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Leonardo, perché si sciopera nella fabbrica degli F-35?

Botta e risposta fra sindacati e azienda sulle agitazioni nello stabilimento di Cameri (Novara) che assembla di F-35

“Premio produzione dimezzato e senza preavviso”, i dipendenti di Cameri di Leonardo Velivoli non ci stanno.

Circa 300 lavoratori dello stabilimento di Cameri, nel novarese, del gruppo Leonardo Velivoli hanno manifestato davanti ai cancelli della fabbrica, che si trova all’interno della base aerea di Cameri.

Si tratta dell’unico sito in Europa specializzato nell’assemblaggio e nel collaudo dei cacciabombardieri F- 35. Cameri dà lavoro a circa 110 persone.

La protesta è nata dall’annuncio ufficioso del taglio del 45% del premio di produzione che dovrebbe essere applicato già nella busta paga di luglio, con una riduzione di circa 1500 euro.

Lo stato di agitazione ha avuto inizio lo scorso 26 maggio. A sostenere lo sciopero tutte le sigle sindacali: Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Fismic-Confsal e Uilm-Uil.

La protesta è iniziata con il blocco degli straordinari e con un fermo di due ore per turno nelle giornate di lunedì e mercoledì di questa settimana. Giovedì invece lo sciopero generale fino alle 17.30 in concomitanza con l’incontro tra le rappresentanze sindacali e l’azienda guidata da Alessandro Profumo.

“Il premio di risultato — ha replicato l’ex Finmeccanica in una nota — è un’erogazione variabile aggiuntiva alla retribuzione ordinaria dei lavoratori normalmente definita in funzione dei risultati economico-finanziari e del livello di raggiungimento degli obiettivi industriali”.

Tutti i dettagli.

LO STATO DI AGITAZIONE NELLO STABILIMENTO DI CAMERI LEONARDO VELIVOLI

“Lo stato di agitazione ha avuto inizio lo scorso 26 maggio dopo che, in modo non ufficiale, siamo stati informati che il pdr sarebbe stato decurtato del 45%”, ha spiegato Antonio Martellotto, esponente di Fismic alla Voce di Novara. “Abbiamo iniziato con il blocco degli straordinari e lunedì e mercoledì con un fermo di due ore nel primo turno, dalle 11.30 alle 13.30 e nel secondo, dalle 14 alle 16. Giovedì lo sciopero totale fino alle 17.30”.

LA POSIZIONE DELL’EX FINMECCANICA

Nella giornata del 16 giugno il gruppo guidato da Alessandro Profumo ha inviato una nota ai sindacati.

“Il premio di risultato — si legge nella nota — è un’erogazione variabile aggiuntiva alla retribuzione ordinaria dei lavoratori normalmente definita in funzione dei risultati economico-finanziari e del livello di raggiungimento degli obiettivi industriali. Per Leonardo, come per tutto il settore industriale, il 2020 è stato un anno di straordinaria emergenza legata al Covid-19, nel quale l’azienda, in un percorso di costante dialogo con le organizzazioni sindacali, ha rinunciato al ricorso ad ammortizzatori sociali, evitato qualsiasi riduzione di reddito in capo ai lavoratori e gestito con iniziative solidali la contrazione temporanea dei carichi di lavoro negli stabilimenti del gruppo più impattati dall’emergenza pandemica.

RINNOVATO L’ACCORDO INTEGRATIVO

Leonardo fa inoltre sapere che a fine maggio si è “rinnovato l’accordo integrativo aziendale per il 2021-2022, che ha definito incrementi economici sia del valore teorico massimo del premio previsto per le varie divisioni sia di alcuni elementi fissi della retribuzione”.

LA REPLICA DI FISMIC CONFSAL

Alla nota di Leonardo ha risposto intanto il 16 giugno la Fismic Confsal.

Il sindacato “pur consapevole che i dati relativi al Premio di Risultato su indicatori economici-finanziari sono per definizione variabili, ritiene che le situazioni straordinarie non possano essere affrontate con strumenti di carattere ordinario. Avevamo chiesto all’azienda e continuiamo ancora a farlo, di verificare la possibilità di raggiungere un compromesso accettabile come fatto in altre multinazionali che pur non raggiungendo i parametri per l’erogazione del Premio 2020 hanno contrattato con le OO.SS erogazioni una tantum per riconoscere i sacrifici che i lavoratori hanno sostenuto facendo la loro parte anche in periodo di pandemia”.

“In particolare in Leonardo — sottolinea Fismic Confsal — in situazioni di emergenza sanitaria molti lavoratori non si sono fermati, rispondendo anche alla richiesta di lavoro straordinario, e contribuendo così facendo agli impegni di carattere produttivo nel rispetto dei tempi e delle commesse che l’azienda doveva e dovrà onorare, questo ci sembra un riconoscimento più che dovuto”.

LA RICHIESTA DEL SINDACATO

Pertanto “la Fismic Confsal ritiene però queste misure non ancora sufficienti per fare tornare serenità tra i lavoratori del Gruppo ed invita l’azienda ad una riflessione di merito urgente ed in tempi utili prima dell’erogazione in busta paga nel mese di luglio, perché solo con la soddisfazione del lavoratori si possono affrontare in maniera efficace e partecipativa le difficili sfide che il momento socio-economico richiede. Si concluda al più presto e positivamente questa spiacevole vicenda, e ci si concentri sull’approvazione dell’ipotesi di accordo dell’integrativo Leonardo, che dopo un difficile e prolungato negoziato ha portato elementi vantaggiosi sia di carattere economico che normativo che i lavoratori devono giudicare senza distrazioni e in serenità”.

IL RUOLO DELLA FACO DI CAMERI

Ricordiamo infine che la struttura gestita da Leonardo a Cameri è l’unico sito di assemblaggio e checkout finale per gli F-35 in Europa.

L’Italia è partner di livello 2 del programma F-35 Joint Strike Fighter con l’impegno di acquistare 90 F-35 (ridotti nel 2012 dagli iniziali 131).

Come aveva sottolineato Aurelio Giansiracusa su AresDifesa, “lo stabilimento di Cameri è in grado di eseguire lavorazioni a livello industriale tecnologicamente avanzate, rappresentando il principale polo ingegneristico-manutentivo e logistico dell’Aeronautica Militare per velivoli di elevate prestazioni (fast jet)”.

Come segnalava La Stampa “a Cameri si è creata una filiera industriale per la realizzazione del programma F-35, che nel 2019 ha prodotto 63 milioni di euro di export per le aziende italiane, in crescita rispetto ai 20 del 2018”.

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