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La bozza del decreto 13 gennaio: spostamenti vietati fino al 5 marzo

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Redazione
13 gennaio 2021 21:02

La bozza del decreto legge che è in discussione nel consiglio dei ministri convocato per le 21,30 del 13 gennaio prevede che siano vietati gli spostamenti tra le regioni e le province autonome “dal 16 gennaio 2021 al 5 marzo 2021”. L’Adn Kronos scrive che rimangono ammessi gli spostamenti “motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”. 

La bozza del decreto legge 13 gennaio: spostamenti vietati fino al 5 marzo

La bozza conferma anche la regola che consente a un massimo di due persone di andare a visitare amici o parenti, una volta al giorno: “In ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”. E consente gli spostamenti tra piccoli comuni:  “Qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale – si legge ancora nella bozza del dl – sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia”.

Nel decreto viene prorogato lo stato d’emergenza fino al 30 aprile 2021 (il comitato tecnico scientifico aveva chiesto la proroga fino al 31 luglio, ma non è stato accontentato). E vengono cambiati, come annunciato, anche i criteri per passare dalla zona gialla a quella arancione: le regioni che si collocano dal punto di vista epidemiologico in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio più alto vengono inserite “in uno scenario di tipo 2 e con livello di rischio moderato”. Il nuovo decreto stabilisce anche una quarta area bianca, oltre a quella gialla, arancione e rossa: “L’area bianca – ha spiegato Speranza oggi alla Camera – si attiverà con un’incidenza di 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti ed un Rt sotto il valore di 1”. Ad oggi nessuna regione rientra nei parametri. Nella bozza del decreto invece si parla di un’incidenza dei contagi per due settimane consecutive inferiore ai 50 casi ogni centomila abitanti. In queste aree, in automatico, il decreto prevede che cessino di applicarsi le misure di restrizione previste. 

Oltre alla proroga al divieto di spostamenti tra Regioni, anche in area gialla, fino al 5 marzo, la bozza del dl che arriverà sul tavolo del Cdm di questa sera prevede la conferma, fino al 5 marzo, del coprifuoco dalle 22 alle 5, e della visita di due persone, esclusi under 14 dal conteggio, a parenti o amici. In ambito regionale, “lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00; e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”, si legge infatti nel testo. Inoltre, “qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia”. 

Dal 16 gennaio mezza Italia in zona arancione

Oggi in Parlamento il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato che il governo intende “stabilire l’ingresso in area arancione di tutte le regioni a rischio alto, secondo i 21 parametri definiti dal dm del 30 di aprile”. Sabato 16 gennaio entrerà in vigore il nuovo Dpcm che manterrà le principali misure dell’attuale provvedimento, prevedendo però criteri che abbasseranno le soglie per l’inserimento delle regioni in zona arancione o rossa. Per quanto riguarda la giornata di sabato 16, l’ipotesi prevalente è che resti valida l’attuale colorazione suddivisa nelle diverse fasce.

Le ordinanze del ministero della Salute entreranno in vigore domenica 17 gennaio. Secondo l’agenzia di stampa Ansa rischiano la zona rossa Lombardia, Sicilia ed Emilia-Romagna. La zona arancione potrebbe invece arrivare in Lazio, Friuli Venezia-Giulia, Liguria, Puglia, Umbria, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige. In zona gialla dovrebbero rimanere quindi Toscana, Sardegna e Molise. I numeri del monitoraggio contenuto nel report dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute, attesi per domani, chiariranno gli ultimi dubbi. 

È stato intanto anticipato alle 9 di domani mattina il vertice, convocato dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia, con il ministro della Salute Roberto Speranza, il commissario straordinario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri, le Regioni, l’Anci e l’Upi. Nel corso della riunione si farà il punto sul piano vaccini e sul nuovo Dpcm. 

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