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Le novità dell’anno e i progetti sostenuti dall’iniziativa, tra cui una nuova attività per donare cibo alle famiglie in difficoltà promossa per la prima volta in Italia: si tratta di un intervento “pilota” che partirà a Milano nel 2022

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Secondo il rapporto pubblicato dalla FAO The State of Food Security and Nutrition, sono 811 milioni le persone che ne soffrono a causa di guerre, cambiamenti climatici e disuguaglianze. In Italia, pur con forme diverse, 5,6 milioni nel 2020 sono in povertà assoluta (dato Istat) e vivono in una condizione di insicurezza alimentare.

Immaginate un mondo in cui chi ce l’ha può donare cibo alle famiglie in difficoltà e in cui il circolo virtuoso arriva a eliminare la malnutrizione. È il futuro a cui aspira l’iniziativa “Ristoranti contro la fame”, quest’anno alla settima edizione.

Donare cibo alle famiglie in difficoltà con Ristoranti contro la fame

donare cibo

(Getty Images)

Il progetto, che prenderà concretamente il via il 16 ottobre, in occasione della Giornata mondiale dell’Alimentazione, è promosso da Azione contro la Fame (organizzazione umanitaria specializzata nella lotta alla fame e alla malnutrizione) e coinvolge i ristoranti per donare cibo alle persone più vulnerabili, in Italia e nel mondo. In questi anni hanno partecipato più di 700 attività della ristorazione italiana e l’iniziativa ha raggiunto, complessivamente, oltre 500.000 persone.

Nel corso di questa edizione, che si concluderà il 31 dicembre, i clienti dei ristoranti che aderiranno all’iniziativa potranno donare due euro con l’acquisto di un “piatto solidale”, 50 centesimi scegliendo una “pizza solidale” e altrettanti consumando una bottiglia d’acqua. Sarà l’occasione per tornare a godere del piacere di un pranzo o di una cena in totale sicurezza, contribuendo, da un lato, al rilancio della ristorazione e, dall’altro, all’impegno per liberare il mondo dalla fame.

Il progetto in Italia

In parallelo l’attività pilota “Dall’emergenza all’autonomia” mira a contrastare l’insicurezza alimentare nel nostro Paese. L’intervento, nella sua prima fase, coinvolgerà 50 famiglie vulnerabili della periferia di Milano, per un totale di 250 persone, già nel 2022. L’obiettivo dell’organizzazione è quello di estendere l’iniziativa anche in altri territori.

Saranno tre i cardini del progetto: un contributo alla spesa settimanale, per fornire un supporto nutrizionale immediato; la promozione di una educazione alimentare allo scopo di favorire tra i beneficiari l’adozione di una dieta sana ed equilibrata; la formazione per migliorare le capacità personali, sociali e professionali utili per favorire l’autonomia e, così, la sicurezza alimentare a lungo termine. “Dall’emergenza all’autonomia” riserverà una particolare attenzione alle famiglie con due o più figli (soprattutto con bambini con età inferiore ai 5 anni), con donne in gravidanza o neomamme, con genitori disoccupati o impegnati in lavori occasionali.

Le attività nel mondo

Le attività sul campo che saranno sostenute dall’organizzazione attraverso “Ristoranti contro la fame” si svolgeranno quest’anno anche in Sahel, Libano, India.

In Sahel l’organizzazione sosterrà l’intelligenza artificiale per contrastare i cambiamenti climatici con un progetto che combina le immagini satellitari e i dati raccolti dai pastori per monitorare la siccità e guidare gli allevatori verso pascoli migliori. In India, Azione contro la Fame darà seguito alla realizzazione degli “orti giardino”, pensati per libere i più vulnerabili dall’insicurezza alimentare, proiettandoli verso l’autosufficienza. Ancora, in Libano, il network si occuperà del sostentamento delle comunità di rifugiati con l’accesso ai beni di prima necessità.

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«Come per altri settori strategici dell’economia italiana, l’impatto del Covid-19 si è fatto sentire anche nell’ambito del comparto della ristorazione – ha dichiarato Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la Fame – Eppure, i ‘Ristoranti contro la Fame’, anche quest’anno, non si sono tirati indietro e sono ancora pronti a lavorare al nostro fianco per dare cibo a chi non ce l’ha. Gli italiani, oggi, hanno un motivo in più per pranzare o cenare al ristorante o in pizzeria: la solidarietà. Recarsi in uno dei locali aderenti diventa non solo un’opportunità per dare cibo ed alimenti terapeutici ai bambini malnutriti nel Sud mondo ma anche un modo per consentire alle famiglie più vulnerabili del nostro Paese di sconfiggere la fame».

iO Donna ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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