cronaca

Le mosse delle grandi aziende pubbliche italiane nel cloud

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Fincantieri con Amazon web services e Leonardo con Aruba e Microsoft stringono alleanze per servizi e investimenti sulla “nuvola”

(foto: JONATHAN NACKSTRAND/AFP/Getty Images)

Le aziende italiane che viaggiano nell’ecosistema della difesa si alleano con i giganti del cloud per rendere più sicure le loro reti, promuovere progetti e raggiungere alte prestazioni per affidabilità del network. A muoversi sono due player della galassia pubblica: Fincantieri, sul versante della cantieristica navale, e Leonardo, multinazionale della difesa aerospaziale a tutto tondo. Mosse che anticipano la scelta del governo Draghi di indire presto una gara aperta per affidare a un operatore dati e applicazioni dei 180 enti pubblici più importanti d’Italia. Lo ha rivelato Repubblica che ha reso noto le scelte del ministro dell’Innovazione, Vittorio Colao: creare un Polo strategico nazionale (Psn) che entro il 2022 possa mettere in sicurezza le infrastrutture informatiche della pubblica amministrazione.

Chi si è portato avanti di partnership ne ha già annunciate molte nel 2021, anno in cui l’industria del cloud è destinata a muovere oltre 320 miliardi di dollari nel mondo tra servizi programmi e piattaforme offerte sulla nuvola. Un record destinato presto a essere battuto: secondo la società di consulenza Gartner nel 2022 si sfiorerà la soglia dei 400 miliardi di dollari di giro d’affari.

Fincantieri scommette su Aws di Bezos

Fincantieri a maggio ha presentato la sua alleanza con Amazon web services, il braccio cloud del colosso di Jeff Bezos. Le due società hanno siglato un accordo di cooperazione “per accelerare l’innovazione digitale e lo sviluppo tecnologico del Paese” nell’ambito del programma Italia Digitale 2026. La collaborazione, è stato spiegato, “vedrà un’integrazione tra le capacità del gruppo Fincantieri nei settori della difesa, dell’elettronica, della sistemistica avanzata, dell’information technology e della cybersecurity, con l’esperienza di Aws nel supportare istituzioni, grandi aziende, pmi e startup, nei processi di innovazione” grazie al cloud. 

“Insieme – ha spiegato l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono – avremo l’opportunità di mettere a disposizione il patrimonio di competenze, esperienza e formazione di entrambi a supporto delle iniziative promosse dal governo, tra cui spiccano la modernizzazione della pubblica amministrazione, la cybersecurity, e l’intelligenza artificiale”.

Le scelte di Leonardo: Microsoft e Aruba

Sempre nell’ottica di migliorare la sicurezza delle reti italiane, anche Leonardo ha stretto un’alleanza con un big statunitense del settore: Microsoft. Le due aziende, sempre a fine maggio, hanno annunciato la volontà di collaborare alla realizzazione di progetti per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione e per le infrastrutture critiche nazionali, garantendo sicurezza di dati e utilizzo di cloud computing.

Leonardo, ha sottolineato l’ad della società, Alessandro Profumo, mette “le proprie competenze e tecnologie al servizio di una digitalizzazione capillare dei servizi essenziali del Paese e consolida il suo ruolo di riferimento per la protezione e l’inviolabilità dei dati degli italiani e della Pa, per sostenere la cittadinanza digitale e l’open government”, ha detto.

La società aerospaziale di cui è azionista al 30% il ministero dell’Economia studia con Ericsson come sfruttare il 5G per potenziare la sicurezza dell’industria e  e ha scelto il provider cloud italiano Aruba per commercializzare soluzioni sulla nuvola in Italia e in Europa. L’obiettivo della partnership è integrare i servizi di sicurezza cyber di Leonardo con il cloud di Aruba per offrire soluzioni cloud altamente affidabili, scalabili e ad elevate prestazioni a grandi aziende e organizzazioni, infrastrutture critiche nazionali (Cni), pubblica amministrazione e difesa nel rispetto dei regolamenti europei sulla privacy. 

Anche Euronetx (con Cdp) sceglie Aruba

Fuori dai radar della difesa, anche la finanza guarda al cloud italiano per mettere in sicurezza le proprie infrastrutture tecnologiche. Euronetx, la società che controlla le borse di Parigi, Amsterdam, Milano, Bruxelles, Lisbona, Oslo e Dublino e che ha Cassa depositi e prestiti tra i suoi azionisti (7,32%) ha individuato proprio nel polo di Bergamo di Aruba il partner giusto per mettere al sicuro l’impianto tecnologico dei mercati finanziari di mezza Europa. “Il data center rappresenta il cuore di tutta l’attività di trading e avrà un ruolo essenziale nel riportare l’Italia al centro della finanza europea”, ha chiosato l’ad di Euronext, Stéphane Boujnah.

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