Si ispirano all’arte dell’Origami, letteralmente “oru-kami”, ovvero la tecnica giapponese di piegare la carta seguendo tagli precisi per dare vita a nuove forme. Ma anche a quella dell’Ullagami, che impiega i fogli di carta nella loro interezza, per arrivare a una produzione priva di scarti. La nuova collezione di fold panel dell’azienda italiana di rivestimenti per interni Wood-Skin è ispirata al Giappone. Non solo per l’estetica pulita, i tagli netti, minimali e senza fronzoli, ma anche per la sua filosofia.

Fold Panel O-gami_TO, ph.Omar Sartor

Il punto di partenza per la creazione dei pannelli della collezione Fold Panels di Wood-Skin è il wabi-sabi, la visione dell’estetica giapponese che si basa sul principio che la natura è di per sé imperfetta e mutevole. «La nuova linea dei Fold Panels trasporta una logica tipica degli oggetti di design, personalizzazione e acquisto diretto, al mondo più complesso e in scala più ampia dell’architettura e delle superfici 3D. Volevamo restituire un’estetica raffinata senza rinunciare alla funzionalità e semplicità di montaggio», raccontano Giulio Masotti, Susanna Todeschini e Niccolò Vigotti, fondatori del brand.

Ulteriori punti di contatto tra l’azienda e il wabi-sabi sono concetti quali semplicità, economia e intimità. A partire da questa filosofia, il progetto viene prima pensato graficamente, tramite riproduzioni digitali 3D, e poi realizzato concretamente. I singoli moduli Wood-Skin possono essere combinati in varie composizioni per dei rivestimenti unici e personalizzati. Unendo l’unicità alla riproducibilità, le varie unità possono essere personalizzate in toto, dai materiali che compongono lo strato esterno, alla loro configurazione. Una volta fissata l’intelaiatura, i pannelli possono essere montati direttamente dal cliente, senza bisogno di assistenza specializzata.

Fold Panel O-gami_SO, ph.Omar Sartor

I pannelli giocano con linee e dimensioni: la luce si scontra con le superfici variegate creando degli effetti inaspettati, che cambiano ogni giorno a seconda del sole, proprio come le porte in carta shoji all’interno delle case giapponesi. «Il pannello assume un valore tridimensionale attraverso il movimento dei vari piani secondo le regole di costruzione dell’origami e dell’ullagami con una poetica estetica che si rifà al mondo del Giappone», spiega l’art director Michela Alquati / Want Studio.

Fold Panel O-gami_DO, ph.Omar Sartor

Le numerose combinazioni si possono visualizzare digitalmente sul nuovo sito progettato dal milanese Studio Parco.