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LOL: chi ride è fuori è lo show dalla risata scema e liberatoria che ci voleva proprio

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Il format originale è giapponese e si basa sul luogo comune secondo il quale i comici non ridono mai alle battute dei colleghi. Il nuovo esilarante show di Amazon Prime Video – senza alcuni riferimento alla pandemia, alla crisi e alla politica – è ciò di cui abbiamo bisogno




Per il lungo weekend pasquale appena trascorso in zona rossa fortunatamente le piattaforme di streaming ci sono venute incontro con serie (The Serpent su Netflix) e show degni di nota. In particolare, l’attenzione di molti è andata sul leggerissimo prodotto Amazon Original dal titolo LOL: chi ride è fuori (su Prime Video, appunto), parecchio pubblicizzato già nei break di Sanremo. Il format (di origine giapponese, sempre su Prime si può vedere la versione francese, messicana, tedesca e persino australiana) è molto semplice ed efficace. Dieci comici di diversa estrazione e genere vengono rinchiusi per sei ore in una stanza-palco e si devono intrattenere l’uno con l’altro,  con l’obiettivo di far ridere i colleghi senza però mai ridere delle battute altrui.

Comici molto diversi tra loro, dicevamo: ci sono gli youtuber che si stanno spostando verso la tv Frank Matano, Ciro e Fru dei The Jackal; gli stand-up comedian Michela Giraud e Luca Ravenna; i teatranti Lillo e Caterina Guzzanti; i nazionalpopolari Pintus e Katia Follesa; l’outsider del surrealismo Elio di Elio e le Storie Tese. Ognuno, ovviamente, adotta una propria strategia che non vi riveliamo per non spoilerare la risata. Lo show gioca su un vecchia e consolidata convinzione, cioè quella che i comici raramente ridono delle battute dei loro colleghi. Più esperti e preparati sono, più conoscono i meccanismi della risata, la dinamica della battuta, il climax e lo spostamento di senso. Quindi, il trucco è puntare su quella che tecnicamente possiamo definire la stupidera, cioè la comicità bambinesca, scema, un po’ gratuita e spiazzante, che gioca su una fisicità esasperata. Gli americani la chiamano “slapstick”.

È evidente che di fronte a questo tipo di umorismo la platea rischia di dividersi in due: chi piange dal ridere (come l’autore del pezzo) e chi invece resta totalmente indifferente. La risata rimane una delle cose più soggettive di sempre e in questi giorni sui social si possono trovare molte discussioni tra fan del programma e i più sofisticati detrattori.


Lo show, comunque, funziona molto bene, merito anche di un montaggio e una regia puntuali, e di un cast bene assortito. Per il sottoscritto qualsiasi trovata di Lillo e di Elio scatena la risata in automatico, però anche personaggi come Pintus – su cui mai avevo riso in passato – riescono ad essere divertenti. Oltre alle battute e alle gag, c’è poi la risata che viene dall’osservazione di chi fa di tutto per non ridere: anche qui ci sono varie tecniche messe in campo, da un sorta di pratica zen di Caterina Guzzanti al correre e sudare in lungo e in largo di Frank Matano alla ginnastica facciale di Lillo.

Per quanto riguarda la conduzione: di base è una non-conduzione affidata a Fedez e Mara Maionchi, i quali da un banco di regia con 10 schermi devono sorvegliare chi ride e quindi ammonirlo (dopo due ammonizioni è espulso) e talvolta forzare un po’ il gioco, chiamando sul palco il tal comico a fare uno sketch. Fedez si sganascia da ridere insieme a Mara Maionchi; poi, quando entra nel teatro per annunciare le ammonizioni/espulsioni, fa quello serissimo (e ingessato).

Dopo il costosissimo flop del reality Celebrity Hunted (sempre con Fedez), Amazon Prime riesce a colpire nel segno, generando risate e buzz in rete. Sulla piattaforma sono presenti i primi quattro episodi (dalla durata di 30 minuti ciascuno), mentre gli ultiim due verranno rilasciati l’8 di aprile. In un periodo come questo una risata liberatoria, senza alcun riferimento alla pandemia, alla crisi e alla politica, ci vuole proprio. Peccato, LOL: chi ride è fuori poteva durare di più, ma forse è meglio così.

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