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La sostenibilità passa da scienza e digitale: ecco di cosa si è parlato al Wired Next Fest

La sfida della transizione energetica, i nuovi equilibri sociali ed economici post-pandemia, la lotta al cambiamento climatico: sono solo alcuni dei temi affrontati nella prima delle due giornate della tappa conclusiva del Wired Next Fest 2021, centrata sul tema della sostenibilità in concomitanza con l’uscita del numero-inchiesta di Wired sulla crisi climatica. Ospiti italiani e internazionali si sono alternati sul palco del Teatro Gerolamo di Milano, mettendo insieme musica, scienza, attivismo, imprenditorialità e tecnologia.

“Le principali urgenze che devono essere affrontate per completare la transizione digitale sono le infrastrutture di connettività come la fibra ottica, necessarie per la realizzazione della gigabit society”, ha spiegato in uno degli interventi più attesi Maximo Ibarracapo della Digital Transformation Task Force in seno al G20. Parlando della grande responsabilità delle tecnologie digitali di abbattere le barriere all’ingresso dell’economia e del mondo del lavoro, Ibarra ha identificato come decisive anche le digital skill, “che non significa solo avere persone con competenze specifiche di settore, ma più in generale vuol dire fornire ai cittadini gli strumenti culturali, le conoscenze e l’alfabetizzazione per destreggiarsi con altri interlocutori, innescando un circolo virtuoso che coinvolga anche le aziende e la società nel suo complesso”.

Dall’oncologia all’acqua, percorsi di sostenibilità

E dalla cultura della tecnologia a quella della scienza, di libero arbitrio e genetica si è discusso con Telmo Pievani, filosofo delle scienze biologiche dell’università di Padova e divulgatore. “Con la pandemia abbiamo compreso che facciamo parte di un sistema in cui ci sono anche gli agenti patogeni, e questo dà evidenza che come esseri umani siamo fragili”, ha spiegato. “Anche i tumori sono legati a mutazioni genetiche, con il genoma che però è sensibile al comportamento esterno e fa parte di un sistema evolutivo in cui le mutazioni possono fare male o bene”. Ma la nostra vita, così come le malattie che la mettono a rischio, è già determinata dal nostro dna? E che ruolo gioca il caso in tutto ciò? “Il cancro è una malattia del nostro genoma, e il genoma è il libro che viene usato per scrivere la nostra vita”, ha sintetizzato la ricercatrice Airc all’Ausl-Irccs di Reggio Emilia Alessia Ciarrocchi. “Sappiamo che le duplicazioni del dna possono essere imperfette e che l’organismo riesce a correggere molte delle mutazioni casuali, ma la statistica ci dice che con un numero elevato di duplicazioni imperfette siamo inevitabilmente esposti al rischio di tumori”.

Ancora di oncologia, e nello specifico di tumore al seno, si è parlato con la testimonial Airc Cristina Parodi: “ottobre è il mese della sensibilizzazione sul tumore al seno”, ha ricordato, “ed è una campagna importantissima perché è una patologia sempre più curabile, sulla quale occorre fare prevenzione oltre che insistere con la ricerca scientifica”. Insieme a lei sul palco, a ribadire l’importanza per le donne di prendere l’abitudine di eseguire controlli annuali, la ricercatrice Airc all’università del Piemonte Orientale Alessandra Gennari. “Attualmente in Italia 850mila donne vivono con una diagnosi di tumore, e a 10 anni dalla diagnosi l’80% è ancora in vita”, ha sottolineato. “Ciò è possibile proprio grazie a una diagnosi precoce realizzata con una campagna di screening già estremamente diffusa sul territorio”. E anche i trattamenti hanno fatto passi in avanti importanti, come dimostra il fatto che anche nei casi più gravi come il tumore metastatico l’aspettativa di sopravvivenza sia diventata superiore a 6 anni.

Dopo la salute, l’ambiente: “A oggi non conosciamo nulla degli oceani, perché ne abbiamo studiata solo una piccola parte, pari circa al 19%”, ha esordito sul palco del Wired Next Fest l’esploratore Alberto Luca Recchi. Ed è per questo che è fondamentale fare ricerca, anche per realizzare un vero modello di sostenibilità. “Conoscendo i fondali, per esempio, si possono conoscere i movimenti dei pesci, prevedere gli tsunami, migliorare le comunicazioni e le telecomunicazioni”, ha aggiunto. “Ci sono parti dei fondali completamente inesplorate, e ancora prima di conoscerle le stiamo rovinando”, tra inquinamento atmosferico che causa alterazioni climatiche, un’invasione di rifiuti plastici e la pesca non sostenibile.

“Oggi, per rappresentare a pieno la gravità della situazione e i dati sempre più critici, non si parla più di cambiamento climatico ma di emergenza climatica, ha specificato la climatologa Serena Giacomin. E se invertire la tendenza si può, il tempo che abbiamo a disposizione è sempre meno. “La formazione nelle scuole è necessaria”, ha aggiunto, “perché rende più consapevoli le generazioni future e tiene aperto un canale di comunicazione con le famiglie, perché i bambini e i ragazzi portano questi temi dentro le case”. Di acqua e ambiente si è discusso poi con il presidente di Gruppo Cap Alessandro Russo, che ha sottolineato come si stia confermando il trend degli ultimi anni con periodi di grande siccità e momenti di pioggia intensa associati a veri e propri nubifragi: “Le fognature non sono state realizzate per reggere questi eventi atmosferici estremi, e per adattarci dovremo trasformare le nostre città in città-spugna, con strumenti in grado di accogliere grandi quantità di acqua e sfruttarle al meglio”.

Fra musica e battaglie di civiltà

Anche in questo appuntamento del Wired Next Fest non poteva mancare la grande musica. Proprio in apertura di giornata si è esibita, in una performance di perfette geometrie del tuttingla dance crew di ballerini e influencer Urban Theory, che per voce di Alan Tonetti ha raccontato come per valutare il talento sia importante fornire una chance di visibilità: “Nel breve periodo il social più meritocratico è TikTok, in quanto permette potenzialmente di ottenere successo fin dal primo video senza che sia necessario avere un background già consolidato. Ma sul lungo periodo tutti i social premiano chi ha contenuti e idee da cui traspare la passione.

E se alla base del successo ci sono cose semplici come creatività, continuità, spontaneità e talento, a portare una riflessione più orientata al presente è stata la cantautrice torinese Beba: “Il periodo pandemico ha permesso di analizzare sé stessi, di fermarsi e riflettere sulla direzione di vita, artistica e non solo, da prendere”. Una trasformazione rispetto al passato che fa emergere parti di sé che rimaste nascoste troppo a lungo. Di cambiamenti e trasformazioni ha parlato anche, in chiusura di giornata, Rkomi: “La ricerca e la creazione artistica nascono dal senso di vuoto, dalla mancanza di certezze. E molto spesso, nonostante un successo passato, si riparte da una sensazione di incertezza che sprona a mettersi di nuovo in gioco e fare qualcosa di nuovo”. Altro elemento essenziale nel processo di crescita di un’artista è l’evoluzione, inteso come “la capacità di autocritica e la volontà di imparare cose mai sperimentate prima”.

Evoluzione e metamorfosi, ma sul piano etico e del diritto, sono stati invece al centro dell’incontro con l’attivista e politico Marco Cappato, tesoriere dell’associazione “Luca Coscioni”. “Davanti alla sfida della tecnologia non si può guardare al passato, ma bisogna guardare al futuro”, ha detto, “per sfruttare al meglio la tecnologia e renderla uno strumento al nostro servizio”. Oltre che di eutanasia legale e di legalizzazione della cannabis, a proposito di sostenibilità si è discusso di transizione ecologica: “Un aiuto può essere spostare le tasse dal lavoro al consumo di risorse ambientali, sulla base delle emissioni di CO2”, ha spiegato. “Tutti gli ambiziosi progetti di riduzione dell’inquinamento entro il 2030 e il 2050 si stanno dimostrando inconsistenti, perché a oggi non ci sono meccanismi vincolanti”.

La scrittrice Nadeesha Uyangoda ha invece portato sul palco un altro grande tema sociale: il razzismo. “ll movimento Black Lives Matter nasce come hashtag nel 2012 negli Stati Uniti, ed è progressivamente diventato un’organizzazione strutturata: in Italia l’antirazzismo si è diffuso come una sorta di solidarietà nei confronti degli afro-americani, restando però in sostanza confinato oltreoceano a livello di proteste”, ha spiegato. Ed è difficile parlare di razzismo in Italia anche perché si devono utilizzare termini mutuati dall’inglese, provenienti magari da un contesto sociale differente. “Il significato della parola italiana colorismo è ben lontano da quello del corrispondente termine americano, riferito alla discriminazione associata alle diverse tonalità di nero della pelle”, ha aggiunto.

Sostenibilità social e sostenibilità sociale

Vivere in un contesto sostenibile significa anche permettere ai più giovani di relazionarsi – online e offline – nel modo più sano possibile.“Gli influencer sono pericolosi soprattutto per la fascia 12-17 anni“, ha chiarito l’influencer e videomaker Il Musazzi (Stefano Musazzi), “perché possono essere più condizionati dai comportamenti e dalle abitudini di chi ha fatto successo, arrivando fino a situazioni come Instagram in cui il mercato è monopolizzato dagli influencer”. Con le sponsorizzazioni chi ha molto seguito fa soldi facili, ma spesso per ragazze e ragazzi è difficile comprendere il senso delle cifre pagate dalle aziende.

A proposito di aziende e di sostenibilità, ma in termini di filiera alimentare, ha parlato l’amministratore delegato di Pasqua Vigneti e Cantine Riccardo Pasqua. “Fondamentale è che la politica detti le linee guida, rispettando le strategie della Comunità europea affinché le aziende sviluppino la cultura della formazione e del monitoraggio della sostenibilità”, ha raccontato. “La sostenibilità economica dei progetti di sostenibilità ambientale deve tenere conto del rischio meteorologico, che può essere compensato dalla possibilità di realizzare performance produttive di alto livello”.

Di sostenibilità, clima ed energia si è discusso poi con l’amministratore delegato di E-Distribuzione Vincenzo Ranieri: “Ridurre entro il 2030 del 55% le emissioni di gas serra vuol dire che tutta la produzione da combustibili fossili dovrà essere sostituita prima possibile da produzione rinnovabile. Una trasformazione che impatta da vicino le reti di distribuzione dell’energia, che devono farsi trovare pronte ad accogliere questa nuova tipologia di energia. “I cittadini in tutto ciò non possono essere solo attori passivi”, ha aggiunto, “ma devono avere gli strumenti per poter contribuire al raggiungimento di questi obiettivi”. Mentre il direttore tecnico di Arexpo Silvia Piacentini si è concentrato sugli spazi nuovi e flessibili da abitare nel post-pandemia. “Oggi si assiste a una condivisione di spazi finalizzati alla possibilità di utilizzi simultanei e di più realtà in contemporanea”, ha detto. “La possibilità di riallocazione degli edifici nel tempo è fondamentale per potere adeguare uno spazio ai bisogni emergenti”, che necessariamente mutano nel tempo”.

Decisiva per la sostenibilità del tessuto sociale e delle famiglie, in particolare dalla pandemia in poi, è anche la quella connettività di cui ha parlato Maximo Ibarra e sulla quale ha insistito Sabino Titomanlio di Open Fiber. “Durante l’ultimo anno gli operatori di telecomunicazione hanno lavorato moltissimo per fronteggiare la domanda di connettività, con un elemento di novità rappresentato dai picchi di utilizzo della rete”. Se normalmente le reti erano dimensionate sul concetto di occupazione media, infatti, durante i lockdown si è andati oltre il 70% in più del valore medio. “La rete Open Fiber ha sopportato agevolmente il nuovo contesto”, ha precisato, “ma nel nostro paese solo il 42% degli utenti tra i 16 e i 72 anni dispone di competenze digitali, nonostante queste siano fondamentali per aumentare la consapevolezza in un numero sempre crescente di attività quotidiane”.

Ultimo atto

Il Wired Next Fest prosegue oggi pomeriggio, sabato 2 ottobre, con il gran finale dell’edizione 2021: la seconda parte della due giorni è dedicata anche in questa occasione alla sostenibilità e ai nuovi equilibri con ospiti italiani e internazionali, e segna punto d’arrivo di un festival dell’innovazione e della tecnologia lungo 6 mesi. Un percorso in cui, con giornate dedicate, sono stati affrontati temi come PlaySocial InnovationNext Generation e Life.

WNF 2021

Il Wired Next Fest, con il patrocinio del Comune di Milano e organizzato in collaborazione con Audi, è reso possibile anche grazie al supporto di alcuni partner:

Main partner: E-Distribuzione, Mastercard, Nexi, Vodafone;

Event supporter: Arexpo, Generali Italia, Gruppo Cap, Gorillas, Open Fiber, Pasqua Vigneti e Cantine;

Content Partner: Fondazione Airc;

Production: PianoB;

Technical partner: Plesh;

Collectible Design Guest: Galleria Rossana Orlandi.

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