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Il messaggio di Sergio Mattarella per il 2021: “La scienza ci offre l’arma più forte, ora vaccini gratis per tutti. Io lo farò”

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“Sono giorni, questi, in cui convivono angoscia e speranza. La pandemia che stiamo affrontando mette a rischio le nostre esistenze, ferisce il nostro modo di vivere”: così esordisce il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio di fine anno dal Quirinale. “Vorremmo tornare a essere immersi in realtà e in esperienze che ci sono consuete. Ad avere ospedali non investiti dall’emergenza. Scuole e Università aperte, per i nostri bambini e i nostri giovani. Anziani non più isolati per necessità e precauzione. Fabbriche, teatri, ristoranti, negozi pienamente funzionanti. Trasporti regolari. Normali contatti con i Paesi a noi vicini e con i più lontani, con i quali abbiamo costruito relazioni in tutti questi anni. Aspiriamo a riappropriarci della nostra vita”. 

Il messaggio di fine anno di Sergio Mattarella

Mattarella ricorda che il virus ci ha colpito per primi in Europa e poi racconta la seconda ondata a partire da settembre: “Dobbiamo fare memoria di quanto abbiamo vissuto. La pandemia ha scavato solchi profondi nelle nostre vite. Tutto ciò ha prodotto pesanti conseguenze sociali ed economiche. Lavoratori e precari hanno visto azzerare o calare il proprio reddito. Alcuni settori hanno perso più di altri.  Ha aggravato vecchie diseguaglianze e ne ha generate di nuove. Tutto cio’ ha prodotto pesanti conseguenze sociali ed economiche. Abbiamo perso posti di lavoro. Donne e giovani sono stati particolarmente penalizzati. Lo sono le persone con disabilita’. Tante imprese temono per il loro futuro. Una larga fascia di lavoratori autonomi e di precari ha visto azzerare o bruscamente calare il proprio reddito. Nella comune difficoltà alcuni settori hanno sofferto più di altri”, ha spiegato il presidente della Repubblica. 

“Ma il senso di comunità ci ha salvato dalla pandemia. Adesso c’è il piano di vaccinazione iniziato in tutta Europa. E ci sono gli interventi europei per l’economia. Per il vaccino si è formata un’alleanza mondiale della scienza e della ricerca. La scienza ci offre l’arma più forte, prevalendo sui pregiudizi. Ora tutti devono vaccinarsi gratuitamente. Io mi vaccinerò dopo le categorie che devono avere la precedenza”. Poi parla del futuro: “Il 2021 deve essere l’anno della sconfitta del virus e il primo della ripresa”. Il 2021 è “un anno in cui ciascuno di noi è chiamato anche all’impegno di ricambiare quanto ricevuto con gesti gratuiti, spesso da sconosciuti. Da persone che hanno posto la stessa loro vita in gioco per la nostra, come è accaduto con tanti medici e operatori sanitari. Ci siamo ritrovati nei gesti concreti di molti. Hanno manifestato una fraternità che si nutre non di parole bensì di umanità, che prescinde dall’origine di ognuno di noi, dalla cultura di ognuno e dalla sua condizione sociale. È lo spirito autentico della Repubblica”. 

Poi un’autocritica: “La fiducia di cui abbiamo bisogno si costruisce così: tenendo connesse le responsabilità delle istituzioni con i sentimenti delle persone. La pandemia ha accentuato limiti e ritardi del nostro Paese. Ci sono stati certamente anche errori nel fronteggiare una realtà improvvisa e sconosciuta. Si poteva fare di più e meglio? Probabilmente sì, come sempre. Ma non va ignorato neppure quanto di positivo è stato realizzato e ha consentito la tenuta del Paese grazie all’impegno dispiegato da tante parti  come le Forze Armate e le Forze dell’Ordine”. E l’auspicio per il futuro: “Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori. I prossimi mesi rappresentano un passaggio decisivo per uscire dall’emergenza e per porre le basi di una stagione nuova. Non sono ammesse distrazioni. Non si deve perdere tempo. Non vanno sprecate energie e opportunità per inseguire illusori vantaggi di parte. E’ questo quel che i cittadini si attendono”.

“Il 2021 sia l’anno della rinascita”

Il presidente elogia l’Europa: “L’Unione europea è stata capace di compiere un balzo in avanti. Ha prevalso l’Europa dei valori comuni e dei cittadini. Non era scontato. Alla crisi finanziaria di un decennio or sono l’Europa rispose senza solidarieta’ e senza una visione chiara del proprio futuro. Gli interessi egoistici prevalsero. Vecchi canoni politici ed economici mostrarono tutta la loro inadeguatezza”. Invece, nota il Capo dello Stato, “Ora le scelte dell’Unione Europea poggiano su basi nuove. L’Italia è stata protagonista in questo cambiamento”. 

Parla delle prossime ricorrenze: “L’anno che si apre propone diverse ricorrenze importanti. Tappe della nostra storia, anniversari che raccontano il cammino che ci ha condotto ad una unità che non è soltanto di territorio. Ricorderemo il settimo centenario della morte di Dante. Celebreremo poi il centosessantesimo dell’Unità d’Italia, il centenario della collocazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria. E ancora i settantacinque anni della Repubblica. Dal Risorgimento alla Liberazione: le radici della nostra Costituzione. Memoria e consapevolezza della nostra identità nazionale ci aiutano per costruire il futuro”. Fa gli auguri al Papa: “Esprimo un ringraziamento a Papa Francesco per il suo magistero e per l’affetto che trasmette al popolo italiano, facendosi testimone di speranza e di giustizia. A lui rivolgo l’augurio più sincero per l’anno che inizia”.

E poi esorta i cittadini a seguire le regole: “Vorrei dare atto a tutti voi – con un ringraziamento particolarmente intenso – dei sacrifici fatti in questi mesi con senso di responsabilità.  Vorrei sottolineare l’importanza di mantenere le precauzioni raccomandate fintanto che la campagna vaccinale non avrà definitivamente sconfitto la pandemia”. Fa poi “complimenti e auguri ai goriziani per la designazione di Gorizia e Nova Gorica, congiuntamente, a capitale europea della cultura per il 2025. Si tratta di un segnale che rende onore a Italia e Slovenia per avere sviluppato relazioni che vanno oltre la convivenza e il rispetto reciproco ed esprimono collaborazione e prospettive di futuro comune. Mi auguro che questo messaggio sia raccolto nelle zone di confine di tante parti del mondo, anche d’ Europa, in cui vi sono scontri spesso aspri e talvolta guerre anziché la ricerca di incontro tra culture e tradizioni diverse”.

Infine parla di sé, per la prima volta in questo settennato, e il suo è quasi un annuncio: “Quello che inizia sarà il mio ultimo anno da presidente della Repubblica. Coinciderà con il grande impegno che ci aspetta per la ricostruzione. Sarà un anno di lavoro intenso. Abbiamo le risorse per farcela. Auguri di buon anno a tutti voi”. Il presidente sembra voler far sapere che non ha intenzione di accettare una ricandidatura dopo il suo settennato. Ci mancherà. 

Perché Mattarella è un supereroe

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