cronaca politica

I Bombardamenti Tra Israele E La Striscia Di Gaza Vanno Avanti Da Una Settimana

Sono già morti almeno 192 palestinesi, compresi 8 minori, e 10 israeliani di cui 2 minorenni. Difficile il percorso per un cessate il fuoco (Foto: Mahmud Hams/Getty Images)Ormai da una settimana i bombardamenti israeliani sulla striscia di Gaza e il lancio di razzi da parte di Hamas continuano incessantemente. Domenica, 16 maggio, l’aviazione israeliana ha raso al suolo l’edificio di Al-Jalaa, nel centro di Gaza, sede di diversi media internazionali, tra cui Associated Press e Al Jazeera. Agli attacchi aerei si è aggiunta l’artiglieria terrestre e, secondo le testate giornalistiche presenti sul campo, truppe e carri armati israeliani sono stati spostati lungo il confine. Tra i palestinesi oltre 1.200 persone risultano ferite e il numero di morti è salito a 192, compresi 58 minori. 10 cittadini israeliani, di cui 2 minori, sono rimasti uccisi a seguito dei di razzi lanciati da Gaza verso Israele. Mentre continuano gli attacchi militari, stanno anche aumentando gli scontri tra coloni israeliani e palestinesi e, soprattutto, le violenze organizzate dai gruppi di estrema destra israeliana contro gli arabi-israeliani.

Nella notte tra il 13 e il 14 maggio l’account Twitter delle forze armate israeliane (Idf) ha annunciato l’avvio di un attacco da terra contro la Striscia di Gaza. La notizia è stata smentita dai giornalisti presenti nella zona, come il reporter di Al Jazeera Safwat Al Kahlout, che da Gaza ha riportato la presenza di una massiccia presenza di truppe israeliane al confine, ma nessuna avanzata o scontro a terra. Nonostante i numerosi appelli internazionali, Israele sembra non avere intenzione di interrompere l’escalation militare.

L’Associated press riporta che il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha escluso sia un immediato cessate il fuoco che una riduzione delle ostilità e da giovedì, secondo quanto riportato dalla Bbc, più di 9.000 riservisti sono stati richiamati alle armi e mandati lungo il confine con i territori palestinesi. Per il quotidiano israeliano Haaretz Israele non avrebbe nessuna strategia per terminare le attuali ostilità, perché gli attacchi avrebbero avuto origine da “circostanze, errori politici e ritorsioni”. Nel frattempo il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, l’organo più influente dell’organizzazione internazionale, non è ancora riuscito a raggiungere l’unanimità per rilasciare un comunicato congiunto, con cui chiedere la fine delle violenze. Secondo alcuni media internazionali, uno delle motivazioni principali sarebbe la riluttanza degli Stati Uniti a fare pressioni su Israele per interrompere i bombardamenti.

Questa mattina, lunedì 17 maggio, l’aviazione israeliana ha bombardato incessantemente Gaza per più di 10 minuti. In un attacco che l’Associated press ha definito “più intenso, più esteso e più lungo dei bombardamenti aerei che 24 ore prima avevano ucciso 42 palestinesi, in quello che era stato il singolo attacco più grave e violento dall’inizio” delle violenze. Secondo il governo israeliano, l’attacco avrebbe distrutto 15 chilometri di tunnel usati dai miliziani di Hamas. Mentre il Guardian riporta come i bombardamenti abbiano distrutto 6 delle 10 linee elettriche della Striscia di Gaza e abbiano distrutto la principale strada costiera, comprese le tubature che correvano al di sotto, lasciando migliaia di persone senza energia elettrica o acqua corrente.

Nel frattempo all’interno dei confini Israele stanno aumentando gli scontri tra la cittadinanza. Le testate internazionali descrivono attacchi sistematici, organizzati e portate avanti da parte di gruppi di estrema destra israeliani contro case, veicoli e persone di origine araba. Il Guardian ha riportato le immagini trasmesse in diretta da una televisione di Israele, in cui la folla ha linciato il conducente di un’automobile che cercava di evitare le proteste, perché di origine araba.

Le stesse immagini hanno ripreso diverse persone attaccare case e esercizi commerciali. Mentre la testata giornalistica specializzata nel Medio oriente, Middle east eye, ha riportato le schermate dei messaggi scambiati su WhatsApp e Signal da attivisti di estrema destra, in cui si organizzano gli attacchi contro i palestinesi. “Portate tutto, coltelli, gasolio” si può leggere in uno di questi messaggi. Anche il quotidiano israeliano Haaretz ha avvertito del pericolo di attacchi conto gli arabi-israeliani, da parte di gruppi di destra come Leshva e La familia.

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