://www.youtube.com/watch?v=uw3TISY-lZ8

Volevamo riservare questo spazio alla bizzarra svolta narrativa che vede il viziato e codardo Neal innamorarsi della vittima che aveva bullizzato durante la preadoelescenza, proprio la stoica Candy, naturalmente inorridita alla prospettiva di diventarne la sposa e decisa a sventare il matrimonio con il fautore di tante angherie. Tuttavia, una parentesi va dedicata alla causa legale tra l’autrice della avventure di Candy e la sua illustratrice, le venerabile Yumiko Igarashi che ci priva del re-watch di questo fondamento dell’animazione giapponese. Le due si contendono i diritti dell’opera dagli anni Novanta e anche dopo la sentenza, non si accordano per favorire la diffusione di manga, anime, romanzi e merchandise. Di fatto facendo un enorme torto al le nuove generazioni e costringendo noi più anzianotti a spendere capitali per aggiudicarci il raro merchandise vintage degli anni ’70.

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