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IT-Alert, il sistema nazionale per le emergenze e le catastrofi. Primo test effettuato a Vulcano

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Un sistema di allarme pubblico che invia messaggi utili sui telefoni cellulari della popolazione di una determinata area geografica, in caso di gravi emergenze o eventi catastrofici imminenti o in corso.
IT-Alert, il dispositivo messo a punto dalla protezione civile, è stato utilizzato per la prima volta lo scorso 9 aprile in occasione dell’esercitazione per l’evacuazione di Vulcano.
Questo primo test “è stato molto utile sia sotto l’aspetto della comunicazione che sotto l’aspetto tecnologico perché abbiamo verificato che il sistema è perfettamente funzionante”, spiega Titti Castiglione, vice capo dipartimento della Protezione civile, nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica.

Operativo sì, ma ancora in fase sperimentale. Sono ancora tanti gli aspetti da definire: non è ancora chiaro, per esempio, chi dovrà lanciare l’allarme. “IT-Alert è operativo, in via sperimentale”, continua Castiglione. “Non abbiamo ancora un test completo a livello nazionale. Ma in linea teorica, se dopodomani dovessimo lanciare un allarme pubblico per un incidente a una centrale nucleare vicino ai nostri confini, potremmo farlo. Anche se ci sono ancora alcuni limiti: alcuni smartphone Android non hanno preimpostato il meccanismo di ricezione automatica dei messaggi cell broadcast, è un qualcosa che non riguarda i gestori della rete. Abbiamo già iniziato a capire se è possibile immaginare l’impostazione di default già all’acquisto. Un altro aspetto tecnico: il messaggio è molto “invasivo”, a chi lo riceve compare sullo schermo qualsiasi cosa si stia facendo e occorre premere “Ok” per uscire. Ma poi dove finisce? In alcuni apparecchi resta in memoria come un sms, in altri viene archiviato nel centro notifiche e ritrovarlo è complicato”.
Infatti, come illustrato sul sito della protezione civile, gli utenti che si trovano nell’area interessata riceveranno un messaggio di testo breve e dettagliato che indicherà chi lo manda (per esempio, “Protezione civile”), il motivo per cui è stato inviato (es. “Allarme eruzione vulcanica”) e le azioni raccomandate con urgenza (per esempio, “raggiungi aree di emergenza”).
Nel caso dell’esercitazione di Vulcano, “il messaggio Iniziava mettendo in chiaro che si trattava di una esercitazione e che la Protezione civile informava di un’imminente irruzione. E l’indicazione di raggiungere le due aree di emergenza per l’evacuazione. Ha raggiunto l’obiettivo: è arrivato ciò che ci si aspettava e ha funzionato in termini di costruzione, come le abbiamo scritto, facile da leggere. Ma funziona su territorio preparato a riceverlo, è uno strumento che va conosciuto in tempo di pace per essere efficace in emergenza”, racconta Castiglione.
Il sistema si attiva soltanto nel caso di gravi emergenze o eventi catastrofici imminenti o in corso, come previsto dalla Direttiva UE 2018/1972 per i sistemi di allarme pubblico, e per funzionare al massimo dlla sua efficacia deve essere integrato con il piano comunale per la gestione delle emergenze.

L’articolo IT-Alert, il sistema nazionale per le emergenze e le catastrofi. Primo test effettuato a Vulcano proviene da The Map Report.

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