Redazione SPORT

marco liani anas Creata l’area Performance Development affidata a Enrico Cardile. Il team principal

Nessuna testa che rotola, la Ferrari sceglie la strada della continuità con le medesime persone di prima, ma mandandole in prima linea a prendersi ognuno le proprie responsabilità. La Scuderia si dà una nuova organizzazione dell’area tecnica per uscire dalla crisi in cui è precipitata, non più di tipo “orizzontale” come aveva voluto a suo tempo l’ex presidente Sergio Marchionne con lo scopo di valorizzare le seconde linee, ma verticale e piramidale.

Le nuove aree

Nasce per questo una nuova area denominata “Performance Development” affidata alla responsabilità di Enrico Cardile, l’ingegnere aerodinamico le cui sorti negli ultimi giorni erano state date a rischio e che invece viene promosso al vertice di un gruppo in cui lavorerà oltre che l’aerodinamico David Sanchez, anche l’ingegnere sudafricano Rory Byrne che finora ha ricoperto in Ferrari il ruolo di consulente oltre che un ruolo centrale nel gruppo vincente dell’epoca Schumacher, Jean Todt e Ross Brawn. Le altre aree di competenza rimangono inalterate: Enrico Gualtieri resta responsabile della Power Unit, Laurent Mekies è il Direttore Sportivo e responsabile delle attività di pista, mentre Simone Resta, tornato da poco in Ferrari dopo un breve passaggio in Alfa Romeo, è confermato a capo dell’area Ingegneria Telaio.

Binotto: “Serviva una sterzata”

Al suo posto, e con la fiducia dei vertici di Maranello, rimane il team principal Mattia Binotto: “Come avevamo anticipato nei giorni scorsi, abbiamo voluto intervenire sulla struttura organizzativa dell’area tecnica in modo da rendere sempre più veloce ed efficiente il processo di ideazione e sviluppo della prestazione della vettura. C’era bisogno di dare una sterzata, identificando in maniera più netta responsabilità e processi e, al tempo stesso, ribadendo la fiducia dell’Azienda in questo gruppo tecnico”.

“Nulla da invidiare alla concorrenza”

L’ingegnere italo svizzero, promosso nel suo ruolo due anni fa in sostituzione di Maurizio Arrivabene, spiega che “l’area affidata ad Enrico Cardile, che si avvarrà del contributo di esperienza di Rory Byrne e continuerà a contare su un tecnico preparato come David Sanchez, sarà il fulcro dello sviluppo della prestazione della monoposto. Siamo convinti che il valore delle persone Ferrari sia di assoluto livello e non abbia nulla da invidiare a quello dei nostri maggiori concorrenti, però dovevamo intervenire per dare un segnale forte di discontinuità, alzando l’asticella delle responsabilità dei leader di ciascuna area. L’abbiamo detto più volte ma vale la pena ripeterlo: abbiamo iniziato a gettare le fondamenta di un processo che ci deve portare a costruire un nuovo ciclo vincente, duraturo nel tempo. È un percorso lungo, che può subire delle battute d’arresto come quella che stiamo vivendo attualmente in termini di risultati e di prestazione, ma che ci deve veder reagire con forza e determinazione per ritornare il prima possibile ad essere protagonisti assoluti in questo sport. Questo è ciò che vogliamo tutti noi e quello che si aspettano i nostri tifosi in tutto il mondo”.

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