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La televisione cinese intervista D’Alema per i 100 anni del partito comunista. Lui esalta gli “straordinari progressi” di Pechino

Elogia la Cina, che ha fatto “uscire almeno 800 milioni di persone dalla povertà”, compiendo un “risultato straordinario”, perché mai nessun Paese nella storia dell’umanità è riuscito a realizzare una così immensa trasformazione della vita delle persone”. Le parole sono di Massimo D’Alema che in un’intervista rilasciata a Roma a New China Tv – che sul canale YouTube è datata 13 giugno 2021 – sottolinea gli “straordinari” progressi compiuti dal Paese.

L’intervento dell’ex premier italiano rientra tra le tante iniziative autocelebrative presenti sui social media in occasione dei festeggiamenti di Pechino per i cento anni dalla fondazione del Partito comunista cinese ed è stata rilanciata su Twitter dalla portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying. La stessa funzionaria che in passato finita al centro delle polemiche per avere postato un video il cui montaggio manipolato lasciava intendere che nelle strade di Roma gli italiani avessero suonato l’inno cinese, intonando “Grazie Cina”, per gli aiuti ricevuti durante la prima ondata del Covid.

Former Italian PM Massimo D’Alema: “China has made an extraordinary leap towards modernity and progress, which would surely be considered as the great historical credit of the Communist Party of China,” https://t.co/UwsYIsSaie

— Hua Chunying 华春莹 (@SpokespersonCHN) June 15, 2021

D’Alema, davanti alle telecamere dell’emittente cinese, rievoca una sua visita a Pechino nel 1978, quando era segretario del giovani comunisti italiani ed elogia lo “straordinario salto verso la modernità e il progresso” compiuto dalla Cina che, sottolinea, “è il grande merito storico del Partito comunista cinese“. Per D’Alema “la cosa più importante che la Cina è riuscita a fare è fare uscire almeno 800 milioni di persone dalla povertà”.

Nell’intervista passa poi ad affrontare “i problemi del dopo pandemia”, dalla ripresa economica ai cambiamenti climatici. “Tutto questo – sostiene D’Alema– richiede una forte collaborazione internazionale, direi un salto di qualità nella collaborazione internazionale”. Il modello occidentale “è diverso dalla Cina“, rileva D’Alema. “Ma credo che lo sforzo principale debba essere quello di riprendere la via di una forte collaborazione”, conclude l’ex premier, lanciando un messaggio che appare nettamente controcorrente rispetto alle conclusioni del recente vertice del G7.

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