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Le cameriere degli hotel di Barcellona lanciano un sito “etico” per le prenotazioni

Barcellona
Ecco come appare il capoluogo della Catalogna dall’alto

Dal 2022 i turisti in arrivo a Barcellona potranno scegliere il loro hotel in base alle condizioni di lavoro di chi si occuperà delle loro camere. Basterà consultare la piattaforma di prenotazioni sviluppata da Las Kellys Cataluña, il sindacato delle cameriere di piano che in un mese ha raccolto più di 80mila euro per lanciare un sito e un’app riservati alle strutture turistiche che tutelano i loro diritti. Da quasi dieci anni Las Kellys (dal gioco di parole “las que limpian“, quelle che puliscono) denunciano casi di sfruttamento da parte di piccole e grandi strutture alberghiere e la pandemia non ha fatto che peggiorare le cose.

Alla base del progetto c’è il Sello de trabajo justo y de calidad, una certificazione approvata nel 2018 dal parlamento catalano per premiare gli hotel che rispettano il contratto collettivo del settore, le leggi sulla sicurezza e la parità salariale. Tra i requisiti, anche l’obbligo di assumere persone in situazioni di vulnerabilità e il no al passaggio del personale per agenzie esterne. Da allora, però, né il governo catalano né quello centrale spagnolo si sono impegnati per passare dalla teoria alla pratica. “Se non lo fanno loro, lo faremo noi”, ha detto a El Pais Vania Arana, la portavoce del gruppo.

La tutela dei diritti

Per Las Kellys, non sarebbe la prima volta. Lo stesso sindacato catalano nasce dall’idea di fare meglio dell’organizzazione che avrebbe dovuto effettivamente difendere i loro diritti. Las Kellys è nato prima come gruppo WhatsApp, per poi diventare un’associazione nel 2016, in risposta al peggioramento delle condizioni di lavoro nel settore. Il nocciolo duro dell’associazione è formato non solo da cameriere spagnole, ma anche da lavoratrici provenienti dall’America latina, dall’Europa orientale e dall’Africa. “Ci sono tantissime donne africane – racconta Arana -. Piacciono molto ai proprietari degli hotel perché parlano inglese. Preferiscono anche le madri single, perché sono più facili da sfruttare“.

Dal 2012, anno in cui il governo introduce una nuova riforma del lavoro, sono sempre più numerose le strutture in cui le cameriere vengono assunte tramite agenzie esterne e costrette da contratto a riordinare dalle 25 alle 30 camere per turno. Ogni turno dura circa sei ore, ma molte cameriere sono costrette a lavorarne molte di più per raggiungere il numero di stanze richiesto. Se non ci riescono, il licenziamento è dietro l’angolo.

La crisi della pandemia Covid-19

Con la pandemia, il settore del turismo si è paralizzato e molte di queste agenzie hanno deciso di chiudere i battenti, lasciando le cameriere senza nessun tipo di entrata. “Ma adesso che gli hotel hanno riaperto, la situazione è ancora peggiore“, confida la portavoce al Guardian.

Solo pochi giorni fa sull’account Twitter di Las Kellys Benidorm venivano pubblicate le foto delle condizioni in cui gli ospiti di un hotel avevano ridotto una stanza. Resti di cibo e spazzatura per terra, asciugamani sporchi abbandonati ovunque. “Hotel a quattro stelle e covid free, ma nessuno pensa a noi“, ha commentato Yolanda García, una delle cameriere dell’associazione. E precisa: “Ormai non si tratta più di pulire e mettere in ordine, ma anche di disinfettare e seguire le norme anti-Covid. Le previsioni degli imprenditori non tengono in considerazione la quantità di lavoro effettiva. Le camere ridotte così sono all’ordine del giorno“.

Molti clienti non sono rimasti indifferenti davanti a queste foto, e neanche alle segnalazioni che Las Kellys hanno diffuso sui social in tutti questi anni. “Tante persone hanno iniziato a chiederci come potessero prenotare direttamente con noi. Così è iniziato tutto” racconta la portavoce del gruppo. Oggi il crowdfunding lanciato sulla piattaforma Goteo ha superato da tempo la soglia minima dei 60mila euro e si avvicina sempre più al risultato ideale: 90mila euro per mettere in piedi il progetto, dallo sviluppo dell’app alla consulenza legale, organizzare viaggi per coinvolgere altre associazioni straniere e destinare una somma come premio per gli hotel più puliti e rispettosi al mondo.

L’altro progetto

Ma prima di guardare all’estero, Las Kellys dovranno affrontare la concorrenza interna di Fair Hotel, un portale simile ideato dall’Università di Málaga che vanta già l’approvazione del governo e il sostegno di due dei più grandi sindacati del paese. Il suo lancio era previsto più di un anno fa, ma è rimasto in cantiere finora a causa della pandemia. A differenza del servizio proposto da Las Kellys, Fair Hotel è meno sensibile alla questione delle esternalizzazioni. “Sfortunatamente, la legge lo permette“, segnala Gonzalo Fuentes, responsabile di uno dei due sindacati coinvolti, che non ha nascosto il suo scetticismo nei confronti del progetto.

La squadra di informatici che si occuperà del sito e dell’app è quasi al completo e alcune strutture ci hanno già fatto sapere di essere interessate“, racconta la portavoce de Las Kellys Barcelona a Wired. “La nostra piattaforma di prenotazioni sarà un vero e proprio cambio di paradigma“, aggiunge, spiegando anche che non esiste nessun servizio simile in circolazione. L’unica eccezione è Bookdifferent, lo spin-off di Booking dedicato al turismo sostenibile, che garantisce una selezione di hotel che “proteggono i propri dipendenti e i loro bambini da ogni forma di sfruttamento” e discriminazione. Ma Las Kellys guardano al futuro con speranza: “Siamo aperte a collaborare con artisti, associazioni, collettivi indipendenti e piccoli negozi che condividono la nostra filosofia di vita e che vogliono cambiare il mondo, iniziando da Barcellona“.

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