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Il DDL Zan tutela anche la pedofilia?

Omosessualità e pedofilia, un presunto rapporto oscuro che pone molti interrogativi sui movimenti o di emancipazione degli omosessuali. E sulle proposte di legge sul tema.

Tim Dean, psicoanalista dell’Università di Buffalo, che redasse l’appendice dell’edizione Feltrinelli di Elementi di critica omosessuale di Mario Mieli, attivista e filosofo omosessuale cui sono intitolati circoli Arci in tutta Italia, affermava. “Nel processo politico di ristrutturazione della società (…) Mieli non esita a includere nel suo elenco di esperienze redentive la pedofilia, la necrofilia e la coprofagia”.

Pedofilia

Un argomento delicato

Su tale argomento, discusso e delicato, sono intervenute le recenti dichiarazioni dell’ex magistrato e Procuratore aggiunto Carlo Nordio, durante un’audizione in Commissione Giustizia al Senato.

Riguardo le espressioni ambigue contenute, secondo lui, nel ddl Zan: «Ci sono, in questo disegno di legge, dei termini e delle affermazioni troppo ambigue che si potrebbero ritorcere contro anche lo stesso legislatore. Per esempio il concetto di “orientamento sessuale” è troppo omnicomprensivo e paradossalmente anche chi va contro i pedofili potrebbe incorrere in sanzioni, poiché sappiamo che la pedofilia, per quanto aberrante e abominevole, è un orientamento sessuale […]».

In altre parole il ddl Zan rischierebbe addirittura di tutelare la pedofilia o altre c.d. “parafilie” o “panfilie“. Se tutto è lecito in nome dell’amore, lo sarebbero anche pratiche odiose ai danni di soggetti che non sono in grado giuridicamente di disporre di sé. Ma che secondo le posizioni più estreme LGBT possono già decidere in tenerissima età di mutare il proprio sesso biologico.

Le previsioni

L’art. 2 del disegno di legge A.S. n. 2005 (conosciuto come “ddl Zan”) intende modificare l’art. 604 bis del codice penale.

Estenderebbe la disciplina ivi contemplata pure alla discriminazione e alla violenza commessa per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità.

Precisamente, sarebbe punito fino a un anno e sei mesi di reclusione o con la multa fino a 6000 euro chi istiga alla discriminazione o commette atti di discriminazione per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità.

Sarebbe punito da sei mesi a quattro anni di reclusione chi istiga, commette o provoca alla violenza per i medesimi motivi.

Inoltre, sarebbero vietate le organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per gli stessi motivi.

La pena in questo caso sarebbe di sei mesi a quattro anni di reclusione per la partecipazione o assistenza alla predette organizzazioni; e di uno a sei anni per coloro che le promuovono o dirigono.

L’art. 3 del ddl intenderebbe modificare l’art. 604 ter del Codice penale, introducendo i nuovi termini nel contesto della circostanza aggravante rafforzata.

Le critiche

L’argomento non è nuovo tra coloro che si ergono a difesa della cosiddetta “famiglia tradizionale”.

Le previsioni del DDL Zan, di fatto, costituirebbero per tali posizioni, violazione del diritto costituzionale di pensiero e critica.

Con storture importanti ed inaccettabili, secondo costoro.

Ossia l’inclusione della pedofilia nella generica categoria degli “orientamenti sessuali”.

Pedofilia

In tal senso l’intervento di Carlo Nordio, già procuratore aggiunto della procura della Repubblica di Venezia, ascoltato in commissione Giustizia del Senato nel corso del ciclo di audizioni sul ddl Zan.

L’ex pm, come detto, ha espresso diversi dubbi sul disegno di legge, perché a suo dire “quando si parla di orientamento sessuale si dà una definizione spuria estremamente ambigua che minaccia di ritorcersi contro le intenzioni del legislatore”.

Se una persona dicesse ‘io i pedofili li metterei tutti al muro’, sarebbe incriminabile in base al ddl Zan, perché la pedofilia è un orientamento sessuale. È un orientamento perverso, ma noi sappiamo che non c’è nulla di più volatile della concezione del sesso che noi abbiamo”.

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