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Instagram ha rivelato come decide cosa farci vedere

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Il Ceo Adam Mosseri ha scritto un lungo post per fare luce sul funzionamento dell’app, che sarà il primo di una serie di approfondimenti “dietro le quinte”

Instagram app
(foto: Katja Knupper/Die Fotowerft/DeFodi Images via Getty Images)

Il Ceo di Instagram, Adam Mosseri, ha deciso di spiegare – almeno parzialmente – in che modo l’applicazione decide cosa compare sui nostri schermi, come e in che quantità. Lo ha fatto martedì scrivendo un lungo post sul blog della società, che inizia dicendo che “è difficile fidarsi di ciò che non si capisce”. Secondo The Verge questa spiegazione sarebbe la risposta alle accuse mosse – anche ultimamente – a Instagram di nascondere o sfavorire intenzionalmente determinati post.

Spiegare come funziona Instagram è complicato visto che, per ammissione dello stesso Mosseri, non è regolato da un solo algoritmo, ma utilizza più algoritmi, classificatori e segnali per decidere cosa mostrare nel nostro feed. Inoltre, ogni parte dell’app – il feed, la sezione Esplora e i Reels – utilizza il proprio algoritmo su misura.

Una delle rivelazioni più inaspettate fatte da Mosseri nel suo post è che la maggior parte dei nostri follower non vedrà comunque i post che pubblichiamo, perché “la maggior parte delle persone guarda meno della metà del proprio feed”.

Tra i segnali che Instagram usa per decidere di far emergere qualcosa nel feed o nelle storie ci sono infatti prima di tutto le informazioni sul post: quanto è piaciuto, come e quando è stato pubblicato, da quale posizione. Ma sono rilevanti anche le informazioni sulla persona che ha pubblicato. Le interazioni avute con quella persona aiuta l’app a capire quanto potrebbe essere interessante per noi. La nostra stessa attività permette poi a Instagram di capire a cosa siamo interessati: lo fa tramite il numero di post che ci sono piaciuti. E, per finire, la nostra storia di interazione con qualcuno dà un’idea di quanto siamo generalmente interessati a vedere i suoi post. Un esempio è se si commentano o meno i post di qualcun altro.

Instagram quindi prevede come potresti interagire con un post, ad esempio commentandolo o mettendo mi piace. “Più è probabile che tu intraprenda un’azione, e più pesiamo quell’azione, più in alto vedrai il post”, ha spiegato Mosseri.

Analogamente, per proporci nuove foto o video nella sezione Esplora, Instagram analizza i post che ci sono piaciuti e abbiamo salvato e commentato in passato. “Una volta trovato un gruppo di foto e video che potrebbero piacerti, li ordiniamo in base a quanto pensiamo che tu sia interessato a ciascuno di essi”, ha continuato Mosseri. Il modo migliore per indovinare quanto se qualcuno è interessato a qualcosa è prevedere quanto è probabile che interagisca con un post. “Le azioni più importanti che prevediamo in ‘Esplora’ includono mi piace, salvataggi e condivisioni”, ha scritto Mosseri.

Rispondendo indirettamente alle accuse di nascondere post sgraditi, la persona a capo di Instagram ha affermato che la società farà un lavoro migliore nello spiegare perché i contenuti vengono rimossi. “Stiamo sviluppando migliori notifiche in-app in modo che le persone sappiano sul momento perché il loro post è stato rimosso e stiamo esplorando modi per far sapere alle persone quando ciò che pubblicano va contro le nostre linee guida”, ha chiarito il Ceo. Una strategia volta alla trasparenza che, a quanto sembra, sarà seguita anche da Facebook.

Lo spiegone del Ceo di Instagram è coinciso con il via alla Creator Week organizzata dalla piattaforma e pensata per confrontarsi con i creatori di contenuti e aiutarli a sviluppare i loro brand.

La buona notizia è che il post di Mosseri sarà solo il primo di una serie che farà più luce su come funziona la tecnologia di Instagram. Possiamo quindi aspettarci altri dettagli in futuro.

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