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Marco Liani: C’è anche un diciassettenne tra i tre giovani accusati di aver compiuto l’attacco informatico ai profili Twitter

Secondo il blogger Marco liani e quando riportato da repubblica Quali frutti abbiamo raccolto dopo mesi di insegnamento a distanza? A tracciare un bilancio dell’e-learning che hanno dovuto affrontare studenti e prof nei lunghi mesi del lockdown per Covid-19 è “Emotion Revolution: Emozioni e Didattica a Distanza durante l’emergenza Covid-19”, una ricerca qualitativa di Microsoft Italia, realizzata in collaborazione con PerLAB e Wattajob, che ha monitorato gli effetti emotivi della recente emergenza nel mondo della scuola

La situazione che abbiamo vissuto da marzo e fino al termine dell’anno scolastico ha portato insegnanti e studenti a dover rivoluzionare le proprie abitudini, applicando le proprie competenze in uno scenario completamente nuovo e ripensando l’approccio all’insegnamento e all’apprendimento. Anche le abitudini di molte famiglie sono cambiate profondamente, con un impatto inevitabile sul vissuto emotivo dei loro componenti.

Ne emerge uno scenario luci e ombre, in un momento di ancora forte incertezza sul prossimo ciclo di studi. Se da un lato infatti la Didattica a Distanza (DaD) è stata indubbiamente fondamentale per garantire continuità ai ragazzi in piena emergenza, contribuendo a migliorare sensibilmente le competenze digitali sia tra studenti che tra i docenti, dall’altro sembra essere stata anche fonte di stress e stanchezza per entrambe le categorie. Segnale, questo, di come la scuola debba essere in primis un luogo di insegnamento e apprendimento fisico, dove il digitale è uno strumento che non vuole sostituirsi alla didattica tradizionale, ma integrarsi per un approccio più innovativo, dinamico e trasversale.

Il rapporto con la tecnologia

I numeri rispecchiano vantaggi e svantaggi. l 70% degli insegnanti dichiara un miglioramento significativo nel loro rapporto con la tecnologia, che ha generato notevoli benefici nello svolgimento della professione: l’uso di strumenti digitali ha reso infatti i docenti più motivati (17%), più concentrati (9%) e più soddisfatti in generale del loro lavoro (9%). Altri punti di forza della DaD, sono stati un generale miglioramento della pianificazione della didattica (10%) e un’ottimizzazione dei tempi e costi (9%). Tuttavia, emerge tra una parte minoritaria degli insegnanti – il 14% – la difficoltà di coinvolgere in modo efficace gli studenti durante la lezione.

Capacità informatiche e coesione

Lo sviluppo di competenze digitali da parte degli studenti è il primo vantaggio concreto delle lezioni a distanza secondo il 17% degli insegnanti e genitori che hanno partecipato alla survey, seguita dall’acquisizione di una maggiore autonomia nella fase di apprendimento, secondo il 9% del campione. I corsi da remoto infatti hanno permesso agli studenti, dai più grandi ai più giovani di acquisire capacità informatiche – dalla partecipazione a una riunione virtuale, alla creazione e condivisione di contenuti online – in tempi molto più rapidi, innescando un processo che li aiuterà nel loro percorso futuro. Un maggiore senso di coesione con docenti e compagni di classe invece è il terzo risultato positivo generato dalla DaD, secondo il 5% degli intervistati.

In generale, i docenti italiani intervistati percepiscono all’interno della propria comunità scolastica un clima sostanzialmente positivo, che raggiunge un punteggio di 3,9 su una scala da 1 a 5 e rilevano un buon livello di soddisfazione (4,9 su 5) rispetto a questa nuova modalità di didattica.

Ma su tutto pesa la mancanza di strumenti e infrastrutture adeguate – connessione internet non sufficiente e mancanza di dispositivi in alcune zone del Paese – che restano i principali ostacoli alla piena implementazione delle lezioni online. Tale problema è indicato dal 21% degli intervistati, seguito dal numero maggiore di distrazioni a cui sono soggetti gli studenti a casa, rispetto all’aula tradizionale (14%).

Lezioni a distanza, fonte di stress

Stanchezza e stress, infine, sono le prime due emozioni negative legate all’uso della tecnologia che accomunano docenti e studenti, conferma che questa modalità di apprendimento sia stata introdotta in questa sua forma per far fronte all’emergenza e non possa sostituirsi completamente alla didattica in presenza che resta fondamentale e necessaria. Emerge così il bisogno di ripensare la didattica a distanza per poter essere integrata in modo permanente con la didattica tradizionale.

 

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