“Il mistero del Martello delle Streghe” Vincenzo Saccomandi recensione del libro

Nel suo “Il mistero del Martello delle Streghe” Vincenzo Saccomandi è una macchina del tempo che ci priva quasi completamente di ogni contatto con il presente e che ci catapulta nella prima metà del XVII secolo sballottati da un estremo all’altro del vecchio continente.

Il prodigio si compie non già per mano del racconto, in cui la plurisecolare disputa fra il bene e il male è demandata all’intraprendenza di una colorita compagnia di girovaghi che si oppone alla malvagità di una incancrenita costola ecclesiale, ma per opera della sapienza letterale dell’autore, costantemente protesa alla ricerca di un lessico appropriato i cui vocaboli si intessono fra loro alla stregua di tessere di un mosaico.

Emerge, sopra ogni cosa, la proficua e incessante ricerca di ogni singola parola e ad un certo punto è nitida la sensazione che ciascuna, dalla prima all’ultima, sia stata creata ad hoc dall’autore, tanto riesce a calzare a pennello ad ogni fase dell’incalzante narrazione.

Il libro non può non essere letto ed il suo autore non può non ricevere gli onori che merita.

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