La lettera di 127 magistrati con 10 proposte «a costo zero»

Una lettera aperta alla ministra della Giustizia Marta Cartabia, per sottoporre alla sua attenzione 10 proposte di riforma «a costo zero» sul processo penale, toccando anche i “nodi” della prescrizione, delle impugnazioni e delle depenalizzazioni. A firmarla sono 127 magistrati in servizio in tutta Italia: l’iniziativa ha preso corpo attraverso un dibattito sulle mailing list delle toghe. «Siamo un gruppo di magistrati che lavorano ogni giorno, tra mille difficoltà, negli uffici giudiziari – si legge nel documento trasmesso alla Guardasigilli – lo facciamo in silenzio, con “disciplina e onore”, nella consapevolezza di rappresentare, per i tanti cittadini che si rivolgono a noi, l’Istituzione statale alla quale si chiede di riparare torti. Sappiamo che non spetta a noi il compito di legiferare, ma, in qualità di operatori del diritto, ci sentiamo in dovere di suggerire 10 interventi legislativi, a costo zero, che consentirebbero, a nostro avviso, di accelerare non poco i processi penali».

In particolare, dopo la relazione della Commissione Lattanzi, incaricata dalla ministra di studiare soluzioni per la riforma del processo penale, i 127 magistrati, «pur apprezzando alcune proposte che sono state formulate», affermano di temere «che, dopo le tante riforme di questi anni, anche quella legata al riconoscimento delle risorse economiche del “Recovery fund” possa costituire l’ennesima “occasione mancata” per incidere in maniera davvero efficace e significativa su quelle norme dei nostri codici di rito che rallentano in maniera del tutto ingiustificata i processi penali, frustrando le istanze di giustizia dei cittadini». Inoltre, si legge ancora nel documento, «siamo convinti che, a seguito dei recenti scandali che, pur non riguardando la stragrande maggioranza di noi, hanno gettato discredito sull’intera magistratura, occorre ricostruire un rapporto di fiducia con i cittadini che parta dalla risoluzione dei loro problemi reali».

Per questo, con le 10 proposte avanzate alla titolare del dicastero di via Arenula, i 127 magistrati firmatari del documento chiedono di «razionalizzare il sistema delle notifiche (prevedendo la domiciliazione ex lege dell’imputato presso il difensore di fiducia, come nel processo civile», «introdurre l’archiviazione dei procedimenti a carico degli irreperibili (stabilendo che il pm possa esercitare l’azione penale soltanto qualora sussistano le condizioni per procedere in assenza), «prevedere la possibilità di emettere sentenza di non luogo a procedere ex art. 425 cpp, in tutti i casi in cui il gup ritenga improbabile che l’imputato, in caso di rinvio a giudizio, possa essere condannato», «prevedere il giudizio abbreviato come giudizio “ordinario” (e che il dibattimento debba essere richiesto dall’imputato personalmente o dal difensore munito di procura speciale» e che «il patteggiamento possa essere chiesto senza limiti di pena e di tempo (anche nel corso del dibattimento, in modo da limitare i casi in cui il giudice deve motivare la sentenza di primo grado e l’imputato possa proporre appello)».

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