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Il piacere di vivere in mezzo alla natura: la riscoperta della montagna tra tradizione e innovazione

Secondo le ricerche compiute dall’associazione, la natura attira soprattutto i giovani, che, stufi della vita caotica e stressante della città, vogliono abbracciare uno stile di vita più sostenibile. “Tante persone vorrebbero vivere in montagna – racconta a Tgcom24 Nicolò Quarteroni, Direttore Generale di Ferdy Wild, agriturismo immerso nel verde dell’alta Val Brembana – il problema è quello del lavoro. Per questo è necessario creare dei modelli di business che permettano a chi vuole vivere qui di non dover andarsene”.

 

L’intuizione di Nicolò e di suo padre Ferdinando, che ha fondato l’attività alla fine degli anni ’80, è stata quella di far riscoprire le emozioni della vita e del lavoro in montagna coniugando innovazione e tradizione. “Ci piace definirci contadini 2.0”, spiega a Tgcom24 Nicole Sonzogni, moglie di Nicolò e membro dello staff di Ferdy Wild. “Trattiamo tematiche di sostenibilità dell’ambiente, razze antiche e tecniche antiche rivisitandole in chiave moderna”.

 

 

L’innovazione sta anche e soprattutto nella condivisione delle attività dell’agriturismo, per la quale i social sono stati ovviamente fondamentali. “Hanno portato la gente a vedere la fatica che si nasconde dietro la produzione”, spiega Nicolò. “Perché quando ti siedi a tavola e mangi un pezzo di formaggio, diventa difficile capire cosa ci sta dietro”. Grazie a Facebook e Instagram, migliaia di persone hanno imparato a conoscere e apprezzare la vita in montagna e tutti quei lavori ormai dimenticati che la caratterizzano. “Quando la gente vede ciò che creo nei video che pubblichiamo, poi vogliono venire qui da noi per provare a mungere”, racconta a Tgcom24 Alberto, il casaro dell’agriturismo.

 

Ma, a parte il lavoro sui social network, il fulcro dell’attività di Ferdy Wild sta nel radicamento e nell’amore verso il territorio. “La nostra generazione da queste montagne scende, non risale”, spiega Nicole. “Noi invece vogliamo risalire la valle. Ci piace dare speranza alle nuove generazioni e l’idea che un ragazzo non debba lasciare il suo luogo d’origine al quale è profondamente legato e possa trovare una prospettiva qui è la cosa più bella che un territorio possa offrire”.

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