I superbatteri della nostra spazzatura trovano in mare l’habitat perfetto

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Cotton fioc, salviettine umidificate (spesso usate al posto della carta igienica e poi disperse nell’ambiente), ma anche assorbenti, pannolini per bambini e tutto un armamentario di dispositivi composti in buona parte da derivati della plastica, affollano le nostre spiagge e i corsi d’acqua. Con un effetto inatteso: i batteri, anche fecali, che li popolano, possono sopravvivere così a lungo al loro interno da rappresentare un rischio per la salute umana. Secondo i ricercatori della Stirling University, Scozia, ci sono “serbatoi concentrati” di batteri fecali su rifiuti di plastica in almeno 10 spiagge lungo l’estuario del Firth of Forth. La plastica, hanno scoperto, è per loro un habitat perfetto che li fa sopravvivere più a lungo rispetto a materiali naturali come le alghe. Un esempio sono i batteri come l’E. Coli. Il team ha affermato che il volume di rifiuti scoperto, ricoperti di batteri pericolosi, è stato “scioccante”. Solo per quanto riguarda le salviettine umidificate, come ha raccontato alla Bbc il professor Richard Quilliam: “Ci aspettavamo di raccoglierne alcune, ma il team di ricerca è tornato con diversi sacchetti pieni”. Tra i siti, anche spiagge balneabili come Abderdour Silver Sands e Portobello. Il problema si pone soprattutto dopo forti acquazzoni, quando lo scarico dei rifiuti fognari (salviettine e C. vengono purtroppo spesso smaltiti nel water) va direttamente nei fiumi e nel mare, perché alcuni impianti di trattamento delle acque reflue superano la loro capacità e non riescono a garantire un trattamento efficace. Fenomeno che trova il suo apice in Italia, che la Commissione europea ha più volte multato proprio per l’incapacità del nostro Paese di depurare le sue acque reflue.

Nell’ultimo campionamento di Goletta Verde e Goletta dei laghi, le due campagne itineranti di Legambiente, sono stati segnalati oltre 8mila km di costa e i 1.500 laghi sparsi su tutto il territorio nazionale: considerando 389 punti, uno ogni tre è risultato oltre i limiti di legge. Situazione critica alle foci dei fiumi: inquinate nel 58% dei casi. Persistono poi i “malati cronici”: 32 punti monitorati in 13 regioni risultano inquinati e fortemente inquinati da oltre 10 anni. Le situazioni più critiche sulla depurazione riguardano sempre le stesse regioni: Sicilia, Lombardia, Campania, Calabria e Lazio, che da sole generano l’80% del carico complessivo degli agglomerati in infrazione europea. Tra le scoperte del team, anche la prova che i batteri della specie vibrio, alcuni dei quali possono causare gravi problemi allo stomaco, sono in grado di colonizzare le salviettine umidificate. Trovati anche alti tassi di resistenza agli antibiotici in tutti i batteri che popolavano salviette e bastoncini per le orecchie. La ricerca fa parte del progetto Plastic Vectors da 1,85 milioni di sterline, finanziato dal Natural Environment Research Council (NERC), che si pone l’obiettivo di studiare come la plastica possa aiutare a trasportare batteri e virus nell’ambiente e l’impatto che potrebbe avere sulla salute umana.

L’articolo I superbatteri della nostra spazzatura trovano in mare l’habitat perfetto proviene da The Map Report.

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