Redazione

La francese Dassault esulta per i Rafale all’Egitto (finanziato dalle banche francesi)

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Gli acquisti egiziani dei Rafale della francese Dassault sono finanziati tramite un prestito garantito dallo Stato francese all’85% e concesso da 4 banche: Crédit Agricole, Société Générale, Bnp Paribas e Crédit Industriel et Commercial (Cic).

L’Egitto acquisterà dalla Francia 30 caccia Rafale aggiuntivi di Dassault Aviation.

Lo ha confermato il ministero della Difesa egiziano in un comunicato dopo che la notizia dell’ordine era stata anticipata ieri dal sito Disclose

L’ordine, spiega Il Cairo, segue l’acquisto nel 2015 di altri 24 Rafale e sarà finanziato da un prestito a 10 anni.

Secondo Disclose, l’Egitto spenderà 3,75 miliardi di euro con pagamenti agevolati e c’è in ballo un contratto aggiuntivo di 200 milioni di euro per gli armamenti.

L’Egitto è attualmente il quarto cliente più grande della Francia in termini di armamenti. Quest’ordine renderà l’Aeronautica Militare egiziana la seconda al mondo dopo quella francese ad operare una flotta di questo tipo di Rafale.

Lo scorso dicembre il presidente francese Emmanuel Macron aveva dichiarato che non subordinerà la vendita di armi all’Egitto all’impegno a rispettare i diritti umani. Macron non intende indebolire infatti la capacità del Cairo di contrastare la violenza nella regione.

L’acquisto dei Rafale di Dassault segna anche una battuta d’arresto per l’italiana Leonardo? Il gruppo della difesa guidato da Alessandro Profumo è in trattative avanzate per vendere all’Egitto un lotto di 24 jet Eurofighter in un deal del valore potenziale di 4 miliardi di euro.

Tutti i dettagli.

L’EGITTO CONFERMA L’ACQUISTO DI 30 RAFALE DALLA FRANCIA

L’Egitto ha firmato un accordo con la Francia per l’acquisto 30 jet da combattimento Dassault Rafale di fabbricazione transalpina, per una spesa totale da 3,75 miliardi di euro.

La transazione è stata confermata ieri anche dal ministero della Difesa del Cairo. Ttramite un comunicato, il dicastero ha inoltre reso noto che “il contratto è stato concluso grazie a un finanziamento in prestito della durata di oltre dieci anni”.

IL PRESTITO GARANTITO DA PARIGI

Disclose ha inoltre reso noto di aver visionato documenti timbrati da entrambi i governi che mostrerebbero che gli acquisti sono finanziati tramite un prestito garantito dallo Stato francese all’85% e concesso da quattro istituti di credito transalpini, Credit Agricole, Societe Generale, Bnp Paribas e Credit Industriel et Commercial (Cic).

LA DICHIARAZIONE DEL MINISTRO DELLA DIFESA FRANCESE

Il primo aereo di questo nuovo contratto sarà consegnato tre anni dall’entrata in vigore dell’accordo, secondo una dichiarazione del ministero della Difesa francese.

“Accolgo con favore la vendita di 30 Rafale all’Egitto, partner strategico”, ha scritto su Twitter Florence Parly, sottolineando che “questo successo nell’export è cruciale per la nostra sovranità e il mantenimento di 7.000 posti di lavoro nell’industria in Francia per 3 anni”. Il Rafale, ha aggiunto, “dimostra ancora una volta la sua eccellenza tecnologica e operativa”.

Je me félicite de la vente de 30 Rafale à l’Egypte, partenaire stratégique. Ce succès à l’export est crucial pour notre souveraineté et le maintien de 7000 emplois industriels en France pendant 3 ans. Le Rafale démontre à nouveau son excellence technologique et opérationnelle. pic.twitter.com/ZdPxJw53rq

— Florence Parly (@florence_parly) May 4, 2021

IL COMMENTO DI DASSAULT

Questo nuovo ordine di 30 Rafale supplementari da parte dell’Egitto “testimonia il legame incrollabile che unisce il Paese a Dassault Aviation da quasi 50 anni”. Ad affermarlo in una nota è Eric Trappier, il Ceo di Dassault Aviation commentando il contratto che completa quello del 2015 che prevedeva l’acquisto di 24 Rafale portando così il totale a 54.

L’accordo per i Rafale all’Egitto segue una vendita di 18 caccia da 2,5 miliardi di euro alla Grecia a gennaio. Il jet Rafale, venduto anche in India e Qatar, è uno dei prodotti di esportazione per la difesa di maggior successo in Francia.

TUTTE LE INTESE TRA PARIGI E IL CAIRO

La notizia giunge nel giorno in cui una delegazione del governo del presidente Abdel Fattah al-Sisi è attesa al ministero dell’Economia a Parigi. Secondo Disclose, l’incontro potrebbe essere anche l’occasione per concordare i termini finanziari degli accordi raggiunti il mese scorso per l’acquisto dei caccia.

ORDINI IN VISTA ANCHE PER MBDA E SAFRAN?

Sempre stando alla testata Disclose, l’Egitto avrebbe firmato anche altri due accordi con società francesi di missilistica e software per la difesa per un valore totale di 200 milioni di euro a beneficio di Mbda e del produttore di apparecchiature Safran Electronics & Defense, una delle società del gruppo Safran.

LA LINEA DI MACRON

Lo scorso dicembre, durante una visita a Parigi del presidente egiziano Abdel Fattah al Sissi, Emmanuel Macron ha rifiutato di subordinare la cooperazione in materia di difesa tra Francia ed Egitto ai diritti umani, ritenendo che una tale politica indebolirebbe il Cairo nella lotta al terrorismo, specialmente nella vicina Libia.

L’esecutivo egiziano è accusato infatti da ong locali e internazionali di sistematiche violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione.

Nell’occasione, Macron ha conferito al presidente egiziano la Gran Croce della Legion d’Onore, la più alta onorificenza francese.

L’EGITTO SI RIAVVICINA ALLA FRANCIA DOPO L’ITALIA?

Dunque l’Egitto torna a rifornirsi con la Francia per gli armamenti dopo la parentesi italiana? Fincantieri ha ottenuto infatti la commessa dalla marina egiziana per la vendita di due fregate europee multimissione (Fremm). L’affare era stato riportato dalla stampa francese come  “un nuovo schiaffo” per Parigi ricevuto in Egitto.

Secondo lo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), l’Egitto è il terzo importatore di armi al mondo dopo l’Arabia Saudita e l’India.

Proprio a inizio aprile la seconda fregata Fremm ex Marina Militare (Emilio Bianchi) di Fincantieri destinata alla Marina egiziana era partita verso l’Egitto. Ma in Italia la vicenda della vendita delle due fregate Fremm all’Egitto si intreccia con le indagini sul delitto di Giulio Regeni e con il caso di Patrick Zaki, lo studente egiziano iscritto all’università di Bologna detenuto da oltre un anno al Cairo.

CHE FINE FARÀ LA COMMESSA PER LEONARDO

Ma oltre la commessa con Fincantieri, per l’Italia c’era in ballo anche un lotto di 24 jet Eurofighter all’Egitto del valore potenziale di 4 miliardi per Leonardo.

“Siamo abbastanza sicuri che il contratto francese sia stato vinto a spese di Leonardo e dell’Italia”, ha commentato Banca Akros, come riporta MF. “Leonardo sta/stava agendo come prime contractor in Egitto; riteniamo che un tale contratto avrebbe concesso all’azienda italiana un consistente pagamento anticipato di 400/500 milioni di euro”. Anche Mediobanca Securities parla di “una battuta d’arresto per Leonardo” per i jet Eurofighter

A quanto risulta a Rid, “la commessa non pregiudicherebbe, tuttavia, le chance dell’Eurofighter Typhoon – per il quale è in corso da tempo una campagna a guida Leonardo – anche se come è facile intuire le polemiche relative alla questione Regeni, e le loro conseguenze sui rapporti tra Roma e Il Cairo, non aiutano certo la definizione di commesse militari così complesse e rilevanti”.

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