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L’editoriale del direttore – Arriva la prima edizione italiana di AD 100: i «Game Changers»

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Non è una classifica. E però, se un giornale pubblica un elenco, per quanto ampio sia, si prende la responsabilità delle sue scelte: che è poi il nostro mestiere, perché sulla carta (al contrario di quanto avviene nel mondo digitale) lo spazio non è infinito, ed editare vuol dire appunto decidere cosa mettere in pagina e cosa no, prendendosene responsabilità ed eventualmente meriti.

In questa prima edizione italiana di AD 100, format molto popolare presso alcune delle nostre edizioni internazionali, abbiamo quindi fatto delle scelte. Con un’avvertenza. Non volevamo, come avviene altrove, mettere in fila i migliori designer, architetti e professionisti dell’arredo – di queste liste ne sono state compilate a sufficienza e bene.

Abbiamo piuttosto riflettuto sul fatto che, essendo anche il settore di cui si occupa AD immerso in una radicale trasformazione, avesse senso lavorare su un elenco di persone che, in forme e discipline diverse, stessero cambiando le regole del gioco: 100 game changers.

The Sandbox, Hong Kong

Piattaforme multimediali. Digital art, Nft. Diversità, inclusività, sostenibilità. Video-making. Stampa 3D. Architettura green, e perché no flower design. Do It Yourself.

Gallerie al confine tra diverse discipline e mestieri. Social media, persino il gaming. Delle persone che qui lavorano, il cui pensiero sta cambiando radicalmente il modo di concepire il progetto e di raccontarlo: sono le loro le 100 storie che pubblichiamo questo mese.

Bianca Felicori, @forgotten_architecture

È una lista per sua stessa essenza non definitiva, perché traccia un territorio che si trasforma di continuo, i confini sono mobili o neanche esistono. Ma è un tentativo di disegnare una mappa per cominciare a orientarsi in questo nuovo paesaggio, e un utile strumento di lavoro per chi è a caccia di talenti.

E un game changer è senza dubbio Francesco Risso, direttore creativo della maison Marni, che nel suo lavoro usa libertà e poesia, come chi conosce le regole e per questo può permettersi di infrangerle. È quello che fa anche nella sua casa, tutta dipinta a mano, a tinte accese, nel corso del lockdown. Giusto il tempo di pubblicarla nel servizio di copertina di questo numero che probabilmente è già cambiata – per inseguire lo spirito del tempo, o il prossimo sogno.

D’altronde, parafrasando, non si entra mai due volte nella stessa casa.

Scopri di più nel prossimo numero di AD, in edicola dall’8 giugno.

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