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In Nigeria l’app indiana Koo cerca di prendere il posto di Twitter dopo il blocco

Il governo nigeriano si è già spostato su questa applicazione, che anche in India sta cercando di soppiantare Twitter

App Koo
(foto: Pavlo Gonchar/Sopa Images/LightRocket via Getty Images)

Dopo il blocco a tempo indeterminato di Twitter in Nigeria, l’app di microblogging indiana Koo si sta proponendo come sostituto della ben più famosa piattaforma americana, anche con qualche spinta dall’alto.

Il 2 giugno Twitter ha cancellato un tweet del presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, che sembrava minacciare violenze contro i suoi avversari politici, in particolare i gruppi secessionisti. Due giorni dopo, il governo ha sospeso Twitter che in Nigeria conta 40 milioni di utenti ed era molto usato sia da giornalisti e funzionari che dalle aziende. La decisione ha portato alcune società di telecomunicazioni locali a bloccare l’accesso alla piattaforma.

Secondo quanto riporta il sito di notizie tech, Rest of the world, dopo questo blocco Koo si è mosso in fretta. In pochi giorni, l’app era disponibile sugli app store di Apple e Google in Nigeria e su LinkedIn erano stati pubblicati annunci di lavoro per persone che parlavano la lingua locale. Il presidente Buhari ha aperto un account su Koo nemmeno una settimana dopo lo stop a Twitter e così hanno fatto altri membri del governo.

Koo è stato lanciato nel marzo 2020 dall’imprenditore indiano Aprameya Radhakrishna, attraendo in poco tempo 25 milioni di utenti nel paese. L’app nella prima fase permetteva di ricevere una risposta vocale a delle domande poste sulla piattaforma, trasformandosi poi in una versione più simile a Twitter, in cui le persone possono anche esprimersi, oltre a ricercare risposte.

Koo inizialmente si è concentrato sugli utenti di lingua locale, piuttosto che sugli anglofoni, puntando su un’identità fortemente indiana. Successivamente, Koo ha aggiunto la funzionalità in lingua inglese, probabilmente per sostituirsi a Twitter da quando questo ha avuto problemi con le autorità di New Delhi che cercavano di reprimere il dissenso anche con regole più stringenti sui social.

L’applicazione indiana, si è in effetti posizionata come un’alternativa benvista dal governo rispetto a Twitter, ma il fatto di prediligere la lingua locale e di rispettare con zelo le norme previste dalle autorità l’ha trasformata nella piattaforma preferita della destra e dei nazionalisti indù.

Quella in Nigeria è la prima espansione internazionale di Koo, ma nonostante il rumore generato, non ci sono sono ancora numeri a sostegno del fatto che abbia già trovato una base considerevole di utenti, neanche tra quelli filogovernativi. In Nigeria, il possibile bacino di utenza per l’app è immenso ma la sua limitata portata globale rende difficile pensare che Koo diventi l’alternativa a Twitter per la comunicazione dello stesso governo.

Mentre l’esecutivo nigeriano ha iniziato a usare Koo infatti, ha anche iniziato a utilizzare più attivamente Facebook e Instagram e le popolari piattaforme locali Nairaland e Opera News, dopo il divieto di Twitter, scrive ancora Rest of the world.

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