In piena pandemia le riprese di “Lupo Bianco” Alla Mostra del Cinema di Venezia la rinascita (cinematografica) dell’Italia.

 

Il ritorno alla normalità è partito anche dal mondo del cinema. Sveglia all’alba, poi puntuali sul set con quel nuovo modo di girare le scene nel pieno rispetto delle prescrizioni covid.  Tamponi, gel igienizzanti, mascherine e fuori quell’Italia che pian piano cercava di ripartire.

“Lupo Bianco” è un film che parla (in parte) di covid e che è stato girato proprio durante la pandemia. I primi casting (da remoto) nell’autunno del 2020, poi le riprese all’inizio del 2021 quando, ormai, la campagna vaccinale era partita e la seconda ondata stava terminando.

Il film, realizzato dal produttore cinematografico Antonio Chiaramonte e diretto dal regista Tony Gangitano e scritto da Stephanie Beatrice Genova e Alessandro Ferrara, si appresta a gettare l’àncora al lido di Venezia: il lungometraggio è stato infatti selezionato per il Premio Starlight International Cinema Award nel settore impegno sociale, prestigioso riconoscimento che verrà assegnato all’Hotel Excelsior del Lido.

Un prestigioso riconoscimento che verrà consegnato in occasione della 78esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia in programma dall’1 all’11 settembre.

Il film racconta la storia (vera) di Carlo Olmo (da tutti conosciuto come Lupo Bianco) un avvocato e filantropo di Vercelli, in Piemonte, che durante la pandemia ha fornito un concreto e prezioso aiuto alla popolazione.

Grazie ai suoi decennali contatti con la comunità cinese ha recuperato (quando erano introvabili) migliaia di mascherine. Protezioni facciali acquistate di tasca propria e poi distribuite personalmente ai cittadini e agli operatori sanitari impegnati negli ambulatori, negli ospedali e nelle case di riposo.

Ha trasformato la sua “tana” del Lupo Bianco (un centro di arti marziali e di discipline orientali che dirige a Vercelli) in un punto di raccolta e di smistamento di decine di tonnellate di derrate alimentari che ha consegnato (e che continua a consegnare) alle famiglie indigenti.

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Segnalazioni di richieste di aiuto che Olmo raccoglie con il passaparola o che gli arrivano direttamente in quella “tana” che è diventato porto sicuro per centinaia di persone. Il Lupo Bianco ha donato anche diverse stanze degli abbracci alle case di riposo di Vercelli e provincia donando a centinaia di anziani la possibilità di rivedere in sicurezza i propri cari.

Per questo suo straordinario impegno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha premiato con il Cavalierato Bianco al Merito della Repubblica.

“La vicenda personale di Carlo Olmo mi ha colpito e mi ha toccato il cuore – spiega il produttore cinematografico Antonio Chiaramonte -. Perché Lupo Bianco è molto prima: è la storia di un bambino che ha vissuto in orfanotrofio e ha conosciuto solitudine e violenze. La rinascita all’età di 7 anni quando viene adottato da una coppia benestante di Vercelli che gli insegna soprattutto l’attenzione al prossimo”.

Nel film verrà ripercorsa la storia di questo filantropo che, naturalmente, ha conosciuto da adolescente e da adulto momenti di crisi e di sofferenza, ma non ho mai dimenticato quel bene ricevuto che decide di restituire a chi gli sta accanto.

“Il film verrà proiettato non solo nei cinema ma maggiormente nelle scuole – prosegue Chiaramonte -. Ha un valore educativo e didattico e il mio sogno e che altri giovani seguano il percorso intrapreso dal cavaliere Olmo”.

La storia di Lupo Bianco rappresenta perfettamente il progetto di “cinema nuovo” che il produttore siciliano sta portando avanti da alcuni anni con la sua casa di produzione CinemaSet.

Carlo Olmo ha scelto di dedicare il film “Lupo Bianco” ispirato alla sua storia a Franco Barillà, Luciano Bellan e Giovanni Canavero. A loro, i “tre eroi medici vercellesi vittime del Covid”.

Grazie alla sua collaborazione con il Miur – è infatti componente, unitamente all’affermato avvocato Enzo Guarnera, del   Comitato Tecnico Scientifico del Ministero Istruzione Università e Ricerca per i progetti cinematografici inerenti alla legalità a scopo educativo e didattico senza scopo di lucro – da tempo realizza lungometraggi con un forte messaggio sociale. “Dobbiamo tutto a Carlo Olmo , se questo lavoro è arrivato  alla Biennale del Cinema  di  Venezia in tempi brevissimi , questo progetto è stato creato da lui , che con la fatica e la passione verso il prossimo cerca di risolvere non tutti i problemi , ma mostra come i problemi possono essere risolti meglio, operando tutti noi come attori del cambiamento, Entro il 2023 – aggiunge – ho ancora sette progetti cinematografici con il patrocinio del Miur da realizzare. Progetti che, anche questa volta, approderanno nelle scuole”.

Intanto Chiaramonte tiene le dita incrociate e spera che “Lupo Bianco” vinca il prestigioso riconoscimento alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

La storia (vera) c’è, ma anche il cast di prestigio. Nei panni di Carlo Olmo l’attore Sebastiano Somma che è stato affiancato da Remo Girone, Morgana Forcella, Guia Jelo, Shi Yang Shi, Vincent Riotta, Gaetano Aronica , Rosario Petix, Andrea Zirio , Maurizio Nicolosi ,Monia Manzo, Gabriel Scopel e Guido Bazzani insieme a tanti altri volti noti del cinema.

Il Premio Starlight International Cinema Award nel settore impegno sociale in passato è stato assegnato attori di fama internazionale e nazionale come Al Pacino, Patz Vega, Giancarlo Giannini, Lina Wertmuller, Matteo Garrone, Barbara Bobulova, Isabella Ferrari, Donatella Finocchiaro, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Disney, Massimiliano Gallo, Mariagrazia Cucinotta, Carolina Crescentini, Alessandro Gassman, Valeria Fabrizi, Massimo Dapporto.

Un premio assegnato anche a Lino Banfi (ambasciatore Unicef), a Paolo Bonolis (testimonial della Onlus Linfoamici), a Michelle Hunziker (testimonial e fondatrice di  “Doppia Difesa”, associazione per il sostegno alle donne vittime di abusi), ad Andrea Miccichè ( per il sostegno concreto alla categoria artisti) e anche ad Antonio Chiaramonte come miglior produttore cinematografico  internazionale  di impegno sociale.

Il programma del Festival di Venezia si svolgerà dall’ 1 all’ 11settembre 2021  con i film di Paolo Sorrentino, Mario Martone, fratelli D’Innocenzo, Denis Villeneuve, Edgar Wright, Paul Schrader, Pablo Larrain, Pedro Almodovar, Ridley Scott, Jane Campion…

Forte presenza delle produzioni italiane sia in concorso che in fuori concorso e in Orizzonti, e di “film dalla durata che supera ampiamente le due ore”, ci tiene ad avvisare il direttore artistico della Mostra di Venezia Alberto Barbera.

“Il cinema italiano non si piega alla pandemia e con il coraggio e l’entusiasmo di produttori, regista e attori cerca di rinascere, portando gioia ed emozioni agli spettatori.

La Biennale del Cinema di Venezia è il più antico al mondo, la storia, i grandi film e l’intramontabile fascino della mostra del cinema di Venezia  è considerata uno dei più prestigiosi premi cinematografici, al pari della Palma d’oro di Cannes e dell’Orso d’Oro di Berlino.!

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