Italia penultima in Europa per lavoro, disuguaglianze, pace e giustizia

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Sul raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 in materia di lavoro, disuguaglianze, pace, giustizia e istituzioni solide l’Italia è molto indietro. Penultima in Europa precisamente.
Lo rivela il report “La situazione dell’Unione europea rispetto agli SDGs”, elaborato da Asvis, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, e che permette di confrontare i 27 Paesi dell’Unione Europa in una prospettiva decennale e offre una prima valutazione quantitativa dell’impatto della pandemia sul raggiungimento dei 17.
Ciò che emerge dall’analisi di Asvis è che il percorso verso il raggiungimento dei 17 Obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu è stato frenato dalla pandemia nell’Unione Europea e in Italia.
In particolare, il Belpaese risulta penultima nel confronto con gli altri Paesi UE per quanto riguarda Lavoro dignitoso e crescita economica (Goal 8), Riduzione delle disuguaglianze (Goal 10), Pace, giustizia e istituzioni solide (Goal 16).
Obiettivo 8: Lavoro dignitoso per tutti e crescita economica

Circa due quinti dei paesi UE hanno evidenziato variazioni negative tra il 2019 e il 2020, mentre il resto degli Stati non ha registrato alcun tipo di miglioramento. L’Italia, davanti solo alla Grecia, è molto distante dalla media europea. Tra le cause vi sono una più alta quota di part time involontario (5,1% contro 2,5% dell’UE nel 2020), di popolazione NEET , quindi di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non è né occupata né inserita in un percorso di istruzione o di formazione, (23,3% contro 13,7% dell’Ue nel 2020) e dal più basso tasso d’occupazione (61,9 contro 71,7% dell’UE nel 2020).
Obiettivo 10: Ridurre le disuguaglianze
L’Italia evidenzia grandi criticità rispetto alla media europea, da cui è ancora molto lontana, posizionandosi al penultimo posto tra i membri della Ue. Tale situazione è spiegata principalmente da una più bassa ratio tra tasso di occupazione giovanile e totale (67,7% contro 84,8% dell’Ue nel 2020) e una maggiore disuguaglianza nella distribuzione del reddito (in Italia nel 2020 il 20% più ricco della popolazione ha 6,1 volte un reddito maggiore rispetto al 20% più povero, contro il 5,2 della media Ue).
Obiettivo 16: Pace, giustizia e istituzioni forti
24 dei 27 paesi Ue hanno ottenuto miglioramenti per quanto riguarda l’obiettivo 16. In Italia le criticità osservate sono legate principalmente a una maggiore durata media dei procedimenti civili e commerciali (527 giorni nel 2018 contro i 297 della media Ue) e di una più bassa quota di individui che utilizza servizi e-government via web (17,0% contro 38,0% dell’Ue). L’impatto della pandemia si è comunque fatto sentire in più di un terzo degli stati europei che hanno registrato tra il 2019 e il 2020 una variazione negativa.
L’Italia in Europa
Come riportato da Asvis, il Belpaese è sotto alla media europea in materia di Lotta alla povertà (Goal 1), Istruzione di qualità (Goal 4), Acqua pulita (Goal 6), Imprese, innovazione e infrastrutture (Goal 9), Città e comunità sostenibili (Goal 11), Partnership per gli obiettivi (Goal 17).
Al contempo, si attestano sulla media europea i dati su Salute e benessere (Goal 3), Parità di genere (Goal 5), Energia pulita e accessibile (Goal 7), Lotta ai cambiamenti climatici (Goal 13) e Vita sulla Terra (Goal 15). Non è stato preso in considerazione il Goal 14, relativo alla vita negli oceani, a causa dell’indisponibilità dei dati.
Di contro, spicca in positivo su agricoltura e alimentazione, quindi sul Goal 2, Sconfiggere la fame, e sul Goal 12, Consumo e produzione responsabili, in cui l’Italia si attesta rispettivamente terza e seconda in Europa.
L’Italia nel resto del mondo
Secondo il Sustainable development report (Sdr): l’Italia è al 25° posto su 163 paesi, pressoché stabile rispetto al 2021 (26esima su 165 paesi). Nel ranking Sdg Index elaborato dal Sustainable development solutions network (Sdsn) pubblicato il 2 giugno 2022 da Cambdrige University Press, i primi dieci Paesi sono europei (in testa Finlandia, Danimarca e Svezia), mentre in coda alla classifica ci sono Ciad, Repubblica centrafricana e Sudan del Sud.

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