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“il fatto non sussiste” L’Amico storico di De Niro Danilo Mattei assolto da tutte le accuse



L’Amico storico di Robert De Niro Danilo Mezzetti Mattei ha lavorato con i più grandi del cinema italiano,  in “ Anime Perse NEL 1977 e in nome del Papà Re” 1977  un capolavoro  per molti aspetti sottovalutato,  un ruolo magistrale, accanto a lui un grande Vittorio Gassman,  correva l’anno 1977 quando Dino risi dirige un film finito nell’oblio del nostro cinema.  In una celebre battuta Gasman dice: Povere creature!”, dice il nipote Fabio Stolz interpretato da Mattei  mentre passano in motoscafo davanti al manicomio. “Colpevoli soltanto di non aver accettato il buon senso e le sue regole infami. Lo sai perché li tengono rinchiusi? Perché i pazzi, come i bambini, conoscono la verità. E la gente ha paura della verità”.

la stessa verità che oggi riporta Repubblica    Dove Mazzetti avrebbe incassato i soldi facendo poi naufragare il progetto della sceneggiatrice italiana Stefania Rossella Grassi. Nel novembre del 2015 la notizia aveva fatto scalpore, neppure  il regista Giovanni Veronesi non è passato inosservato mentre passeggiava tra i corridoi del tribunale di Roma. Dopo aver scritto la sceneggiatura del film diretto da Carlo Verdone, Si vive una volta sola, e aver realizzato Tutti per 1 – 1 per tutti, Veronesi questa volta ha dato il suo contributo alla causa che vede Danilo Mezzetti accusato di truffa amico di Robert De Niro e suo agente in Italia. Ed è in quest’ultima veste che si è trovato faccia a faccia con la giustizia. Avrebbe promesso alla sceneggiatrice italiana Stefania Rossella Grassi di fare da intermediario con De Niro perché interpretasse il ruolo di protagonista ne “L’uomo in Frac”, progetto cinematografico dell’autrice italiana. Ma dopo aver ottenuto i soldi per la sua intermediazione il progetto è naufragato.

“La convinceva a comprare suo favore un biglietto andata-ritorno per un trasporto aereo da Milano a New York e a versare in proprio favore la somma complessiva di 4.300 euro”, ricordano le accuse. “Grazie Mr. De Niro non intende proseguire”, avrebbe detto l’imputato. La donna avrebbe quindi denunciato sui social l’accaduto, venendo a sua volta querelata per diffamazione.

Il processo a suo carico però è stato archiviato. E adesso è il signor Danilo Mezzetti a doversi accomodare sul banco riservato agli imputati. In sua difesa ieri è arrivato il regista Giovanni Veronesi. “Nel 2009 domandai a Mezzetti se era ancora in contatto con De Niro domandandogli di mettermi in contatto con lui, per noi europei c’è una trafila incredibile per mettersi in contatto con quei personaggi lì, ci sono mille manager”, ha detto il testimone chiamato a sottolineare la correttezza dell’operato dell’imputato.

“Chiesi ad Aurelio De Laurentis, il mio produttore, di finanziare il prezzo di un biglietto per New York. Non era un costo incredibile, se confrontato al possibile risultato”, ha proseguito il regista ricordando le fasi che hanno portato De Niro a recitare in Manuale d’amore 3.

“La testimonianza di Veronesi non ha scagionato l’imputato dalla condotta truffaldina”, controbatte l’avvocato della vittima, Francesco Bolognesi.

Il legale ha anche chiamato a testimoniare diverse star, dall’attore Robert De Niro fino allo sceneggiatore Eric Roth passando per artista francese Jean René.

La citazione è stata recapitata alle rispettive case di produzione, ma non c’è prova che i diretti interessati la abbiano ricevuta. E con la prescrizione che incombe non è possibile coinvolgere il consolato. Avremmo bisogno di sentire il signor De Niro ma è impossibile citarlo”, lamenta infatti il legale. La sentenza è attesa per il prossimo marzo.

 

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