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i nuovi 57 Cavalieri della Repubblica: noi eravamo al fronte coronavirus

Dall’infermiera di Cremona che crollò stremata tra un turno di lavoro e l’altro al rider che ha comprato mille mascherine per la Croce Rossa a Torino fino alla preside dello Zen di Palermo che ha organizzato una raccolta di vecchi pc per i suoi studenti: ecco chi sono

La prima anestesista, Annalisa Malara, e la prima dottoressa, Laura Ricevuti, che a Codogno curarono il paziente 1, Maurizio Cecconi, professore di cure intensive all’Università Humanitas di Milano che, come ricorda il Quirinale, “è stato definito da Jama (il giornale dei medici americani) uno dei tre eroi mondiali della pandemia ed Elena Pagliarini, l’infermiera di Cremona che crollò stremata alla fine del turno di lavoro, che fu contagiata dal coronavirus e per poi guarire, e la cui foto diventerà uno dei simboli della pandemia. Sono soltanto i primi quattro dei nuovi 57 Cavalieri al merito della Repubblica, premiati per essersi “particolarmente distinti nel servizio della comunità durante l’emergenza coronavirus” come scrive ancora la Presidenza della Repubblica.

Quirinale, i 57 nuovi Cavalieri della Repubblica che hanno combattuto il coronavirus

Il presidente Sergio Mattarella ieri nella sua visita per il 2 giugno a Codognoaveva annunciato i riconoscimenti, e oggi sono arrivati i nomi a “simbolicamente rappresentare l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della soldiarietà e dei valori costituzionali”. Venticinque donne e trentadue uomini, scelti in tutto il Paese per atti di coraggio o di ingegno: Mariateresa GalleaPaolo Simonato e Luca Sostini sono i tre medici di famiglia di Padova che andarono volontari nel cuore della zona rossa per sostituire i colleghi di Vo’ Euganeo messi in quarantena, don Fabio Stevenazzi invece ha lasciato la sua Comunità pastorale San Cristoforo di Gallarate per tornare in corsia come medico all’ospedale di Busto Arsizio dove aveva lavorato per anni. Anche Monica Bettoni, ex senatrice e sottosegretaria alla Sanità, è tornata a fare il medico, a Parma, e per questo viene premiata dal Quirinale. C’è poi Fabiano Di Marco, primario di pneumologia dell’ospedale Giovanni XIII di Bergamo che raccontò la situazione dell’ospedale e del presidio. Non manca l’attenzione al 118: Marina Vanzetta, operatrice di Verona, ha soccorso un’anziana, restandole accanto fino alla morte, mentre l’autista di Piacenza Giovanni Moresi ha raccontato l’esperienza di lavoro nella fase più difficile dell’emergenza. Per il Sud, c’è Beniamino Laterza, impiegato dell’istituto di vigilanza Vis Spa, che ha prestato servizio nel presidio Covid allestito nell’ospedale Moscati di Taranto.

 

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Tra le principali realtà sanitarie di ricerca che hanno lottato contro il coronavirus, l’ospedale Spallanzani di Roma – dove ieri Mattarella è stato in visita, di ritorno da Codogno – il Sacco e l’università di Milano. Nel primo diventano Cavalieri della Repubblica Maria Rosaria Capobianchi che ha guidato il team che ha contribuito a isolare il coronavirusConcetta Castilletti, responsabile dell’unità dei virus emergenti, oltre ai biologi Francesca ColavitaFabrizio CarlettiAntonino Di CaroLucia BordiEleonora LalleDaniele Lapa e Giulia Matusali. A Milano riconoscimenti per Claudia Balotta, a capo del team del Sacco, ora in pensione e che nel 2003 aveva isolato il virus della Sars, per il professore associato Gianguglielmo Zehender e i ricercatori Arianna GabrieliAnnalisa BergnaAlessia LaiMaciej Stanislaw Tarkowski.

Il Quirinale, oltre a medici e ricercatori, ha scelto di premiare anche i gesti meritevoli: come quello di Ettore Cannabona, comandante della stazione dei carabinieri di Altavilla Milicia, nel Palermitano, che ha devoluto uno stipendio intero in beneficenza, o come Bruno Crosato in rappresentanza degli alpini del Veneto che, in tempi record, hanno ripristinato cinque ospedali dismessi, o come Rosa Maria Lucchetti, cassiera all’Ipercoop Mirafiore di Pesaro che ha lasciato una lettera agli operatori del 118 donando anche tre tessere prepagate da 250 euro. Alessandro Bellantoni è invece il tassista che ha regalato una corsa da 1.300 chilometri per portare da Vibo Valentia all’ospedale Bambin Gesù di Roma una bambina di tre anni per un controllo oncologico e Mahmoud Lufti Ghuniem, in Italia dal 2012, è il rider che si è presentato alla Croce Rossa di Torino con  mille mascherine acquistate di tasca propria. Riccardo Emanuele Tiritiello, studente dell’istituto Paolo Frisi di Milano, con il padre e il nonno ha cucinato gratuitamente per medici e infermieri dell’ospedale Sacco. Francesco Pepe, invece, è il ristoratore di Caiazzo di Caserta che, quando ha dovuto chiudere il suo locale per il lockdown, ha preparato biscotti e pizze per gli anziani in difficoltà, organizzando anche una raccolta fondi per l’ospedale di Caserta. Alessandro Santoianni e Francesca Leschiutta, direttore e coordinatrice infermieristica della casa di riposo della Parrocchia di San Vito al Tagliamento, nel Padovano, con gli altri dipendenti, sono rimasti a vivere nella struttura per proteggere gli ospiti. E, a proposito di anziani, viene premiato anche Daniele La Spina, in rappresentanza dei giovani di Grugliasco che hanno portato prodotti di prima necessità a chi ne ha bisogno, in particolare agli anziani soli di Torino. Giacomo Pigni è invece un volontario dell’Auser Ticino-Olona che ha coinvolto una ventina di  studenti in chiamate di ascolto per dare compagnia alle persone sole. Pietro Floreno, malato da oltre dieci anni di Sla, ha fatto sapere di voler mettere a disposizione della Asl, per i malati di coronavirus, il suo ventilatore polmonare di riserva.

Mata Maxime Esuite Mbandà è giocatore per il Zebra Rugby Club e per la nazionale italiana, ma anche volontario sulle ambulanze per l’Associazione Seirs Croce Gialla di Parma. Marco Buono e Yvette Batantu Yanzege  della Croce Rossa di Riccione hanno risposto all’appello della Lombardia che chiedeva aiuto a medici e personale con ambulanze. Vengono premiate anche le idee, come quella del medico Renato Favero, che pensò di adattare una maschera da sub agli scopi sanitari, e di Cristian Fracassi che realizzò il progetto. Irene Coppola invece ha realizzato migliaia di mascherine e ha aiutato una associazione per sordi inventando una mascherina trasparente per leggere il labiale. Carlo Olmo invece ha rifornito gratuitamente Comuni e strutture sanitarie del Piemonte di mascherine, guanti e camici.

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Il Quirinale non dimentica poi chi ha non ha mai smesso di lavorare nell’emergenza, come Concetta D’Isanto, addetta alle pulizie in un ospedale milanese: “Fa parte di quella schiera di lavoratori – scrive la Presidenza della Repubblica – che ha permesso alle strutture sanitarie di andare avanti nel corso dell’emergenza – o come Giuseppe Maestri, il farmacista di Codogno che ogni giorno ha percorso cento chilometri per recarsi in piena zona rossa. O come Maurizio Magli, che, con i 30 operai della Tenaris di Dalmine, quando è arrivata la commessa per la produzione di 5mila bombole nel minor tempo possibile, ha volontariamente continuato a lavorare. Per la scuola, vengono premiati Ambrogio Iacono – docente dell’alberghiero Talete di Ischia, che, ricoverato al Rizzoli di Lacco Ameno ha continuato nella degenza a insegnare a distanza – e Daniela Lo Verde, preside dell’istituto Giovanni Falcone allo Zen di Palemo, che ha lanciato una raccolta fondi per regalare la spesa alimentare ad alcune famiglie in difficoltà e un appello per recuperare pc e tablet che consentissero ai suoi allievi di seguire le lezioni a distanza. Cristina Avancini è l’insegnante di Vicenza che, nonostante il contratto scaduto, non ha interrotto le video-lezioni.

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