cronaca

Intelligenza artificiale e sanità: i trend dei prossimi mesi

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La pandemia ha agevolato l’utilizzo delle nuove tecnologie in ambito sanitario. Quale sarà il loro impatto nella medicina di domani?

La pandemia di Covid-19 ha avuto un ruolo non secondario nell’accelerare sia l’adozione del digitale, sia l’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario: dalle visite in videochiamata allo sviluppo dei vaccini, passando per le previsioni relative all’andamento della pandemia e molto altro. Gli ingranaggi legislativi e le startup che si sono messi in moto in questi ultimi mesi però sono solamente i precursori di una nuova era: Ai (artificial intelligence) e machine learning avranno infatti un impatto sempre maggiore nella sanità di domani, e il 2021 sarà l’anno che dimostrerà definitivamente le potenzialità di questo binomio nel mondo reale.

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(foto: iStock/Getty Images)

L’impiego delle soluzioni di telemedicina favorito dal distanziamento sociale sta facendo da innesco per le potenzialità dell’intelligenza artificiale in ambito medico; utilizzare gli strumenti digitali per collegare i pazienti con medici e cliniche in modo sempre più agile e continuativo sta generando e continuerà a generare una mole di dati mai così estesa a disposizione di medici, ospedali e aziende specializzate. Cartelle cliniche, risultati di test e rilevazioni, referti e diagnosi si moltiplicheranno nelle banche dati dei provider di questi servizi, dando vita a opportunità mai viste.

Con l’analisi sistematica di queste nuove moli di dati accelererà ad esempio il progresso della medicina personalizzata: tra le informazioni anonimizzate di milioni di pazienti, l’intelligenza artificiale può trovare correlazioni invisibili a occhio nudo tra corredo genetico, stile di vita, dieta e fattori socio-economici, evidenziando terapie e percorsi di prevenzione ottimizzati per ciascuno. L’analisi dei big data renderà possibile — partendo dagli strumenti già a disposizione — effettuare diagnosi o previsioni più precise sulle condizioni dei pazienti; già in questi mesi iniziative di screening coadiuvate dall’Ai stanno già aiutando a gestire meglio le limitate risorse a disposizione in tempo di pandemia, dando priorità nelle cure ai pazienti che più ne hanno bisogno.

L’ideazione di nuovi medicinali e terapie è tra gli ambiti più promettenti toccati dall’accelerazione dall’Ai: dalla scoperta di molecole agli studi clinici in digitale, il machine learning e l’analisi dei dati saranno decisivi nel settore della ricerca e sviluppo farmaceutico. Ai e machine learning stanno già aiutando a determinare dove vadano concentrati gli sforzi di risposta alla pandemia di Covid-19, individuando dove le condizioni sociali mettono la popolazione maggiormente a rischio di ammalarsi gravemente, o come si possa propagare l’infezione sulla base degli spostamenti delle persone. Questi modelli saranno affinati costantemente e torneranno utili anche in futuro.

L’intelligenza artificiale infine può essere enormemente utile anche quando non contribuisce direttamente al trattamento dei pazienti — ad esempio facendosi carico della burocrazia legata all’erogazione delle prestazioni. Automatizzare gli aspetti amministrativi della sanità può liberare risorse ingenti e consentire di riallocarle in settori come ricerca, sviluppo, diagnosi e trattamento.

Tutti questi aspetti — e molti altri ancora — saranno il motore e l’obiettivo delle aziende, delle startup, degli investitori e dei gruppi di ricerca al lavoro sull’Ai in ambito medico nel 2021: un anno, da questo punto di vista, potenzialmente mai così movimentato.

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