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Il collaborazionismo dei cittadini sovietici durante la Seconda Guerra Mondiale

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La vulgata storica che va per la maggiore presenta l’Unione Sovietica come un baluardo monolitico contro la “belva nazista”. La realtà è ben diversa, dato centinaia di migliaia se non milioni di cittadini dell’U.R.S.S. hanno collaborato con il Terzo Reich. Le ragioni sono state varie. Gli appartenenti alle minoranze etniche l’hanno fatto per nazionalismo. I russi per anti-comunismo. Molti condividevano l’antisemitismo tedesco. Anzi, in realtà l’odio verso gli ebrei era molto più diffuso nell’Europa dell’Est che in Germania. Comunque, qualunque fosse la ragione, il collaborazionismo fu fondamentale per le forze dell’Asse. Si calcola che circa il 20% di queste ultime fosse costituito da cittadini sovietici.

Minoranze Etniche

Ucraini

Gli Ucraini, soprattutto quelli che provenivano dai territori annessi dalla Polonia nel 1939, consideravano i russi come un forza d’occupazione straniera. Quelli del resto dell’Ucraina, invece, avevano ancora fresca la memoria dell’Holodomor di pochi anni prima: non potevano quindi simpatizzare con il regime sovietico. Per questo la Wermacht venne accolta come un’armata di liberazione. Gli ucraini collaborarono entusiasticamente fin dai primi giorni dell’Operazione Barbarossa. Inizialmente, furono arruolati nei battaglioni di Polizia Ausiliaria (Schutzmannschaft) organizzati per mantenere l’ordine nei territori occupati. In seguito, formazioni militari ucraine parteciparono direttamente alle operazioni belliche. Nel 1943 vennero raggruppate nell’Armata Nazionale Ucraina. Anche le SS recluatorono volontari ucraini, raggruppandoli nella XIV Divisione Granatieri Galizia. Le formazioni reclutate in Ucraina ebbero il costante supporto della popolazione e combatterono con valore fino alla fine della guerra in vari teatri d’operazione: Yugoslavia, Slovacchia ed Austria.

Bielorussi

In Bielorussia le cose si svolsero in modo molto simile all’Ucraina, anche se in quest’ultimo caso non in forma così entusiasta. Il Consiglio Centrale Bielorusso fu un organismo politico delle forze nazionaliste e collaborò all’amministrazione del territorio. Nacquero anche qui formazioni di Polizia Ausiliaria e formazioni militari, anche se queste ultime non vennero raggruppate in una struttura centralizzata. Le SS recluatorno 2 divisioni volontarie, la XXIX (vedi sotto) e la XXX.

Cosacchi

I Cosacchi costituirono il nucleo principale delle Armate Bianche durante la Guerra Civile Russa. Per questo il regime comunista li perseguitò attraverso carestie artificiali e repressione culturale in modo pesante anche rispetto alla media stalinista. Non desta quindi meraviglia che accorressero in massa sotto le bandiere del Terzo Reich. I cosacchi servirono in numerose unità organizzate sia dalla Wermcht che dalle SS. Queste ultime ricevettero talmente tanti volontari che riuscirono addirittura ad organizzare un corpo d’armata forte di due divisioni di cavalleria cosacca.

Caucasici

La Russia zarista conquistò il Caucaso solo sul finire dell’800. Per questo le popolazioni qui presenti conservavano la propria identità nazionale in maniera molto forte. Sul finire del 1918, approfittando della guerra Civile, Armenia Georgia e Azerbaijan avevano proclamato l’indipendenza e si erano costituite 3 repubbliche. La libertà fu purtroppo di breve durata. L’Armata Rossa riconquistò il Caucaso e la successiva repressione fu durissima. Fu quindi la speranza di riconquistare l’indipendenza che spinse moltissimi volontari di queste terre ad arruolarsi. Nacquero quindi la Legione Armena, la Legione Azera, la Legione Georgiana, la Legione Calmucca ed una pletora di formazioni miste reclutate tra le numerosissime etnie della zona. Queste truppe servirono principalmente nelle loro zone d’origine, con l’eccezione della Legione Azera che andò a finire in Olanda.

Baltici

Le popolazioni baltiche hanno sempre avuto, sin dalla colonizzazione medievale dei Cavalieri Teutonici, un fortissimo legame culturale con la Germania. Tale legame si è mantenuto nel corso dei secoli attraverso l’arrivo di ulteriori ondate di coloni tedeschi sotto l’influsso di Imperatori quali Pietro il Grande ed Elisabetta I. Tuttavia, fu la prima guerra mondiale a insediare stabilmente i tedeschi nel cuore di tali popolazioni. Grazie alla sconfitta russa ed alla successiva pace di Brest-Litosk Lituania, Lettonia ed Estonia riuscirono ad ottenere l’indipendenza. Fu solamente sul finire del 1939 che Stalin occupò nuovamente le 3 repubbliche baltiche. Il ricordo dell’indipendenza era quindi ancora fresco. I volontari baltici non servirono nella Wermacht ma nella polizia ausiliaria e nelle Waffen SS, di cui costituirono ben 3 divisioni. I volontari baltici si distinsero per il valore e per il fanatismo dimostrato, lottando sul fronte orientale fino alla fine della guerra.

Collaboratori Politici

Movimento di Liberazione Russo

Il movimento iniziò spontaneamente allo scoppio della guerra nel giugno del ’41. I veterani bianchi, cercarono contatti con la Wehrmacht con il fine di creare unità armate per combattere sul fronte orientale. Nel frattempo, alcuni ufficiali sovietici catturati cambiarono parte, incluso il generale Andrey Vlasov. Quest’ultimo fondò l’Armata di Liberazione Russa, meglio conosciuta sotto il nome di Armata Vlasov appunto, che reclutò principalmente tra i prigionieri di guerra. L’Esercito Popolare Nazionale Russo fu invece un’altra formazione militare che condivideva la medesima affiliazione politica ma si formò in Bielorussia sotto la guida di due emigrati bianchi, S.V. Ivanov e Costantino Kromiadi.

Autonomia di Lokot

L’Autonomia di Lokot, anche conosciuta con il nome di Repubblica di Lokot, fu una zona di circa 10.000 kilometri quadrati situata attorno all’omonima città a cui venne concessa autonomia amministrativa. Lo scopo era studiare in che modo era possibile organizzare l’amministrazione dei nuovi territori dopo la vittoria. Le autorità locali ottennero anche il diritto di reclutare una milizia per mantenere l’ordine pubblico e tale corpo si distinse fin da subito nella lotta anti-partigiana. Quando, nel 1943, l’Armata Rossa occupò la zona le milizie di Lokot si ritirarono assieme alla Wermacht. Passarono sotto l’autorità delle SS che le riunirono in una divisione, la XXIX Divisione RONA delle Waffen SS. La nuova unità si distinse nella repressione dell’insurrezione di Varsavia nel 1944 e combattè fino all’ultimo sul fronte orientale.

Altri Collaboratori

Hiwi

Hiwi, abbreviazione della parola tedesca Hilfswilliger, Ausiliario Volontario in italiano, designò vari gruppi, reclutati sia tra i prigionieri di guerra che tra la popolazione civile. Sia uomini che donne parteciparono. Inizialmente impiegati nelle retrovie, unità di Hiwi combatterono successivamente in prima linea. L’importanza di questi volontari crebbe con il trascorrere della guerra: nel 1943, ad esempio, il 25% degli uomini della VI Armata erano Hiwi. Il destino di questi volontari seguì quello delle unità a cui erano assegnati. In generale, combatterono con valore e caddero in grande numero.

Ostarbaiter

Centinaia di migliaia di cittadini sovietici lavorarono in Germania e/o nelle imprese tedesche in Russia. In parte furono volontari, in parte prigionieri di guerra. Lavorarono nelle mansioni più varie, anche se in maggioranza nel quadro dello sforzo bellico.

Conclusioni

Il destino della maggior parte dei collaboratori sovietici che sopravvissero alla guerra fu abbastanza gramo: vennero forzatamente rimpatriati ed inviati nei gulag. Nel 1955 i pochi sopravvisuti ottennero la libertà da Krushchev nel quadro dell’amnistia concessa durante la destalinizzazione. I volontari combatterono duramente per le idee in cui credevano, e non c’è da meravigliarsi che accorressero così numerosi sotto le bandiere del Terzo Reich considerate le atrocità del regime staliniano.

Leggi anche: L’incontro a un passo dalla caduta del regime fascista

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