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Il calcolo del pi greco ha raggiunto un nuovo record

giorno del pi greco
Un mosaico del pi greco all’Università tecnica di Berlino (foto: By Holger Motzkau (Self-photographed) [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC-BY-SA-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/)], via Wikimedia Commons)

Sette, otto, uno, sette, nove, due, quattro, due, sei, quattro. Sono queste le dieci cifre del pi greco più “a destra” che conosciamo, poste all’incirca 62mila miliardi di posizioni dopo la virgola. A definirle, insieme ad altri 12mila miliardi di nuove cifre mai ricavate prima – e per ora tenute top secret – è stato il team di ricerca Davis della Scuola universitaria professionale di scienze applicate dei Grigioni (Fhgr), in Svizzera, che ha annunciato questa settimana di avere stracciato il precedente record mondiale ottenuto nel corso del 2020.

A fare notizia, oltre al numero di decimali in sé, è anche la rapidità con cui il risultato è stato raggiunto. Un calcolo durato appena (si fa per dire) 108 giorni e 9 ore, in proporzione 3,5 volte più rapido del precedente e a velocità doppia rispetto al calcolo svolto da Google nel marzo 2019 per quello prima ancora. Allora Big G, grazie soprattutto al lavoro della giapponese Emma Haruka Iwao, aveva raggiunto quota 31mila miliardi di decimali mentre Timothy Mullican il 29 gennaio 2020 aveva completato una computazione da 50mila miliardi di cifre. E ora, un anno e mezzo più tardi, l’asticella è stata alzata per la precisione di ulteriori 12.800.000.000.000 decimali.

Un passo storico, come moltissimi altri

Quello della computazione del pi greco è un lavoro che l’umanità prosegue da circa 4mila anni, dall’antica Grecia in avanti. Fino al Quattordicesimo secolo dopo Cristo nessuno aveva mai raggiunto nemmeno quota 10 cifre decimali, e non di rado le versioni di pi greco proposte si rivelavano poi sbagliate, azzeccando sempre cifra delle unità e primo decimale (il 3,1) ma tentennando già a partire dal successivo 4. Fino a metà del Novecento i metodi sono via via migliorati, ma senza ottenere un’accelerazione davvero significativa e senza mai raggiungere nemmeno il traguardo delle mille cifre dopo la virgola.

Poi però, naturalmente grazie all’uso dei calcolatori elettronici, dal 1949 l’impennata è stata pazzesca. Il traguardo delle 10mila cifre è arrivato nel 1958, 100mila nel 1961, un milione nel 1973, 10 milioni nel 1983, 100 milioni nel 1987, 1 miliardo nel 1989, 50 miliardi nel 1997 e mille miliardi nel 2002. E la cavalcata è proseguita anche nell’ultimo ventennio, con la prospettiva che ben presto anche il record novello venga superato ancora una volta.

A fare la differenza sono sia il software sia l’hardware. Per questo record, in particolare, è stato impiegato un supercomputer basato su due processori 32-core Amd Epyc 7542, 1 terabyte di Ram e 510 terabyte di memoria di massa organizzati in 38 hard disk (di cui 4 per il backup). Mentre il software utilizzato è y-cruncher, lo stesso in uso dal 2010 e via via migliorato.

Strategie da Guinness

Come anticipato, al momento le tantissime nuove cifre di pi greco sono state annunciate (dall’agenzia di stampa svizzera Keystone-Ats) ma non rese note, a eccezione delle ultime dieci. Il motivo è squisitamente tattico: nessuno, a parte i ricercatori del gruppo svizzero, conosce a oggi queste cifre e c’è la promessa di divulgarle solo dopo che sarà stato ufficializzato il nuovo record mondiale e arriverà l’iscrizione nel Guinness dei primati.

Gli scienziati hanno comunque garantito che sono già state già fatte tutte le verifiche del caso per assicurarsi che le cifre non siano solo nuove e numerose, ma anche corrette. Anche se – con un po’ di pazienza – pure chi è chiamato a certificare il record dovrà svolgere tutte le contro-verifiche del caso.

Un lavoro non esattamente inutile

Per chi avesse qualche dubbio in merito, gli stessi autori del lavoro hanno tenuto a precisare che conoscere così tante cifre del pi greco è – all’atto pratico – del tutto insignificante. Ovviamente non arriveremo mai a conoscere tutte le cifre della più celebre delle costanti matematiche, dato che il rapporto tra la circonferenza e il diametro di un cerchio è un numero irrazionale, composto cioè da infinite cifre dopo la virgola non periodiche. E dall’altro lato non esiste alcuna applicazione in cui un livello di precisione di migliaia di miliardi di cifre decimali abbia una ricaduta concreta.

Tuttavia, non c’è solo il bello della scoperta in sé e l’amore per la conoscenza a muovere questo genere di ricerche. Le tecniche computazionali sviluppate, che all’inglese vengono chiamate di number-crunching, sono molto promettenti e potranno essere applicate agli ambiti più svariati, dall’analisi di codici genetici (dna e rna) al processamento di testi, dallo studio delle molecole organiche all’individuazione di nuovi possibili farmaci, dalla dinamica dei fluidi a molti tipi di simulazioni.

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