Il poetico Oriente

Minimalismo, simbologia, incanto in cinque proposte che ci proiettano in un mondo e in una cultura lontani.

«In Giappone la bellezza è iniziatica, la si merita, è il premio di una lunga e talvolta penosa ricerca,è finale intuizione, possesso geloso» Fosco Maraini

GIARDINO INTERNO

È il crisantemo il protagonista del tessuto jacquard Kiku di Dedar, un fiore carico di simbolismi, che viene storicamente associato alla famiglia imperiale giapponese ed è anche motivo tradizionale delle cinture «obi» di kimono e vesti cerimoniali.

Un polpo, di profilo

In effetti la sedia Tako disegnata da Naoto Fukasawa per Maruni un po’ al mollusco assomiglia: sinuosa e avvolgente, con un’unica linea che collega lo schienale alle gambe.

Quasi un origami

Ha la forma di un ōgi, il ventaglio giapponese pieghevole, la lampada da tavolo Sukato di Elsa Pochat per Roche Bobois. Con struttura in metallo e paralume in carta plissé.

Materiali dinamici

La console Aria, riedizione di un classico di Rena Dumas (fondatrice dello studio RDAI) in partnership con The Invisible Collection, ha una forte identità strutturale che risponde al desiderio della designer di mobilità e trasformazione dei materiali attraverso il tempo.

TERZA DIMENSIONE

Le pieghe danno vita alla tridimensionalità della carta da parati Hikari di Wall&decò (collezione Essential Wallpaper). Donando matericità e corpo alla superficie.

Testi di Elena Dallorso e Ruben Modigliani

Per abbonarti clicca qui