cronaca

La musica drill arriva in Italia e il rap diventa nichilista

Non solo trap. Fra i giovani, sulle piattaforme digitali, cresce il seguito per questo sottogenere la cui origine è contesa fra Chicago e Londra. Ecco perché piace e scatena polemiche

Dopo la trap, è l’ora della drill. Nuovo sottogenere del rap, inizia a farsi conoscere in Italia e a scalare le classifiche. Seguendo l’esempio di Francia e Gran Bretagna, dove si è affermata, la musica drill è giunta da noi con gli stessi suoni e le tematiche che la caratterizzano all’estero. Testi malinconici ed esibizione del lusso: all’apparenza un paradosso, ma questo tipo di rap sembra non possa fare a meno di entrambi i fattori. A guidare l’arrivo di quella che viene già soprannominata la trap nichilista sono giovani che raccontano della loro vita difficile nelle periferie d’Italia e di un passato spesso legato alla malavita. Però, nei video, ad accompagnare i singoli, i protagonisti sfoggiano automobili, gioielli e banconote: un’ostentazione che sa di rivalsa e che rappresenta il nucleo della drill.

La drill ha un suono che assomiglia alla trap, ovvero beat ripetitivi e piuttosto lenti, mentre i testi sono composti da frasi malinconiche e crude. La sua origine è contesa fra Chicago e Londra: poco dopo il 2010 in entrambe le città ci sono stati i primi artisti che si sono cimentati con la drill. A farla entrare nelle chart sono stati cantanti come Drake, Stormzy e Pop Smoke. Quest’ultimo è considerato il padrino del genere: assassinato durante una rapina a Los Angeles, i suoi video colmi di prodotti di lusso sono l’esempio da seguire per i successori. Così come i testi, dove alterna pensieri per i compagni in carcere, parla dell’abuso di antidepressivi e di altre sostanze mentre mette in mostra l’immancabile grill, ovvero la copertura per i denti in argento e diamanti. In che modo questi rapper si possano permettere tali sfarzi è sempre lasciato in sospeso, volutamente: resta all’ascoltatore provare a capire se i contatti con la malavita di cui si parla nei testi sono veritieri e redditizi o se si deve tutto al successo con la musica. “Sicuramente il rap, che sia trap o drill o quello che è, riesce a stabilire un rapporto frontale tra l’artista e il suo ascoltatore. È intimo, anche se non sempre è sincero. Cioè, è comunque musica, e quindi cinema”, spiega Michele Wad Caporosso, conduttore del programma SayWaaad di Radio Deejay dedicato all’hip hop. “Alla fine è sempre quel racconto artistico della società contemporanea che nasceva nel Bronx di New York negli anni ’70”.

“Voglio andare in alto, toccare le stelle. Veniamo dal basso, quindi guardati le spalle”, canta nel suo ultimo singolo Ketama126, rapper romano oggi fra i più conosciuti artisti drill in Italia. Lui, Mambolosco, Baby Gang, Young Rame sono alcuni dei giovani che si stanno cimentando in questo nuovo genere. Con ottimi successi in termini di view e ascolti: Demone, canzone in cui il solitamente spensierato Mambolosco parla delle sue paure, ne ha quasi 500mila su YouTube, mentre il giovanissimo Baby Gang si spinge ancora oltre: in Treni racconta in modo autentico le difficoltà nel crescere in Italia come figlio di immigrati. “Ero un marocchino mangia cous cous, ora un marocchino con milioni di views”. Con 4,2 milioni di visualizzazioni per quel singolo, può dirlo senza paura di essere smentito.

Adesso che la drill si affaccia in Italia, tocca agli artisti far sì che venga rispettata. In Inghilterra, i testi drill sulla violenza e la mentalità da gang criminale sono oggetto di polemiche, ma sembra che i giovani cantanti vogliano solo raccontare ciò che vivono ogni giorno o che hanno visto in passato. “La drill è una delle ultime sfumature del rap internazionale, un sottogenere che molti non hanno ancora notato, compresi alcuni artisti che lo fanno in prima persona; è una sorta di euro-rap, cioè rap europeo, molto contaminato da influenze afro”. Conclude Caporosso. “Si tratta dei racconti delle periferie francesi, inglesi, spagnole o italiane e del disagio europeo che inizia a diventare, purtroppo, sempre più imponente, quasi da poter competere con quello americano”.

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