cronaca

L’India ha iniziato a censurare i post che criticano la sua gestione della pandemia

Il governo di Delhi vuole togliere di mezzo i contenuti che parlano della cattiva gestione della pandemia nel subcontinente. Diversi utenti che hanno chiesto aiuto e bombole di ossigeno tramite Twitter, WhatsApp o Telegram sono stati minacciati o denunciati

Mentre l’India sta affrontando la seconda ondata della pandemia di coronavirus, il suo sistema sanitario è in ginocchio e il paese è costellato di pire funebri che bruciano i corpi dei defunti nei crematori, il governo di Delhi vuole mettere in atto una massiccia censura dei fatti sul web.

Secondo quanto riferito, tra gli altri, dal New York Times, dal Wall Street Journal e dallo stesso Times of India, la scorsa settimana il governo indiano ha ordinato a Twitter di bloccare le visualizzazioni di 53 tweet in tutto il paese. Successivamente anche da Facebook, Instagram e YouTube sono stati rimossi dei post critici nei confronti delle mancanze nella gestione dell’emergenza da parte delle istituzioni indiane.

Come se non bastasse, i gestori dei gruppi WhatsApp e Telegram creati per aiutare le persone a trovare l’ossigeno e i letti negli ospedali, hanno segnalato un elevato numero di minacce ricevute per costringerli a chiudere i gruppi. È successo anche che la polizia dello stato dell’Uttar Pradesh abbia denunciato un uomo che tramite un tweet chiedeva aiuto per trovare dell’ossigeno per il nonno malato di Covid-19 e in fin di vita. L’accusa è stata quella di “diffusione di informazioni fuorvianti”.

Non è però la prima volta che il governo di Nuova Delhi ha cercato di censurare i discorsi online. Nel 2012, prima che il primo ministro Narendra Modi salisse al potere, il partito al governo, la United Progressive Alliance, ordinò ai provider di servizi internet di bloccare diversi account Twitter appartenenti ad alcuni avversari politici. In tempi molto più recenti, a febbraio di quest’anno, l’attuale governo indiano aveva intimato a Twitter di rimuovere 250 tweet che criticavano la risposta governativa alle enormi proteste degli agricoltori.

In una nota non firmata il ministero dell’It indiano ha fatto sapere che il “governo accoglie critiche, autentiche richieste di aiuto e suggerimenti nella lotta collettiva contro Covid-19[…][…]ma è necessario agire contro quegli utenti che stanno abusando dei social media durante questa grave crisi umanitaria per scopi non etici”, giustificando così la censura.

Se Twitter ha rivelato pubblicamente i dettagli dell’ordine ricevuto dal ministero indiano, nessuno tra Facebook, Instagram o Google ha commentato pubblicamente la riportata censura che sta avvenendo sulle loro piattaforme in India.

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