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Il piano di Iliad per entrare nel mercato della rete fissa in Italia

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In estate la fase 2 per la compagnia telefonica francese, che ora punta a replicare la sua formula nel mobile anche sul fisso

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Benedetto Levi, amministratore delegato di Iliad Italia

La musica di Iliad, a distanza di tre anni dallo sbarco della compagnia telefonica francese in Italia, non è cambiata e non cambierà neanche con l’offerta residenziale fibra in arrivo. “Sì, confermo che siamo vicini. Nei prossimi mesi lanceremo il servizio di rete fissa“, ribadisce l’amministratore delegato di Iliad Italia, Benedetto Levi, a Wired. Dovrebbe avvenire entro l’estate, si pensa a fine giugno. Dal 29 maggio 2018, giorno del lancio, la compagnia ha totalizzato “7,2 milioni di utenti, 13 uffici in Italia e superato i 2.000 punti vendita”, dice Levi.

Lo sviluppo della rete mobile

La pandemia ha rallentato tutte le realtà industriali nel 2020, ma sull’implementazione della rete Iliad Italia sostiene di aver superato gli obiettivi con l’attivazione di oltre 4mila siti radio. Questa primavera il computo totale segna sul registro quota 7mila, ma per il 2021 si dovrebbe arrivare a complessivi 8.500.

Il Covid ha accelerato tutto, le connessioni digitali hanno salvato la possibilità di lavorare, di studiare e, da oltre un anno ormai, la nostra rete di relazioni è quasi totalmente digitale. Questo ha determinato una spinta incredibile sui consumi, che ci ha portato a dover gestire importanti picchi di traffico. Abbiamo risposto a questa crescente richiesta continuando a investire sulla rete mobile e decidendo di anticipare il lancio sulla rete fissa“, sottolinea Levi.

5G ancora tiepido

La partita 5G è iniziata anche per Iliad e come si rileva sul sito ufficiale i servizi sono già attivi in alcuni quartieri di poco meno di trenta città, fra cui Milano, Roma, Torino, Bari, Reggio Calabria e Messina. Attualmente l’impegno è nella copertura con le frequenze 3.6 GHz, mentre a partire da metà 2022 “arriveranno poi le frequenze 700 MHz per una copertura sempre più ampia“, dice Levi, che si augura “che le resistenze, che talvolta incontriamo quando ci confrontiamo con istituzioni o comunità locali e spesso dovute a una cattiva informazione riguardo le nuove tecnologie, non diventino un limite per lo sviluppo di servizi molto importanti per il futuro del Paese“. Ad ogni modo l’approccio all’argomento rimane molto concreto: la diffusione dei terminali compatibili è ancora ridotta: Non rileviamo ancora nelle persone una forte richiesta di 5G, ma credo che nel corso del 2021 e ancora di più il prossimo anno assisteremo a un cambio. Sia da parte dei consumatori che dei servizi disponibili“.

Il capitolo Unieuro

All’inizio di aprile Iliad Italia ha annunciato di essere entrata nel capitale di Unieuro, diventando primo azionista con una partecipazione di circa il 12%. Per altro secondo indiscrezioni stampa non sarebbe da escludere un ulteriore crescita fino al 20%. La collaborazione in verità è iniziata due anni fa quando una selezione di punti vendita (oggi 200 su 500) è stata dotata dei distributori automatici Simbox di Iliad.

La collaborazione c’è da anni, è già proficua per entrambi e certamente c’è la volontà di svilupparla ulteriormente sul mobile, il fisso e altri possibili business futuri“, ammette Levi: “Abbiamo visto punti in comune rispetto al modo che abbiamo di lavorare e ci ha motivato ad accompagnarli nello sviluppo non solo come partner commerciali ma anche in qualità di azionisti“. Insomma, Iliad per ora preferisce non sbottonarsi troppo, anche se è evidente che l’offerta residenziale avrà bisogno di un supporto informativo più articolato rispetto a quello mobile. Probabilmente i corner dei negozi saranno ingranditi e magari, come avviene per altri marchi, non è da escludere un ampliamento dell’offerta di prodotti. Oggi sul suo store online si limita alla vendita degli iPhone.

L’offerta residenziale basata su fibra

Entro l’estate Iliad sfrutterà la rete in fibra ottica di Open Fiber per attivare servizi di connettività residenziale in numerose città. Non è ancora chiaro il numero e neanche i prezzi degli abbonamenti, ma Levi sostiene che “sul fisso ci sia tantissimo da fare“. E aggiunge: “Sarà una nuova rivoluzione anche sul fisso, come abbiamo fatto nel mobile“. Per quanto riguarda i piani di sviluppo nazionale legato alla rete unica, l’ad ha una posizione chiara: “L’obiettivo comune da perseguire è portare la fibra in tutto il Paese, permettere a tutti di essere connessi e all’Italia di recuperare il ritardo che ha rispetto a tanti altri. È importante che nel perseguire questi obiettivi, però, si preservi un quadro concorrenziale equo e non si generi alcun tipo di discriminazione verso gli operatori“.

Il futuro

Nel settore delle telecomunicazioni una delle principali criticità rispetto al futuro riguarda gli investimenti. “Nei prossimi anni saranno colossali, per garantire un adeguato sviluppo, colmando il digital divide e garantendo copertura ovunque. Siamo pronti e auspichiamo che tutti gli attori, pubblici e privati, operino guardando nella nostra stessa direzione“, ricorda Levi. In secondo luogo c’è il tema del mantenere le promesse. “La nostra volontà di innovare è rimasta identica, che si parli di mobile o fisso, rimaniamo coerenti ai nostri valori – osserva l’ad -. Non intendiamo abbassare la guardia o considerarci arrivati, e dato il fatto che abbiamo rivoluzionato l’intero mercato fissando nuovi paradigmi, il livello di sfida è sempre più in alto“, riconosce l’ad. Levi dice di aver fatto perno sulla sua “inesperienza”: “Credo non sia stato un limite, ma piuttosto un valore. Ho studiato tantissimo. Ma poter guardare a questo settore con gli occhi di un consumatore consente di avere una visione più chiara delle cose“.

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