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La Commissione europea vuole creare un team di sicurezza informatica comune

Si attiverà per definire il piano di risposta dell’Unione a crisi e incidenti informatici e affiancherà gli stati membri nelle loro strategie di difesa

Il palazzo del Berlaymont a Bruxelles, sede della Commissione europea (foto: Luca Zorloni per Wired)
Il palazzo del Berlaymont a Bruxelles, sede della Commissione europea (foto: Luca Zorloni per Wired)

Per affrontare la crescente minaccia di nuovi e più pericolosi attacchi informatici, la Commissione europea ha proposto di formare un’unità speciale di risposta, con il compito di prevenire e salvaguardare l’Unione dai pericoli cibernetici. La proposta è arrivata dopo poche settimane dall’attacco ransomware al sistema sanitario irlandese e a seguito di diversi attacchi di alto profilo ad alcune infrastrutture strategiche negli Stati Uniti, tema molto discusso durante l’incontro tra i presidenti degli Stati uniti e della Russia, Joe Biden e Vladimir Putin.

Nel progetto della Commissione, l’unità informatica dovrebbe costituire una piattaforma fisica e virtuale per garantire lo scambio sicuro di informazioni tra gli stati membri, le agenzie e le istituzioni europee. Attraverso la piattaforma i vari attori potranno collaborare in tempo reale, mettendo insieme le proprie risorse per la difesa comune. Se e quando verrà realizzata, la Joint cyber unit permetterebbe di facilitare l’adozione di protocolli di assistenza reciproca tra gli stati membri e gli organi dell’Unione, migliorare le capacità nazionali e transfrontaliere di monitoraggio e rilevamento dei pericoli.

Secondo Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione “la sicurezza informatica è un presupposto imprescindibile per creare un’Europa digitale e connessa. Nella società di oggi è fondamentale rispondere in modo coordinato alle minacce. L’unità congiunta per il ciberspazio contribuirà a farci raggiungere questo obiettivo”. L’unità dovrebbe essere istituita in quattro fasi, a cui parteciperanno tutti gli stati membri e l’obiettivo è di renderla operativa entro il 30 giugno 2022. L’Agenzia europea per la sicurezza informatica (Enisa) coordinerà lo sviluppo del progetto, finanziato principalmente attraverso il programma Digital Europe, ma anche con il Fondo europeo di difesa.

“L’unità informatica congiunta contribuirà a proteggerci dalle crescenti e sempre più complesse minacce informatiche”, ha detto Thierry Breton, commissario per il mercato interno: “Abbiamo fissato tappe e scadenze chiare che ci permetteranno, insieme agli stati membri, di migliorare concretamente la cooperazione nella gestione delle crisi nell’Unione, rilevare le minacce e reagire più velocemente. Sarà il braccio operativo dello scudo informatico europeo.

Parallelamente a questo progetto, l’Unione sta rafforzando la direttiva sui protocolli di sicurezza informatica per i servizi essenziali come il trasporto pubblico e la sanità (Nis 2) e l’Enisa sta elaborando una proposta per una certificazione comunitaria per la sicurezza delle reti 5G.

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