cronaca

Le 5 stranezze che ci fanno amare Sailor Moon

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Con l’arrivo del nuovo film in due parti Pretty Guardian Sailor Moon Eternal torniamo a immergerci nella complessa mitologia della combattente che veste alla marinara, anche se ci sono diversi aspetti della sua simbologia che ancora sfuggono a definizioni univoche

Su Netflix, dal 3 giugno, sono disponibili i due film che compongono Pretty Guardian Sailor Moon Eternal e che portano a compimento il progetto Sailor Moon: Crystal, ovvero un nuovo anime che ripercorre, con una tecnica d’animazione più contemporanea e con una maggior fedeltà al fumetto, le vicende della combattente che veste alla marinara e delle sue amiche. Queste due parti, nello specifico, adattano la quarta saga del manga, che era già stata trasposta nella quarta stagione del cartone anni ’90 (Sailor Moon e il mistero dei sogni): Bunny, Chibiusa e le altre devono combattere il misterioso Circo della Luna spenta e la sua terrificante regina Nehellenia, con l’aiuto del cavallo alato Pegasus. In particolare, il doppio film permette di andare in profondità nella mitologia complessa e simbolica ideata dalla mangaka Naoko Takeushi. Mitologia non priva di grandissime bizzarrie, nelle quali spesso si perdono persino i fan più sfegatati. Vediamo di fare luce su alcuni degli aspetti più assurdi e sfuggenti:

1. L’affollamento interiore

Il concetto alla base di ogni serie di Sailor Moon, nei fumetti e soprattutto nell’anime originale, è che ogni volta ci sia un diverso clan di avversari che cerca di soggiogare la Terra assorbendo l’energia dei suoi abitanti. Nelle prime due stagioni lo fanno senza tanti preamboli, nelle altre invece i nemici cercano un particolare oggetto magico che li aiuti nell’obiettivo, e così esplorano dentro l’animo di diversi terrestri. I Death Busters sono sulle tracce del Cristallo puro del cuore, il Circo della Luna spenta invece è alla ricerca dello Specchio dei sogni, le scagnozze di Sailor Galaxia infine mirano al Seme di stella. Puntualmente, dunque, catturano un umano e lo torturano per ottenere l’oggetto magico. Ma questo significa che al nostro interno abbiamo un intero armamentario magico fra cristalli, specchi e semi luminosi. Se ogni tanto vi sentite pesanti magari è per quello.

2. Passione crossdressing

Takeuchi ha sempre voluto dipingere le sue protagoniste in continuo divenire. In questo senso si spiegano i molti personaggi che hanno un’identità di genere poco definita o cangiante, anche se spesso viene confuso e alterato dalle censure e dalle modifiche applicate alle versioni giunte in Occidente (Zackar che passa da maschio a femmina, Sailor Uranus e Neptune che sono cugine invece che amanti, le Sailor Starlight che invocano le loro sorelle gemelle dallo spazio…). I doppiaggi internazionali rendono alcune situazioni più assurde e per certi versi più ambigue di quanto non fosse nelle preoccupazioni dei censori. La verità è che raramente Takeushi lavora su “cambi di sesso” veri e propri, piuttosto preferisce esplorare la passione dei personaggi per il crossdressing: Uranus è una ragazza ma si diverte a essere scambiata per un uomo (viene chiamata anche “Daddy Haruka” a un certo punto), Occhio di pesce è un ragazzo che si veste costantemente da donna (e lo stesso farà nei fumetti il compagno Occhio di falco), così come le Sailor Starlight non sono ragazzi che si trasformano in ragazze, bensì sempre ragazze che amano vestirsi in abiti maschili. Se c’è qualcosa che Sailor Moon ha insegnato ai fan è di esprimersi in piena libertà.

3. Conigli lunari

I meno esperti della saga di Sailor Moon si domandano perché la protagonista abbia questa acconciatura così strana e perché sia spesso associata ai conigli (lo stesso suo nome occidentale, Bunny, ha quel significato). La spiegazione sta nel nome originale della ragazza, Usagi Tsukino, che si pronuncia esattamente come l’espressione “Coniglio della luna”. Questo si lega a un’antica leggenda nipponica secondo cui un coniglio, non avendo nulla da offrire a un povero viandante affamato, si gettò nelle fiamme per sfamarlo: il viandante era però una divinità che lo ripagò disegnando la sua figura immortale sulla Luna. Appunto, tradizionalmente c’è chi vede sulla superficie lunare questo profilo. Altri risvolti nella trama del manga affondano le radici nelle tradizioni giapponesi: i tre talismani di Sailor Uranus, Neptune e Pluto sono infatti una spada, uno specchio e una gemma, gli stessi oggetti che – secondo la leggenda – il primo imperatore del Giappone avrebbe ricevuto in dono dalla dea Amaterasu.

4. Che confusione divina

Accanto ai riferimenti mistici giapponesi, però, in Sailor Moon abbondano anche le citazioni della mitologia classica greco-romana. Questo ovviamente in riferimento ai vari pianeti dai quali traggono i poteri (con alcune eccezioni, dato che per esempio Sailor Mercury ha poteri acquatici perché il primo kanji del nome giapponese di quel pianeta significa proprio “acqua”). Molto spesso i riferimenti mitologici sono azzeccati, in altri si fa un po’ di confusione: tipo, nei miti greci è Selene (madre di Serenity aka Bunny) e non la figlia a innamorarsi di Endymion/Endimione, ovvero la controparte di Marzio/Milord. Un vero e proprio scambio avviene fra Sailor Pluto e Sailor Saturn: nella classicità è Plutone a essere il dio della morte mentre Saturno/Crono è quello del tempo, invece le due guerriere controllano in modo inverso questi due poteri (probabilmente perché Saturn in giapponese si pronuncia in modo simile a Satan, evocando idee di morte e distruzione). Attenzione, invece, a non pensare che anche Sailor Uranus abbia qualcosa di sbagliato: i suoi poteri, come Earth Shaking (Bomba di Urano), sembrano legati alla terra, eppure, esattamente come Urano era il dio del cielo – lei comanda i venti e scuote appunto la terra con l’aria. Semplice, no?

5. Sailor Earth

Nella fitta narrazione di Sailor Moon praticamente ogni corpo celeste ha la sua guerriera corrispondente (anche gli asteroidi principali – senza fare troppi spoiler sulla seconda parte di Eternal – hanno le loro Sailor). Ma il dubbio che ha attanagliato da sempre i fan è: e la Terra? In teoria dovrebbe esserci una Sailor Earth pronta a combattere insieme alle altre e invece nulla. Piuttosto, nell’anime e soprattutto nei fumetti, a combattere in nome del nostro pianeta c’è Milord/Endymion, che in sostanza è l’equivalente maschile di una guerriera Sailor, anche perché possiede il Cristallo d’oro che rappresenta l’anima del pianeta (e allo stesso modo tutte le guerriere Sailor hanno un cristallo corrispondente al proprio pianeta). Takeushi è stata sempre piuttosto vaga su questo punto, anche perché alcune teorie vorrebbero il Cristallo d’oro legato anche al Sole (con cui la Terra ha un rapporto privilegiato). Più probabile è che la coppia Sailor Moon-Milord (e quindi dei loro cristalli) fosse funzionale a rappresentare narrativamente il legame fra Luna e Terra. Ma anche qui – ed è questo il bello –le teorie si sprecano.

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