La Thailandia sperimenta la cannabis per i polli: carni migliori e niente antibiotici

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Dopo aver rimosso la cannabis dalla sua lista di sostanze stupefacenti, come ormai molti Stati del mondo, dall’Olanda alla California, il governo della Thailandia adesso sperimenta l’effetto sui polli, con una indagine interessante. Gli scienziati dell’Università di Chiang Mai sono infatti convinti che la cannabis potrebbe sostituire gli antibiotici nell’agricoltura commerciale come nell’allevamento di animali, grazie al fatto che riesce a rilassarli. Gli studi, tutt’ora in corso, si basano sull’evidenza che i polli nutriti con cibo integrato da cannabis, in un allevamento biologico di polli, soffrivano di meno casi di bronchite aviaria e la qualità della carne è stata giudicata superiore, in base ai profili aminoacidici e lipidici, così come la sua tenerezza, rispetto ai polli nutriti in modo convenzionale. L’”esperimento” è stato del tutto casuale. Il proprietario di una fattoria nel nord del paese, Ong-ard Panyachatiraksa, che è autorizzato a coltivare cannabis a scopo medico, non sapeva come disfarsi delle foglie extra delle piante di cannabis. Senza pensarci su troppo, ha iniziato a darli al suo allevamento di polli e poi ha invitato gli scienziati a dare un’occhiata. La scoperta è molto interessante, perché oltre alla maggior qualità della carne, potrebbe ridurre quegli antibiotici che, arrivando all’uomo attraverso la catena alimentare, sta portando all’aumento dei patogeni resistenti agli antibiotici e dunque ci sta lasciando inermi di fronte a molte patologie, note e ignote. La cannabis offrirebbe una diversa via di supporto biologico, senza contribuire al problema già dilagante. Gli scienziati del dipartimento di scienze animali e acquatiche dell’Università di Chiang Mai hanno finora studiato 1.000 polli concludendo che la cannabis potrebbe aiutare a ridurre la dipendenza degli allevatori dagli antibiotici, secondo il capo della ricerca Chompunut Lumsangkul. Non è chiaro come agisca, ma per adesso l’ipotesi è che la cannabis potrebbe migliorare la salute intestinale dei polli, rafforzando l’intero sistema immunitario, e chiaramente un pollo più sano e in forma può difendersi meglio dalle malattie. In alcuni esperimenti si è visto che i recettori CB2 delle cellule animali, se ricevono cannabidiolo, o CBD, aumentano la protezione contro l’infezione virale e la replicazione del covid-19, oltre a invertire efficacemente la reazione eccessiva del sistema immunitario stesso che era la principale causa di morte nelle infezioni da COVID-19, la così detta “tempesta di citochine”. I polli che sono stati nutriti con cannabis verranno venduti a un prezzo più alto al ristorante della fattoria, circa il doppio, come riporta la stampa americana, e sono senza alcuna traccia di THC o CBD nella carne.

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