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In Madagascar la peggiore siccità degli ultimi 40 anni sta provocando una crisi umanitaria

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(foto: WFP/Tsiory Andriantsoarana)

In Madagascar migliaia di persone soffrono le conseguenze della siccità, che dura da quattro anni ed è la peggiore degli ultimi 40: la fame sta indebolendo la popolazione, costretta a nutrirsi per lo più di insetti, tuberi selvatici e foglie di cactus. Secondo le Nazioni Unite si tratta di una carestia indotta dal cambiamento climatico.

 

Carestia

Sarebbero circa 1,4 milioni le persone in Madagascar che si trovano in pericolo di malnutrizione: 14mila a oggi si trovano già al livello 5 (catastrofe) nella scala del World food program e la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente coinvolgendo 30mila persone entro fine anno, quando l’isola africana entrerà nella “stagione di magra” che di solito precede quella del raccolto.

Non che al momento ci sia molto da raccogliere (le stime delle Nazioni Unite dicono che la produzione di cibo per il 2021 sarà meno del 40% della media degli ultimi 5 anni). Le testimonianze riportate da giornalisti e operatori umanitari raccontano di famiglie costrette a vendere tutti i propri averi e la terra per comprare cibo. Finito il denaro non resta che l’elemosina e nutrirsi di insetti, tuberi selvatici e foglie di cactus, o rubare dai campi che ancora danno frutti. Le donne fanno chilometri per procurarsi quel po’ di acqua per la sopravvivenza della famiglia.

Colpa del clima che cambia

Non sono la guerra e nemmeno il coronavirus a dettare i tempi di questa crisi, anche se l’emergenza sanitaria ha contribuito a esacerbarla. La responsabilità, secondo gli esperti e le Nazioni Unite, è dei cambiamenti climatici in corso. Sul Sud del Madagascar non piove da 4 anni: una condizione straordinaria anche per un Paese soggetto a frequenti siccità e ai capricci meteorologici provocati da El Niño e con scarse infrastrutture, almeno nella parte meridionale, che sta causando la peggiore siccità degli ultimi 40 anni.

“Nell’ultimo rapporto dell’Ipcc abbiamo visto che il Madagascar è interessato da un aumento dell’aridità. E si prevede che aumenterà se il cambiamento climatico continua”, ha dichiarato alla Bbc Rondro Barimalala dell’Università di Cape Town in Sudafrica.

Si dice d’accordo anche Chris Funk, direttore del Climate Hazards Center (Santa Barbara University, California), che sottolinea la responsabilità del riscaldamento dell’atmosfera e lancia un appello alle autorità del Madagascar per migliorare la gestione delle risorse d’acqua e armarsi di modelli previsionali sul breve termine per implementare azioni tampone agli effetti del cambiamento climatico.

Lo scotto agli innocenti

Sebbene le nazioni Unite abbiano lanciato l’allarme da mesi sulla situazione in Madagascar, la crisi è passata quasi sotto silenzio, nascosta dalle altre situazioni di emergenza o come se fosse un problema tutto locale. Peccato che, riferisce il direttore esecutivo del Wfp David Beasley, “questa è un’area del mondo che non ha contribuito al cambiamento climatico, ma ora sta pagando il prezzo più alto. […] Non possiamo voltare le spalle alle persone che vivono qui mentre la siccità minaccia migliaia di vite innocenti. Ora è il momento di alzarsi in piedi, agire e continuare a sostenere il governo malgascio per frenare l’ondata del cambiamento climatico e salvare vite umane”.

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