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Mangiare sano a domicilio, da moda a modello di business: la startup italiana Nutribees diventa una case history

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Con la pandemia a causa delle chiusure delle attività di ristorazione sempre più persone hanno fatto quindi affidamento ad app e siti di food delivery, sia per non dover uscire per andare al supermercato, sia per mangiare piatti appetitosi senza dover cucinare. Hamburger, pizze, cibi etnici: la scelta è ampia.

Ma cosa ordinare online se si vuole stare attenti alla linea? Magari gustando anche piatti di chef stellati?

Per rispondere a queste domande, nel 2017 a Milano un gruppo di ragazzi ha dato vita a Nutribees, la startup nata con l’obiettivo di rendere più facile mangiare in modo equilibrato senza dover andare a fare la spesa. Seguire i trend nutrizionali, personalizzare i menù e ricevere a casa piatti pronti da riscaldare, realizzati con ricette fatte solo di prodotti freschi e gustosi.

 

 

Ogni settimana i clienti possono scegliere sul web tra oltre 40 piatti proposti, facendoseli spedire direttamente a casa con appositi box refrigerati in atmosfera modificata che permettono di conservare gli alimenti in frigo fino a 15 giorni, come se fossero stati appena cucinati.

 

La storia – “Siamo partiti con poche ricette, ma in quattro anni siamo arrivati a spedire 10mila piatti a settimana in tutta Italia”, racconta Giovanni Menozzi, fondatore di Nutribees insieme a un suo ex compagno di università, Marco Villani. “L’idea è nata in modo un po’ particolare – raccontano i due co-founder – lavoravamo uno in Italia in una società di consulenza, l’altro a Giacarta, in Indonesia. Volevamo fare qualcosa di diverso da quello che era il paradigma tradizionale del food delivery”.  Marco e Giovanni si sono così lasciati ispirare dal modello della società newyorchese Freshly, offrendo un servizio di “healthy food delivery innovativo”.

 

 

Sui Social – “Sul nostro sito il cliente ha la possibilità di iniziare la propria esperienza di servizio attraverso un test nutrizionale gratuito”, spiega la marketing manager di Nutribees Valentina Ferlenga. “Grazie a Facebook e Instagram abbiamo potuto raggiungere molte persone, soprattutto durante il lockdown. Per le piccole e medie imprese – prosegue – questi social sono fondamentali per continuare ad avere un rapporto costante con loro. Attraverso la chat di Fb o i direct message di Instagram il cliente ha la possibilità di risolvere i propri dubbi, attraverso un canale che è molto meno formale di una mail o di una telefonata. Quindi anche il customer service si è innovato tantissimo attraverso questi canali”.

 

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